Milan, che settimana!

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Dopo una settimana da montagne russe, dove è successo veramente di tutto in casa Milan, il venerdì sera romano ha dato un segnale forte alla squadra, ai tifosi e al campionato. Questa squadra non ha subito nessuno scossone dopo un’estate scoppiettante ma, anzi, è più forte e più concentrata sugli obiettivi rispetto all’anno scorso. Tra Bologna, Torino e Roma sono più gli spunti positivi che quelli negativi/preoccupanti, con dei picchi che stanno diventando delle solide realtà., tipo Loftus.

Per ora siamo una squadra che sta portando qualcosa di nuovo sul campo, a volte, anche forzando troppo ma sembra abbastanza evidente che gli avversari facciano fatica a decodificarci, vedremo per quanto le gambe reggeranno questo ritmo e se non interverranno fattori impazziti a mettere il bastone tra le ruote a questa squadra. Alzi la mano chi pensava di pareggiare dopo il gol della Roma l’altra sera. Io no, la sensazione è sempre stata di controllo assoluto, cosa che l’anno scorso, in questi momenti ci vedeva perdere la rotta e imbarcare acqua e prendere gol evitabili. I giocatori arrivati mi sembrano sul pezzo e fuori dal contesto post scudetto della stagioen scorsa, si deve sudare e si sta sudando, non c’è spazio per fesetggiamenti perchè non si è fatto nulla e, soprattutto, si arriva da un quinto posto che non può essere dimenticato. Ora il “riposo” per le Nazionali e poi inizierà un bel periodo caldo tra campionato e Champions, con derby e ritorno di Sandro Tonali a San Siro. Dai!

La gang del bosco

Una delle situazioni più surreali della settimana, indubbiamente, è stata la telenovela legata al vice Giroud che ha visto una serie di colpi di scena che neanche in un libro di Deaver. Partiamo con il dire che non posso pensare che la dirigenza si sia presentata ad Oporto con le spalle così scoperte, questo è un aspetto sul quale andranno fatte analisi e che dovranno essere metabolizzate in fretta. Fare affari oggi con certi procuratori, certe società e certi giocatori, è diventato complicato. Faccio solo dei rapidi esempi, Thuram, Lukaku, Taremi e Samardzic, per citare gente che gioca in Italia ma ce ne sono in tutte le latitudini. Trattare con mille agenti diversi che non hanno minimamente interesse a chiudere le trattative ma pensano solo a gonfiare il proprio portafoglio, è impossibile. Su Taremi, nonsotante quello che racconta Pinho, al quale la società non risponderà mai perchè ha già dimostrato di non perdere tempo in queste cose, i fatti e le voci insistenti vanno solo da una parte e quindi la verità non va creata ma semplicemente raccontata. Il passaggio dell’iraniano al Milan era strachiuso, il Porto aveva firmato le carte (nonostante qualche furbata), ma la gang (perchè è di questo che si tratta) composta da Pinho e Gestifute ha semplicemente fatto quello che fa indisturbata da anni, ovvero taglieggiare gli acquirenti di un qualsiasi giocatore del Porto. Era già successo a noi con Andrè Silva, ma è successo a tanti club. La differenza, questa volta, è stata di aver trovato al tavolo gente che si è alzata e se ne è andata, lasciando tutti con un cerino in mano. Taremi sognerà questo trasferimento la notte e a gennaio o giugno la gang che lo gestisce arricchirà se stessa e il Porto alle spalle del solito giocatore supino. Ha ben fatto al dirigenza rossonera ad andarsene ma ha completamente sbagliato la valutazione su un eventuale piano B o C. Bene da un lato, male dall’altro. La speranza è che serva da lezione, nel calcio è pieno di gentaglia con la quale servono non una ma cento conferme prima di chiudere un affare. Sull’arrivo di Jovic c’è poco da dire, la formula dell’arrivo è tipica del giocatore a fine carriera o del Balotelli (la formula dell’ultima spiaggia, come la chiamo io) ma la speranza che l’aria di Milano possa aiutarlo c’è, ovvio che anche solo fare 13 gol totali come la stagione scorsa sarebbe oro colato.

Concludo con una piccola vena polemica ma che non intende compromettere la stima di tutti all’interno del blog. Negli ultimi mesi è stato scritto che scrivevo certe cose perchè azionista del Milan, successivamente che scrivo altro per solleticare alcuni utenti, oppure che  si deve contestare a prescindere perchè siamo il Night. Ecco, io non giudico nessun commento, tanto è vero che non rispondo quasi mai live, ma l’unica cosa che mi interessa è l’andamento del Milan, che piaccia o non piaccia ai commentatori seriali. Sicuramente anche sulla ricostruzione dell’affare Taremi ci sarà da dire…ma vabbè.

FORZA MILAN

Johnson

"...In questo momento l'arbitro dà il segnale di chiusura dell'incontro, vi lasciamo immaginare fra la gioia dei giocatori della formazione rossonera che si stanno abbracciando..." la voce di Enrico Ameri chiude la radiocronaca dal San Paolo di Napoli. Napoli-Milan 2-3, 1 maggio 1988. Per me, il lungo viaggio è cominciato da lì, sempre e solo con il Milan nel cuore.