Una giornata particolare

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E vai, Milan! Vai sulle ali dello tsunami emotivo creato dai tuoi splendidi tifosi. Mamma mia, quanto era bello S. Siro ieri. Una bolgia schiumante di passione, di amore per la sua squadra. Un luogo incantato da brividi a fior di pelle, in cui gli innamorati, guardando l’orizzonte, vanno oltre e si inebriano di infinito. Il gol di Leao è un attimo di estasi indescrivibile. Fa assaporare ai cuori rossoneri uno di quei momenti di felicità pura, assoluta per cui la vita vale la pena di essere vissuta. Purtroppo la vittoria degli Orrendi a Udine ci fa capire come i giochi siano tutt’altro che fatti. Come sia difficile e insidioso il cammino con destinazione Paradiso. Una giornata davvero particolare quella di ieri. In special modo per me, che ho guardato la partita a casa del mio amico Umberto. E si è trattato di un’esperienza che voi umani… Ma torniamo indietro nel tempo, ripercorrendo una settimana dalle emozioni fantastiche e laceranti.

Io credo che Einstein debba le sue incredibili intuizioni al fatto di aver in qualche modo captato il futuro avvento di Dazn. Sì, questo gli ha permesso di capire che il tempo è relativo. Che non scorre allo stesso modo per tutti. Vedi, Albert, ciò che per te è una scoperta, che ti rende immortale, per me è una croce. Umberto, infatti, è in anticipo rispetto a me con le immagini di Dazn. Durante le partite mi perseguita con le sue telefonate grondanti di pessimismo cosmico e mi racconta quel che io non ho ancora visto. Così mi arrabbio di brutto. Lo riempio di parolacce e gli intimo di non telefonarmi. Niente da fare. Lui continua imperterrito, come gli facessi dei complimenti e mi insulta pure perché sono in ritardo. Durante la partita con la Lazio, per esempio, non più di un paio di minuti dopo che l’ho mandato non dico dove, il cellulare squilla, con l’inno del Milan che ovviamente fa da suoneria. Sullo schermo vedo “ Umberto”. Pur non essendo Einstein, intuisco che stavolta può esserci una notiziona. Non si arrischierebbe altrimenti a contattarmi, dopo la valanga di improperi che gli ho appena rifilato. Mentre penso “ Se mi telefona per anticiparmi il gol della Lazio, lo ammazzo”, pigio per rispondere e vengo investita da un “ Tonaliiiiii!!!!!!! Sììììììììììì!!!!!!!!! E’ chiaro che lo perdono e mi gusto poi il gol di Sandro. Non prima di aver urlato “ Ha segnato Tonali! “ all’amico Luigi, che era venuto a vedere la partita da me. Luigi mi dice “ Ma guarda che Tonali non ha segnato.” Perdono anche lui che, come un novello Tommaso, ci crede solo quando ci mette il naso. E cioè circa un minuto dopo. Passato l’acme della mia sbornia di felicità, decido che così non posso andare avanti. Nasce perciò l’idea di trasferirmi da Umberto per Milan Fiorentina.

Arnautovic!

C’è da scollinare Bologna Inter. Ripongo qualche timida speranziella in un pareggio, ma sono convinta che vinceranno. Le mie tremule speranze vengono ovviamente stroncate da Umberto, che mi rimprovera duramente per il solo fatto di coltivarle. Lui non guarda gli Orrendi. Va a Gonzaga a vedere la partita del figlio, che gioca in non so quale categoria. Il match è Gonzaga- Ceresara. Patto di ferro. Non vuole sentire niente. Mi proibisce di telefonargli. Figurati, tanto smanetterà sul cellulare. Io non so che fare. Arrivo lunga con la cena e sbircio la Tv. 0 1. Mannaggia….. Il pareggio di Arnautovic mi rivitalizza. Però è ancora tanto lunga…. Nell’intervallo arriva implacabile la telefonata di un uomo angosciato. Il padre degenere non sa cosa faccia la squadra del figlio e passeggia di fronte al cimitero, che presumo sia vicino al campo di calcio. Stipuliamo un accordo di carattere scaramantico. Io non guarderò il secondo tempo. Sarà lui che mi chiamerà alla fine della partita per dirmi il risultato. Mi isolerò dal mondo e non darò nessuna sbirciatina neanche al telefono. Devo essere ignara fino alla fine, come accadde per Inter Sassuolo. Be’, guarderò il City con il Villarreal. Niente da fare. Non riesco ad accedere a Prime. Così giro su un film, ma non so nemmeno di cosa si tratti. Ho ben altri pensieri nella testa. Il tempo scorre lentissimo, mentre io mi macero nella mia ignoranza degli eventi. Si fanno le 10 e la telefonata non arriva. “Per forza”, penso. “ Avranno vinto minimo 3 a 1.” Sto per andare su Sky, quando…. “ Milan, Milan” canta la suoneria del mio cellulare. Sul display: Umberto. “ Sìììììììììì!!!!!!!!!!”

Povero Radu.

Ma allora il Bologna ce l’ha fatta a pareggiare!” “ No! Ha vinto! “ Non capisco più niente. Impazzisco di gioia. Mi butto sulla Tv. Mi spiace umanamente per Radu. Che paperissima la sua. Ma questa è una quisquilia nell’orgia della mia incontenibile felicità. Mamma mia! Mamma mia! Mamma mia! Mi si accappona financo la pelle. Sìììììììì!!!!!!!!! Mi viene spontaneo un necrologio. “E’ venuto improvvisamente mancare, causa letale indigestione di tortellini, il caro Asterisco. Lo annunciano con profonda tristezza il papà Marotta, lo zio Simone, il cugino Calha, i “giornalai” e gli amici tutti.” L’onda lunga della mia estasi rimane anche il giorno dopo, nonostante la spina nel fianco che si chiama Umberto. Lui è convinto che perderemo con la Fiorentina su papera di Maignan. Lo mando rudemente voi sapete dove. Ma l’uomo non demorde. Certo che, ragazzi, quando ci incrociamo tra milanisti, ci guardiamo e non diciamo niente. Poi abbassiamo lo sguardo. Quella parola è innominabile. Lunghi anni di delusioni, frustrazioni, mortificazioni ci hanno segnato. Quel sogno che fa capolino ci sembra troppo grande. Troppo bello. E ora che è lì abbiamo paura di non acchiapparlo. Non ci sembra vero che si possa realizzare. Siamo schisci, schisci. Coltiviamo nel cuore la nostra speranza. Non vogliamo, però, esplicitarla in una sorta di pudore scaramantico.

Fantastico il popolo rossonero!

E arriva il giorno della partita. Mi confronto con la mia giornata particolare. Le ore passano lentissime in uno stillicidio di emozioni contrastanti. Il primo pensiero della mattina va a braccetto con l’ultimo della sera. E’ sempre quello. Sono un pendolo che oscilla tra la speranza e la paura. Tra il sogno e l’incubo. Il momento è giunto. Vado a casa di Umberto. Sì, è proprio una giornata particolare. Non capisco la testardaggine di Pioli con Brahim. Ma è un dettaglio. Sono concentrata solo sull’assoluta necessità di vincere. La partita inizia. Umberto è un essere urlante che conserva vagamente sembianze umane. C’è anche Raimondo, un altro milanista Doc. Lui è più calmo e razionale di noi. O, semplicemente, sa nascondere meglio le sue emozioni, che, comunque, trapelano, eh! E come! S. Siro ribolle dell’entusiasmo dello splendido popolo rossonero. Speriamo bene. Mamma mia, che tensione. Umberto è incontenibile. Un invasato. Roba che io faccio la ma discreta figura rispetto a lui, pur tra qualche urletto, qualche imprecazione e l’incapacità di rimanere seduta, come fossi perennemente morsa dalla tarantola. Ma chi figura meglio è indubbiamente Raimondo. “ Voi sperate di vincerla questa partita, perché non capite niente di calcio! Oggi non la vinciamo e perdiamo lo scudetto!” Io lo insulto. Non ne posso più di menagrami. Raimondo si limita a sorridere. Sappiamo entrambi che spera di vincere esattamente come noi. Insomma, il primo tempo scorre via senza entusiasmare con il grosso sussulto dell’ occasionissima sprecata da Giroud. Ci regala anche due momenti di rabbia. Valeri risparmia per due volte il secondo giallo a Maleh.

Rafaaaaa!!!!!!!!

E’ possibile soffrire così? E la ripresa sarà anche peggio. Mamma mia! Nell’intervallo esco a fumarmi una sigaretta. Così mi risparmio uno sprofluvio di profezie di sventura. Manco Cassandro posso chiamarlo. Cassandra aveva ragione. Spero tanto che lui, invece, abbia torto. Ricominciamo, mettendoci una certa verve. Creiamo più di un’occasione. Incredibile quella sprecata da Leao. Noooo!!!!! Lì, purtroppo, perdo un po’ della mia estrema finezza. Mi butto sul tavolo e ci picchio contro la testa. Chissà che diventi un pochino meno matta…. Poi le sostituzioni. L’ansia che cresce mano a mano che passa il tempo. Lo stadio continua a incitare la squadra in modo commovente. Miracolo di Maignan su colpo di testa ravvicinato di Cabral! Sei un santo, Super Mike! Mamma e moglie di Umberto continuano a rimproveralo per il suo comportamento disdicevole. Non sappiamo letteralmente più dove stare, quando… Terracciano sbaglia a rinviare la palla. Leao se ne impossessa sulla trequarti. Due difensori corrono su di lui. Sembrano chiuderlo. Rafa tira dal limite! Goooooollllllllll!!!!!!!!!!!!! Delirio a S. Siro! Delirio in casa di Umberto! Delirio in tutte le case rossonere. Urliamo come dei pazzi! Una gioia irrefrenabile. Un’orgia di felicità in cui si immerge selvaggiamente, senza più freni inibitori, anche Raimondo. Mamma mia! Mamma mia! Mamma mia! E’ qui la festa? Sììììììììì!!!!!!!!!! Poi ci ricomponiamo un po’. Abbiamo la sottile paura di subire il pareggio nel finale. Triplice fischio. Esplodiamo! Siamo invasati. Siamo incontenibili. Diciamolo, siamo pazzi.

Spero tanto in un regalo dell’Udinese. Dai, che la nostra vittoria li ha feriti gravemente. Pensateci voi, Friulani, a finirli. Purtroppo non va come volevo. Io riesco solo a vedere, tra spizzichi e mozzichi, il gol di Perisic. Poi Dazn si blocca. Mi arrabbio e passo ad altro. Mi dicono del rigore più che dubbio, con intervento del Var, e della curiosa diatriba sul fatto che il portiere abbia oppure no toccato il pallone respinto dal palo. Mi rifiuto di guardare gli episodi. Certo che, nel dubbio, decidono sempre contro di noi e sempre a favore loro. E pure sui fatti eclatanti…. E adesso? Il sogno continua. Realizzarlo sarà tutt’altro che facile. Noi, purtroppo, abbiamo difficoltà a segnare. Loro sono sempre lì, pronti ad azzannarci al minimo errore. Le vinceranno tutte e tre. Per fortuna non ci siamo giocati il bonus pareggio con la Fiore. Conserviamo 2 punti di vantaggio, quasi 3, ed è passata un’altra giornata. A Verona scenderemo in campo a -1. Speriamo che la cosa non incida negativamente a livello psicologico. Ieri ho vissuto una giornata particolare. Chissà Domenica prossima. Non dico niente, ragazzi. Non sto più nella pelle. La domanda è questa. Io e Umberto riusciremo ad arrivare vivi a fine campionato? E voi ce la farete? Forza Milan!

Chiara

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.