Di che parliamo?

9992

Lo stop imposto dall’emergenza Coronavirus ha rallentato i lavori a Casa Milan. Come riporta il Corriere della Sera, il club rossonero avrebbe bisogno (ed è alla ricerca) di un “costruttore”, ovvero di un tecnico che sappia portare avanti un progetto complicato ma ambizioso. Per la società milanista, Ralf Rangnick sarebbe il profilo perfetto, ma il suo approdo a Milanello è tutt’altro che certo. Il Corriere scrive: “Crescono i dubbi sul suo approdo”. Nelle ultime settimane i vertici di via Aldo Rossi hanno portato avanti i colloqui con il manager tedesco, ma i dubbi restano. Per tanti motivi, compreso il fatto che è legato da un contratto fino al 2021 (non facile da sciogliere) con il gruppo Red Bull. Il Milan ha quindi deciso di prendere tempo e rinviare all’estate il discorso legato all’allenatore. Nulla è stato ancora deciso. Stefano Pioli è apprezzato da tutti e ha guadagnato diverse posizioni in questi mesi. Se riparte il campionato e la squadra fa bene, il mister emiliano può restare perché c’è unanime stima sulla persona e sul professionista. I dirigenti rossoneri sanno di non poter più sbagliare. E non ci sarà più spazio per gli esperimenti in panchina (com’è stato con Giampaolo). Il Milan ha bisogno di un tecnico che abbia già dimostrato in carriera di saper prendere un progetto e farlo crescere. Insomma, un professore di calcio. Proprio come Rangnick, che resta la prima scelta, ma pure quella più complicata.

Fonte Milan News

La mia preferita in questo momento

Bene amici miei, di che vogliamo parlare? Delle miserie di questa società che, già non aveva voglia di investire in tempo di pace, adesso poi piangerà miseria con lacrime copiose; il sudafricano mai rimpianto a Londra ha già fatto capire che intende abbassare il monte ingaggi ancor di più, ma perchè pagare ingaggi? Eliminiamoli definitivamente no? Anzi facciamoci pagare dai giocatori, così gli facciamo vedere, a pagamento, la sala delle Coppe e gli regaliamo una copia dei Miserabili e un accesso gratuito a Milan Tv, prima dell’estinzione. Vedete, quello che mi manda in bestia non è avere un programma (chiamiamolo così) povero e senza pretese; se non hai da spendere non si può pretendere, ma quello che trovo inaccettabile è la presa per il culo di riportare il Milan dove gli compete. Queste cazzate, ad uso e consumo di quei quattro, e sottolineo quattro, abbonebeti del canale di regime, francamente sono un’offesa all’intelligenza. Aggiungiamo che, se salta Maldini, il suo posto viene preso dal braccio destro di Gazidis, tale Heindrik  Almstadt…che già il nome inquieta. Io non ho proprio nulla da dire. Adesso bisogna solo aspettare, che passi questo terribile momento e vedere cosa rimane del Milan.

Invece mi interessa molto di più parlare con voi di quello state/stiamo passando, raccontiamoci, se vi va e in assoluta tranquillità, cosa stiamo facendo, come stiamo vivendo questo amaro periodo. Io lo vivo in maniera particolare, nel senso che il mio lavoro è fermo al 100% e allora sono confinato in casa. Mi divido tra casa mia e quella di mia madre che è sola. Per motivi che potete ben comprendere abbiamo (io e mio fratello) sospeso temporaneamente la collaborazione con la signora che aiuta mamma nelle pulizie e con l’altra signora che sta con lei. Il sottoscritto fa la spesa per due famiglie e aiuta mamma. Nel frattempo mi cibo di film e serie tv, chatto con mezzo mondo lavorativo e mi rallegro con la chat del blog che è sempre un vero spasso, un luogo a cui non potrei mai rinunciare e che spesso è un sollievo, come del resto mandare avanti questo blog. E voi?

Gianclint

Il mio primo ricordo furono i pianti per una sconfitta in finale con il Magdeburgo.. Rivera e Chiarugi erano i miei idoli, ma ho amato anche Wilkins ed Hateley. Per il Milan di Sacchi avrei lasciato tutto e tutti. Rimane per me la pietra di paragone. Scrivo di getto come Mozart, odio i servi, i ruffiani e i leccaculo. Scrivo per il gusto di farlo e potrei dare lezione alla maggior parte dei giornalisti al seguito del Milan, incapaci di scrivere qualcosa di accattivante e vero. Detesto chi scrive e annoia e lo fa solo per ingraziarsi qualcuno. Disprezzo fanatici e cretini. Ragiono con la mia testa e del risultato me ne frego; chi gioca bene vince due volte.