Milan-Inter presentazione

Tempo di Derby. Sono sei le stracittadine consecutive senza sconfitte per il Milan, l’ultima nella terribile notte dello Scudetto della stella festeggiatoci in faccia. Di queste sei, una è valsa un trofeo, la Supercoppa italiana 2025, un’altra quasi, lo 0-3 nella semifinale di ritorno di Coppa Italia dello scorso anno, trionfo vanificato dalla sconfitta di Roma in finale contro il Bologna. A questa stracittadina Milan e Inter si avvicinano in modi abbastanza simili, ma non identici. I nerazzurri in A sanno solo vincere dal 14 gennaio in poi, ma in Europa l’avventura ha sbattuto contro l’ex Milan Hauge e il suo Bodo/Glimt. Di contro, il Milan è tornato a perdere un match in campionato due settimane fa contro il Parma, e dà l’impressione di essere in debito di forze, ma soprattutto di creatività, pur mantenendo una buona solidità difensiva.

Non saranno della partita per il Milan Gabbia, Loftus-Cheek e l’ormai lungodegente Gimenez, mentre nell’Inter peserà l’assenza di Lautaro Martinez. In dubbio dal 1’ per i rossoneri Bartesaghi, uscito acciaccato dal match di domenica contro la Cremonese. Interessante per lo sviluppo del match la sfida che si svolgerà sull’out di destra rossonero, tra Saelemaekers e Dimarco. L’italiano è stato finora autore di una delle sue migliori stagioni in carriera, forse la migliore. In A sono sei le reti messe a segno, addirittura quattordici gli assist. Una media astronomica di oltre uno ogni due partite. L’esterno nerazzurro completa un reparto che è la vera forza dei nostri avversari.

Se è vero che anche gli anni passati la mediana interista è stata la fortuna delle squadre di Inzaghi, in questa stagione l’inserimento tra i titolari di Zielinski in luogo di Mkhitaryan ha dato ancora più soluzioni tecniche e alternative in fase di costruzione e pericolosità da fuori. Il polacco ha poi – purtroppo – un feeling con i gol contro il Milan: più volte ci ha fatto male nei suoi anni partenopei. Calhanoglu continua a essere il fulcro del gioco, chiaro, ma ora l’Inter è più completa dal punto di vista squisitamente tecnico, senza perdere in inserimenti o corsa. Insomma, su questo Chivu ci ha visto lungo. A livello di contribuzione offensiva il reparto nevralgico nerazzurro ha fruttato – contando i soli titolari di stasera – 21 reti e 24 assist. Per il Milan? 11 reti e 12 assist; 45 contro 23. Poco invece è ciò che ha fatto finora Thuram, il grande assente dell’annata interista. O meglio, poco in confronto agli standard delle stagioni precedenti: parliamo comunque di 7 reti segnate (Pulisic è a 8, Leao a 9, per dare un termine di paragone). Probabile formazione (352): Sommer; Bisseck, Akanji, Bastoni; Luis Henrique, Barella, Calhanoglu, Zielinski, Dimarco; Thuram, Esposito.

Nel Milan formazione (quasi tipo), con Gabbia out e il dubbio Bartesaghi-Estupinan. Davanti ancora fiducia alla coppia Pulisic-Leao. Probabile formazione (352): Maignan; Tomori, De Winter, Pavlovic; Saelemaekers, Fofana, Modric. Rabiot, Bartesaghi; Pulisic, Leao.

Una vittoria permetterebbe di ricucire un minimo la distanza tra le due compagini, passando da -10 a -7. Comunque improbabile, anche in caso di trionfo rossonero, una rimonta Scudetto. Meglio ragionare in ottica Champions, per blindare una qualificazione all’Europa che conta che vorrebbe dire molto. Forza Milan!

Fab

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Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.