Il principio di Pareto

Approfitto di questa pausa forzata causa cerimonia delle olimpiadi invernali per fare un rapida analisi di quanto fatto fino ad ora dalla squadra. Chi ha avuto la bontà di ascoltare la live invereconda di mercoledì qualche anticipazione l’ha già avuta e in un qualche modo credo sappia che post aspettarsi.
Il dibattito, se così vogliamo chiamarlo, su questo Milan spesso verte su “culo sì/culo no”, gioco che non c’è, non segniamo ecc. E’ indubbio che la proposta calcistica di Allegri non sia divertente, spumeggiante, anzi spesso è soporifera con primi tempi al limite della narcolessia, ma questo non deve inficiare il discorso generale e non ci si può limitare al termine “risultatismo”, neologismo che odio, perché significherebbe limitarsi ai soli punti in classifica senza guardare tutti gli altri macrodati. Per farla breve questo “risultatismo” altro non sarebbe che il principio di Pareto in salsa pallonara ottenendo così il massimo con il minimo sforzo. Premesso che così staremmo parlando di Allegri come un fenomeno in tal caso, non è affatto così nel senso che guardando le partite e non le semplici metriche la visione è ben differente. Tralasciando questo discorso che annoierebbe a morte, vado appunto a inquadrarvi una serie di dati semplici perché va dato a Cesare quel che è di Cesare e a Pareto ciò che è di Pareto.

La concentrazione di molti tifosi va sulla qualificazione champions (quarto posto) e a me questo pseudo traguardo francamente non fa né caldo né freddo, non lo ritengo in alcun modo un obiettivo, ma visto che interessa a parecchi meglio chiarire subito una cosa: statisticamente chi è secondo in classifica alla 23esima giornata arriva sempre nelle prime quattro, anzi nelle prime tre.
Analizzando gli ultimi 20 anni (non sono andato oltre) non è mai accaduto che chi fosse secondo a questo punto del campionato arrivasse oltre il quarto posto. Volete toccare ferro come il buon Max nella live? Ok, ma la realtà dei fatti è questa e per logica l’unico obiettivo rimasto (dando per assodato il piazzarsi tra le prime quattro) é lo scudetto perché qualche caso in tal senso c’è.
Negli ultimi vent’anni chi era secondo alla 23esima si è poi piazzato così alla fine:

61% secondo
22% terzo
17% primo
0% quarto
0% quinto o peggio

Quindi se proprio dobbiamo guardare a qualcosa, noi tifosi dobbiamo guardare davanti sapendo che è difficilissimo.

Andando invece ad analizzare questo Milan, come detto prima Pareto c’entra assai poco.
Il Milan ha la seconda miglior differenza reti della serie A (+21) e negli ultimi vent’anni per noi è accaduto solo quattro volte di avere una differenza rete uguale o migliore:

2021/22 +22
– 2011/12 +25
– 2010/11 +21
– 2005/06 +25

Già questo dato ci dice che essere secondi non può essere “culo”, così come non è vero che non segniamo. Il Milan ha il terzo miglior attacco e la terza miglior difesa della serie A, sapete quante volte è accaduto di aver un attacco migliore negli ultimi vent’anni a questo punto della stagione? Cinque volte e l’ultima volta è accaduto nella stagione 2011/12. Dal punto di vista prettamente numerico negli ultimi venti campionati 8 volte abbiamo segnato di più, quindi anche da questo punto di vista non si può dire che non segniamo o ne faccio pochi, al massimo non ne facciamo tanti e qui direi che la cosa è ovvia, ma affermare che non segniamo o ne facciamo pochi è privo di fondamento.
Il Milan ha anche la terza miglior difesa della serie A e anche in questo caso negli ultimi vent’anni è accaduto cinque volte di avere una difesa migliore a questo punto della stagione e l’ultima volta è stata sempre nella stagione 2011/12. Dal punto di vista prettamente numerico ossia dei gol subìti solo una volta ne abbiamo presi così pochi (17 nella stagione 2007/08) e per trovare un dato migliore bisogna arrivare alla stagione 2004/05 con 16 gol subìti.
Certo Mike Maignan pesa nell’economia di una squadra, come pesavano Buffon tra parma e juve, Dida da noi o Julio Cesar all’inter giusto per fare degli esempi, ma di certo non si esaurisce tutto lì specie se non si hanno Nesta, Stam e Maldini giusto per fare degli esempi a noi vicini. Non c’è nessun culo, non c’è nessun “e ma” e lo dice uno che calcisticamente parlando è lontano anni luce da Allegri. Quello che c’è è un gran lavoro che meriterebbe il giusto rispetto e la giusta considerazione, poi sul calcio proposto sono il primo ad alzare la mano ma questo è un altro discorso perché i numeri ci dicono che il Milan è meritatamente dove dovrebbe stare e un grande plauso va fatto anche a questi calciatori a cui l’anno scorso abbiamo detto di tutto, dando loro delle mele marce o dicendo che non gliene fregava niente quando la realtà è che la maggior parte sono ragazzi che avevano bisogno di una guida salda non solo in panchina.
Pareto non c’entra niente, abbiamo riacquistato una squadra sicuramente non forte come quelle del passato ma una squadra ed è un punto di partenza.

Seal

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Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.