Eravamo quattro tifosi al bar

4182

Per svariate ragioni, dopo tanto tempo mi sono ritrovato ad andare al bar da solo a vedere una partita del Milan. Segnatamente Milan – Dinamo Zagabria di Champions League una decna di giorni fa.

Negli ultimi anni tra streaming (legale ovviamente, cosa me lo chiedete a fare??), stadio, casa di amici ecceteraeccetera, è stato per me un evento rarissimo, quasi inedito.

Dicevamo: da solo al bar a vedere il Milan. E mi sono accorto (o meglio mi sono ricordato) che il tifoso è davvero una bestia strana. Anzi, che i tifosi sono tante bestie strane diverse che nell’habitat del bar (più lercio è meglio è) tirano fuori delle perle e degli spunti di riflessione interessanti, soprattutto se ci vai da solo e quindi hai modo di osservarli meglio non essendo chiuso nella “bolla” creata dalla conversazione con gli amici di turno. E il tifoso ‘da bar’ di solito è piuttosto diverso, o quantomeno ha atteggiamenti diversi, rispetto a quello da stadio o allo stadio

IL DISTRATTO – Verso il quarantesimo del secondo tempo, col risultato ormai al sicuro grazie al gol di Pobegone mio, il discorso cade sulla successiva partita contro il Napoli e qualcuno tira fuori il nome di Krunic come possibile sostituto di Leao. Un avventore allora, con aria da esperto che ha letto la Gazzetta fino alla pagina dell’ippica, se ne salta fuori con un: “Oh ma Krunic va’ che è infortunato”. Ehm in realtà è entrato tipo dieci minuti fa e sta giocando. Gelo. Vabbè sarà stata la quarta birra media in un’ora e mezza. Sei perdonato

LO SPORTIVONE – Ha acquisito la solita rapida ed effimera fama da social il siparietto Sky in cui Caressa tace per fare sentire “la bellissima atmosfera di San Siro” e parte un fragoroso INTERISTAVAFFAN**** con conseguente reprimenda del marito della Parodi. Ebbena anche uno dei tifosi da bar se ne esce con: “Oh a me non piace quel coro, che me ne frega dell’inter”. Gelo (bis). Da sottolineare che il bar in questione, di cui non farò il nome perchè qui la pubblicità la facciamo solo se lautamente pagati, si trova a Milano. E vi assicuro, per chi non bazzica l’area meneghina, che la rivalità con i topastri del Naviglio è LEGGERISSIMAMENTE SENTITA, a maggior ragione da quando ci si gioca lo Scudetto come se fosse un affaire cittadino

L’ARBITROFOBO E L’ESPERTONE – Nonostante la partita abbastanza serena a livello arbitrale, come per ogni partita c’è sempre l’odiatore dell’arbitro, che ne critica ogni fischio (contro la propria squadra) e che si lascia andare a improperi contro le ex giacchette nere. “Oh ma non ammonisci nessuno ti sei dimenticato i cartellini in Spagna!”. Nel caso di Milan – Dinamo l’arbitrofobo si è fatto affiancare dall’espertone che è andato a citare come l’arbitro Manzano fosse lo stesso di Rio Ave – Milan, tragicomica e infinita partita di un paio di anni fa. Vabbè lo abbiamo capito che ne sai o che vuoi far credere di saperne, ma stai schiscio!

LO SCETTICO E IL FIDUCIOSO – Nonostante De Ketelaere abbia giocato solo uno spezzone di partita (abbastanza anonimo a dire il vero), si è palesato il classico scettico. “Mah, lo abbiamo pagato 40 milioni (…) ed è tutto qui. Troppo magro, troppo lento, troppo biondo, troppo belga, troppo alto, troppo timido, troppe vocali nel cognome. Mah. Speriamo. Mah. Boh. Bah”. Si contrappone ovviamente il fiducioso che ha visto (davvero?) persino Bruges – Ostenda della scorsa stagione, che su Charles metterebbe le mani del barista sul fuoco e che cita Leao come precedente di giocatore che abbiamo dovuto aspettare un bel po’ prima di vederlo sbocciare. Entrambi chiaramente rimangono della propria idea, ma concordano sul fatto di prendersi un’altra media e scurdammoce o’futuro.

E voi, quali “bestie calcistiche da bar” incontrate? Aneddoti, curiosità , cavolate varie da raccontare?

Un quiz: durante Milan – Dinamo ho incarnato solo uno dei personaggi sopra descritti. Chi? Coloro che indovineranno non vinceranno nulla, giusto per chiarire eh. E comunque la prossima volta che andrete a vedere il Milan al bar fatemi un fischio, offrite voi.

FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO

Raoul Duke

 

Milanista dalla nascita, primo ricordo Milan-Steaua del 1989 e prima volta nella fu Curva Sud in occasione di un derby di Coppa Italia vinto 5-0. Affezionatissimo al Milan di Ancelotti nonostante tutto e fiero delle proprie scorribande in Italia e in Europa al seguito della squadra fino al 2005, anno in cui tutto è cambiato. DAI NAVIGLI ALLA MARTESANA, DA LORETO A TICINESE, TRADIZIONE ROSSONERA, TRADIZIONE MILANESE!