Belgio-Italia presentazione

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Prima del match di esordio scrivevo che ero curioso di vedere questa squadra in un torneo di un mese e non in qualche uscita tra qualificazioni a Europei e Mondiale e altri impegni; prima del match contro l’Austria dicevo invece che questa Nazionale non era ancora stata messa alla prova dal punto di vista emotivo e che per questo aveva qualcosa ancora da imparare, o anche solo da svelare. In entrambi i casi, i ragazzi di Mancini hanno smentito i dubbi che si potevano avere, sbocciando ulteriormente come gruppo e come individui.

Non inganni il blasone dell’avversario: il match contro l’Austria era sulla carta (e lo è poi stato nei fatti) un impegno serio e infame. La sofferenza e la prestazione dei ragazzi non deve essere ridimensionata per via del nome dell’avversario battuto, nemmeno per un secondo. Se mai questo gruppo dovesse dimostrare qualcos’altro in questi campionati europei o nel futuro, tanti dei risultati che potranno arrivare saranno figli del match di qualche giorno fa. In particolare è indicativo anche che a segnare siano stati due calciatori subentrati, segno che il gruppo è unito e i ragazzi tutti motivati a puntino. In questo modo tutta la rosa è coinvolta al massimo, senza distinzioni di sorta.

Lo scoglio che ci si para davanti oggi è senza dubbio proibitivo. Il Belgio di oggi non è quello che l’Italia battè 2 a 0 agli Europei di Francia 2016. La squadra di Martinez oggi è estremamente più matura, più sicura dei propri mezzi, più gruppo. Forse alcuni elementi (uno su tutti Eden Hazard) non sono più quelli di qualche tempo fa, ma altri (Lukaku) hanno invece compiuto salti di qualità importanti. Insomma, i Diavoli Rossi saranno un ulteriore banco di prova per Mancini e i suoi, che dovranno rispondere alla domanda: l’Italia è in grado di vincere anche contro grandi squadre? Perché è vero che questa è la Nazionale dei record, ma è anche vero che questi risultati non sono arrivati battendo avversari dal blasone importante. Ecco invece davanti a noi la sagoma gigante di Lukaku: portare a casa il suo scalpo ci darebbe forse l’ultima dimostrazione utile per poter dire che sì, questa nostra Italia è davvero una delle migliori selezioni nazionali al mondo.

Problemi di formazione per Martinez, che dovrebbe probabilmente rinunciare sia a De Bruyne, sia a Eden Hazard. Entrambi gli assi sono stati comunque convocati, quindi i dubbi saranno sciolti solo all’ultimo. Questa la probabile formazione: Courtois; Alderweireld, Vermaelen, Vertonghen; Meunier, Tielemans, Witsel, T. Hazard; Mertens, Lukaku, Carrasco. Occhio alla velocità di Carrasco e dovremo cercare di mettere in difficoltà la retroguardia (non mobilissima) facendoli correre e muovere il più possibile, senza dare punti di riferimento offensivi. Per la Nazionale, invece, formazione tipo: Donnarumma; Di Lorenzo, Bonucci, Chiellini, Spinazzola; Barella, Jorginho, Verratti; Chiesa, Immobile, Insigne. Speriamo sia azzurro non solo il cielo sopra Berlino, ma anche quello sopra Monaco!

Fab

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.