Brutti ma buoni

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Nonostante una prova che è generoso definire sotto tono, torniamo da Brescia con tre punti che al momento ci proiettano al sesto posto, con buona possibilità che venga confermato a fine giornata visto il quasi proibitivo impegno del Cagliari a San Siro. Incredibile, se pensiamo a come eravamo messi non più tardi di un mese fa dopo la vergogna di Bergamo.

Rispetto alla trasferta in terra sarda, vinta senza patemi con insolita autorità, nei due successivi impegni di campionato abbiamo assistito a qualche obbrobrio tecnico e tattico, a conferma della volatilità d rendimento sotto la gestione Pioli (ora Ibra-Pioli), un po’ come era successo dopo le due vittorie consecutive con Parma e Bologna.
Nel mio piccolo, preferisco questo all’encefalogramma piatto della parentesi Jean Paul, quando sperare in una vittoria o anche solo di vedere un gol era praticamente utopia, tuttavia sia con l’Udinese che con il Brescia si sono visti parecchi buchi e difetti a livello collettivo e di singoli; su tutti penso a Kessie, autore di due prove oscene dopo quella semi-decente con il Cagliari, e il centrocampista di sinistra, Bonaventura o Chalanoglu che fosse.
Ma tatticamente un po’ tutta la squadra è stata lacunosa: lunga, scollata, imprecisa, linee di passaggio spalancate, i nostri difensori spesso in affanno a tamponare le incursioni del Lasagna o del Torregrossa di turno, con il povero Bennacer costretto agli straordinari rimediando gli immancabili ma meritati cartellini gialli, puntuali come le spese condominiali. Quanto ci manchi, Ciocco Bakayokko.
La novità è che si comincia a vedere finalmente anche qualcosa che manca da anni: un minimo di grinta, voglia di vincere, di non mollare, e un po’ di fantasia e sfrontatezza (vedi Theo e il redivivo Rebic), tutte caratteristiche importanti tanto quanto qualità tecniche e organizzazione tattica, che da sole spesso non bastano.
Vincere è l’unica cosa che conta, ovviamente non nella declinazione gobba e fuori dalla legalità della frase: in questo momento storico conviene accontentarsi di quel briciolo di buono che ci viene servito in tavola e gustarselo, si può gioire per le vittorie e per le piccole soddisfazioni senza abbandonare lo spirito critico, sacro e necessario.

A proposito di spirito critico, avrei la curiosità di sapere se l’obiettivo sportivo della qualificazione in Europa League, l’unico realisticamente raggiungibile al momento (via Coppa Italia o via Campionato che sia) è reale o meno, perchè veramente non si capisce. Quali sono i termini di quel diavolo di accordo con l’UEFA? Insomma, se ci qualifichiamo, giocheremo l’Europa League il prossimo anno oppure no? Se non si sa ancora, quando si potrà sapere? Per sperare in una parvenza di risposta ci vorrebbero dei giornalisti degni di questo nome, ergo non lo sapremo fino ad estate inoltrata come accaduto lo scorso anno.

La settimana che ci aspetta vedrà gli impegni in Coppa Italia col Toro e con i sempre odiati veronesi in preparazione del derby, ma soprattutto, e finalmente, è l’ultima agognata settimana di calvario mercato, che per quanto ci riguarda assomiglia più ad uno stallo alla messicana degno dei migliori Spaghetti-Western: la squadra ha bisogno di rinforzi e di liberarsi di diverse zavorre, i giocatori di un certo livello non vengono perchè il budget è scarso, senza cessioni non si liberano risorse da investire, ma le zavorre non le vuole nessuno….e via così in un loop senza fine.
Un caso a parte secondo il mio iper-modesto parere è Paquetà, vittima sì di se stesso ma in parte anche di una gestione inadeguata degli allenatori: escludendo i primi due mesi della stagione scorsa ha sicuramente deluso e il suo atteggiamento, soprattutto nell’ultimo periodo, è infantile e irritante, ma ha pagato fin da subito il rendimento deludente a suon di panchine e sostituzioni. Non si può dire lo stesso di parecchi altri componenti della rosa, spesso ben più irritanti e scarsamente utili di lui. Personalmente spero si provi a recuperare in qualche modo questo giocatore, se si possono provare Bonaventura o il turco sulla sinistra, per inciso imbarazzanti, forse si può provare anche Paquetà. Anche perchè al momento dubito che qualche squadra lo prenda ad un prezzo che possa evitare una minusvalenza vertiginosa, quindi tanto vale recuperarlo, quantomeno provarci.
La penso più o meno allo stesso modo sulla situazione Piatek, che proverei a far giocare un po’ con Ibra per vedere se si sveglia. La sfida di Coppa Italia potrebbe essere un’occasione?

 

Tuco

Vedere Gullit e Donadoni fare polpette del Napoli a San Siro mi ha fatto innamorare del Milan, vedere Marco Van Basten segnare il gol più assurdo della storia mi ha fatto capire che il calcio può essere anche arte, vedere Buffon a gambe all'aria un attimo prima di trionfare in finale di Champions sui nemici di sempre ha dato un senso alla mia vita di tifoso rossonero