
E anche questa è andata! Non giochiamo bene, per carità. Ma facciamo gol meravigliosi, di fronte ai quali divento preda della sindrome di Stendhal. Sì, perché sono delle vere e proprie opere d’arte. Azioni fantastiche. Quello di Rabiot per me è destinato a rimanere il più bello del campionato. Lancio lungo, controllo delizioso. Scavetto al bacio, tocco di petto e splendido tiro al volo. Ma anche il gollasso di Fullkrug non scherza. Gabbia veste i panni di Saele. Alexis quelli di Leao e Niclas è il finalizzatore alla Rabiot. Noi per segnare abbiamo bisogno di fare cose sopra la media. E questo è un limite, perché non si può sempre eseguire un capolavoro. Io vorrei vedere anche gol sporchi, banali, trovati su mischia, su rimpalli casuali o derivati da sviluppi da calci piazzati. E mi piacerebbe pure vivere partite tranquille, con il risultato messo in banca già nel primo tempo. Be’, non dovrei tifare Milan allora. Ma, siccome, pur avendoci provato, non riesco a non farlo, devo lavorare per rafforzare le mie coronarie. Dopo un anonimo primo tempo in cui abbiamo creato poco, finendo un sacco di volte in fuorigioco, ci siamo svegliati nella ripresa. Ma, tra errori nostri e grande parate di Falcone, sembrava proprio che la palla non volesse entrare. Mamma mia che sofferenza, fino all’urlo liberatorio dopo la capocciata di Fullkrug. Mi piace un sacco il mio panzer. Speriamo che Dio ce lo conservi sano.
Il mio pre non è, come sempre, tranquillissimo. Gli Orrendi passeggiano a Udine, mettendo sotto di brutto i Friulani, alla faccia di un risultato striminzito. Non mi spiace la caduta di una non fortunata Juve a Cagliari. E neppure la vittoria di un Napoli, massacrato dagli infortuni, con il Sassuolo. Sono in tensione, perché so che ci sarà da soffrire anche contro il Lecce. Non ho mai ragionevoli sicurezze. Riusciremo a vincere oppure no? Lo scoprirò solo vivendo. La mia situazione ha una certa analogia con quella del gatto di Schrödinger. Il paradosso del gatto ha a che fare con la Meccanica Quantistica. Il mio riguarda le a volte imperscrutabili vie del calcio. Per spiegare alcuni fenomeni osservati a livello subatomico, in Meccanica Quantistica si ipotizza che le particelle abbiano stati sovrapposti. Alcune loro caratteristiche, per esempio posizione, velocità, spin, non hanno un valore definito. E’ come se potessero avere più valori. Quando facciamo una misura, però, troviamo un solo valore. Questo naturalmente non lo si nota nel mondo macroscopico, a cui appartiene il povero gatto messo in una diabolica scatola dal perfido Schrödinger. Nella scatola c’è un marchingegno che rilascia un gas velenoso, quando un atomo, che ha il 50% di probabilità di decadere, decide di farlo. Fino a che non si effettua la misura, l’atomo si trova in uno stato di sovrapposizione. E’ sia decaduto che non decaduto. Ma il gatto è un corpo macroscopico che segue le leggi della Fisica Classica. Non può essere contemporaneamente vivo e morto. Da qui nasce il paradosso. Ecco, io prima delle partite incarno questi stati di sovrapposizione. Per me il Milan è sia vivo che morto. E, alla fine dei nostri sempre sudatissimi 90 minuti, trovo la misura che definisce il nostro stato. Sempre che l’ansia che mi divora non faccia prima un brutto scherzo alle mie coronarie.

Schrödinger non ama i gatti. Io amo il Milan. Mi spaventa la prospettiva di vedere in campo Estupinan. No, Max. No! Pervis non è capace! Per il momento il gatto e il Milan sono in uno stato di sovrapposizione di vita e di morte. Il contatore Geiger, che con la sua rilevazione certifica se l’atomo è decaduto o no, nel mio caso sarà la partita. Nel frattempo mi incuriosisco per le voci che parlano di possibili cambiamenti a livello societario. Sembra che Gerry sia riuscito a trovare un nuovo finanziatore, che gli consenta di pagare il debito contratto con Elliott con il vendor loan. Si parla del Fondo Comvest. Confesso che l’idea della dipartita di Furlani mi elettrizza. Mi è capitato raramente di odiare qualcuno come questo individuo pieno di sé e vuoto di valori umani e di competenze. Nella sua tracotante e ottusa sicumera non riesce a stabilire rapporti empatici con nessuno. E’ inviso a giocatori, tifosi, operatori del Mercato. Si è impegnato alla grande nell’opera di distruzione del Milan. Non gli riconosco capacità manageriali dietro l’assioma di evitare rischi di volatilità. Pensare che una Società di calcio possa essere amministrata come una fabbrica di bulloni significa non brillare per intelligenza. La competitività sportiva si può raggiungere anche senza fare spese folli. Certo, servono investimenti oculati, decisi da persone che di calcio se ne intendono. Persone che tutelino gli interessi del club, facendo sentire una voce autorevole nelle Istituzioni e nei Media. Il buon andamento a livello sportivo ha riverberi positivi anche dal punto di vista economico. Non ci vuole un genio per capirlo. Non serve essere laureati alla Bocconi e vantare un Master ad Harvard. Eppure… Alcuni portano felicità ovunque vadano. Altri quando se ne vanno, diceva Oscar Wilde. Voglia il cielo che il piccolo Napoleone se ne vada davvero. Certo, capisco che passare da un Fondo finanziatore a un altro, con Gerry sempre in sella, non rappresenta una garanzia. Scaroni è un uomo RedBird e ritrovarmelo ancora lì è una prospettiva che mi fa venire l’orticaria. Sarebbe inutile aspettarsi grandi investimenti. Quale potrebbe essere una timida speranza? Vedere entrare in Società, una volta espulsi Furlani e Moncada, qualcuno che capisce di calcio e che, magari, ha un po’ di amore per il Milan. E non mi riferisco certo a Galliani.

Bando alle ciance, che la partita incombe. La Roma ha espugnato Torino. Se non vinciamo, ce la troviamo con il fiato sul collo, pronta a superarci nella prossima gara in cui ci affronterà all’Olimpico. Bisogna vincere! Mi arrabbio subito, quando Estupinan si fa soffiare la palla dopo 30 secondi. Primo tempo sonnacchioso, more solito. Almeno non subiamo grossi pericoli… Speriamo nella ripresa. In effetti siamo più vivi. Creiamo diverse occasioni, ma la palla non entra. Inquietudine e speranza serpeggiano dentro di me. Entra Fullkrugg per Pulisic. Il tempo passa. Ma lascialo fuori, Loftus, maledizione al secchio! Poi…. lo splendido gol che illumina la serata e dà sprint all’umore. Siamo vivi. Spero lo sia anche il povero gatto che Schrödinger non ama. Ci troviamo ancora lì, in alto. Abbiamo fatto un buon secondo tempo. Bando ai voli pindarici. Adesso i punti tra noi e la Juve sono sette. Leao e Pulisic non stanno bene. Fullkrugg è arrivato da poco e già lo amo. Speriamo non si infortuni. Jashari mi è piaciuto. Secondo me il ragazzo ha delle grandi doti. Spero riesca a tirarle fuori con continuità. Sono preoccupata per Saele. Per noi è un giocatore fondamentale. Come stai, Alexis? Gli Orrendi ci guardano dall’alto con sufficienza. Li aspettano due comodi turni casalinghi con Pisa e Cremonese, casualmente dislocati tra i due impegni di Champions. Per loro è facile con le piccole, perché le sanno aggredire. Noi, invece, le lasciamo giocare. Certo, il nostro calendario è… curioso. Come il loro, del resto. Ci attendono tre trasferte consecutive. Ne facciamo 5 in 6 gare. Un record difficilmente uguagliabile. Arsenal, non fare scherzi. Ti guarderò con affetto. Con affetto non guardo, invece, certa gentaglia che dico io, perché…. Je suis Paolo Maldini. Je suis Zvonimir Boban.
Chiara
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