Il Milan che verrà

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“Sono molto felice di tornare nel mio amato Milan cercando di dare il mio contributo per riportarlo lì dove deve essere. Deve essere un club protagonista e vincente, perché questa è l’unica natura della sua storia. Ed è la natura del tifo dei nostri tifosi. Darò tutto me stesso per questa causa e per i nostri colori rossoneri. Quando Paolo mi ha chiamato per avere la mia disponibilità, sono salito in macchina e sono andato a Milano a casa sua, in piena notte, per capire lo stato delle cose. Dopo aver parlato con Ivan e la proprietà, tutto era chiaro ed eccomi qua, nella città, nel mio Club che amo e nella terra che mi ha dato tanto. Spero di poter ripagare tanta fiducia. Devo anche ringraziare il Presidente della Fifa Gianni Infantino che, seppur interista, è stato un vero amico e ha capito che questa era una chiamata simile a quella sua di tre anni fa. Impossibile dire di no. Forza Milan!” 

Queste le prime parole da Chief Football Officer di Zvonimir Boban, che lascia dunque l’incarico da vice-segretario generale della Fifa per fare ritorno al Milan dopo 18 anni, dove sarà responsabile del coordinamento e della supervisione delle attività sportive, lavorando a stretto contatto con l’AD Ivan Gazidis e il DT Paolo Maldini.

L’etimologia croata del nome Zvonimir “uomo circondato di grande pace” è bizzarramente in contrasto con la vita e la carriera del grande Zvone, tipo tosto e combattivo che nelle situazioni di lotta non si è mai tirato indietro.

Come quando, appena 22enne, diventò l’eroe nazionale del suo popolo sferrando un calcio volante in campo ad un poliziotto serbo che stava manganellando un tifoso croato a terra, durante i furibondi tafferugli che accesero un Dinamo Zagabria-Stella Rossa del maggio 1990, triste prologo della guerra nei Balcani che sarebbe scoppiata di lì a poco.

O come quando, pur dispensando lampi di grande calcio, non disdegnava di randellare all’occorrenza chi gli passasse a tiro quando il gioco si faceva duro, nei 10 lunghi anni di militanza rossonera sempre con la maglia rigorosamente fuori dai calzoncini.

O ancora come quando, da opinionista televisivo, non esitava a dire sempre la sua con schiettezza e lealtà, senza fare sconti a nessuno, senza alcun timore di inimicarsi il Lotito o il Galliani di turno.

Al Milan ricoprirà di fatto il ruolo che fu di Gandini, incaricato di tenere i rapporti con le istituzioni calcistiche in Italia e in Europa, e in questo senso l’esperienza maturata negli ultimi anni alla Fifa non  potrà che tornargli utile; ma per i suoi grandi trascorsi da uomo di campo non potrà che formare un binomio indissolubile con Maldini nelle scelte tecniche del club.

Ecco appunto, Paolo Maldini: negli ultimi 12 mesi ci siamo chiesti spesso quale fosse il suo ruolo all’interno della società, adesso finalmente gli eventi sembrano prendere una piega chiara e definita, e le sue prime scelte da neo Direttore Tecnico del club appaiono tutto sommato convincenti.

Quello di Boban è il classico nome destinato a mettere tutti d’accordo, quello di Marco Giampaolo come allenatore forse meno, per le incognite legate alla prima esperienza in una grande piazza: ma come abbiamo già avuto modo di scrivere diffusamente la scorsa settimana, l’uomo è di spessore, ha costruito i giusti anticorpi alla sofferenza nei lunghi anni di gavetta e potrebbe rivelarsi il profilo più adatto per plasmare, valorizzare e far crescere una squadra giovane e di talento.

Sicuramente meno convincente la scelta di Frederic Massara per il ruolo di Direttore Sportivo, ma in questo caso più che di una scelta vera e propria è più giusto parlare di un ripiego: i direttori sportivi di livello lavorano nell’ombra per la scelta dei giocatori delle proprie società fin da marzo/aprile, è chiaro che se ti muovi a giugno ti devi accontentare del Maiorino di turno ( e qui caso mai sorge più di qualche dubbio sulle capacità di pianificazione di Ivan Gazidis, ma siamo certi che il buon AD sarà in grado di smentirci a breve con l’annuncio di nuovi mirabolanti contratti di sponsorizzazione…).

Speriamo che il tandem Boban-Maldini sia in grado di costruire una buona squadra, le difficoltà sono tante ed i tempi stretti, tenendo conto che nelle prossime due settimane sarà necessario realizzare almeno una cinquantina di milioni di mal contate plusvalenze per far si che il bilancio al 30 giugno 2019 non riproponga il drammatico buco da 120 milioni dell’anno precedente: la speranza è che il risultato possa essere raggiunto con le cessioni di Suso e Kessie, il forte timore è che il percorso possa risultare più agevole e veloce con la rinuncia a Gigio Donnarumma.

In ogni caso, tenetevi forte e allacciate le cinture, perché da adesso in poi ci sarà da divertirsi.

 

Max

 

 

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.