Atalanta-Milan presentazione

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Negli ultimi anni le sfide tra atalanta e Milan hanno assunto un significato particolare, spesso e volentieri il risultato ha rappresentato un punto di svolta in un senso o nell’altro per la squadra rossonera: dalla sfida di maggio con la botta alla schiena di Papu Gomez a Biglia al 5-0 che tutto ha cambiato passando per lo 0-3 a San Siro, fino ad arrivare allo 0-2 di Bergamo di pochi mesi per certificare il ritorno del Milan in champions league dopo sette lunghissimi anni.
L’ultima sfida è quella del presidente Kessié, già perché in quell’occasione fu innalzato dai tifosi al rango di eroe del match con quell’azione emblematica dell’ivoriano circondato da tre atalantini intenti ad abbatterlo in tutti i modi senza riuscirvi, vero simbolo della forza e della crescita della squadra. Sembra fantascienza ma di quel giocatore oggi sembra esserci una copia sbiadita, vuoi per uno stato di forma precario, vuoi perché si è ficcato con le proprie mani in un vicolo cieco chiamato rinnovo che sembra avergli fatto perdere tutte quelle certezze per cui si era autoeletto presidente con sommo giubilo di noi tifosi. Nonostante il turno di riposo contro il Venezia e l’espulsione made in Cakir che lo ha fatto riposare forzatamente, l’ex colonna del centrocampo rossonero sembra non rientrare più tra i titolari e contro la sua ex squadra dovrebbe sedersi in panchina essendo un lontano parente del giocatore ammirato l’anno scorso. Quattro mesi fa a Bergamo sembrava essere iniziata la sua golden age rossonera e oggi proprio nella stessa città potrebbe già essere finito tutto, solo il futuro ci dirà se sarà così.

Entrambe le squadre arrivano a questa sfida dopo i rispettivi match di champions league che hanno sancito la perdita di florenzi per i rossoneri ma soprattutto quella di Gosens per i bergamaschi. Per quanto riguarda i recuperi ci sono novità importanti come quella di Messias per la prima volta in panchina, ma ancor di più i ritorni di Kjaer tra i titolari e Muriel a disposizione di Gasperini. Il colombiano è uno spauracchio non da poco come dimostra la sua efficacia realizzativa degli ultimi anni.
Nonostante le impressioni le due squadre arrivano alla sfida sostanzialmente con la stessa classifica della passata stagione, la differenza più marcata è data dai gol dell’atalanta perché a ben guardare ha dimezzato gol segnati e subìti, qualcosa di anomalo vista la partenza di romero ad esempio e la grande mole di gioco sviluppato dalle squadre di Gasperini. Malgrado questi numeri sorprendenti l’atalanta non è affatto in crisi ed è lontana parente di quella vista contro la salernitana macinando risultati e crescendo col passare dei minuti come dimostra la sfida con l’inter. Come detto l’assenza di Gosens scombussola un po’ i piani dei bergamaschi che data l’assenza dell’altro lungodegente hateboer affronteranno il match con zappacosta (ottimo fino ad oggi) e maehle ed il solo Pezzella come alternativa di ruolo. Grande attenzione dovrà essere posta nei confronti di Ruslan Malinovskyi dotato di un tiro micidiale da fuori area, stesso riguardo dovrà essere posto nei confronti di Koopmeiners nel caso dovesse essere del match. Come al solito speriamo di non beccare Ilicic in giornata di grazia altrimenti son dolori.
Il Milan dal canto suo dovrebbe presentarsi con la difesa tipo, un centrocampo dinamico con la coppia Tonali-Bennacer ed un attacco come al solito falcidiato dagli infortuni con Rebic nel ruolo di punta supportato da Leao, Brahim e Pino. Quantomeno in fase offensiva la panchina mostra qualche alternativa in più con la presenza di Messias che va ad aggiungersi a quella di Pellegri, un incerottato Giroud, Daniel Maldini e Castillejo. Grandi speranze sono riposte nel duo Leao-Brahim perché se riuscissero a sfuggire alla morsa delle marcature preventive del Gasp potrebbero darci grandi soddisfazioni. Forza ragazzi.

Seal

Ricordo Baresi entrare in scivolata e poi l'ovazione del pubblico, da quel momento ho capito che fare il difensore era la cosa più bella del mondo. Ancora mi esalto quando vedo il mio idolo Alessandro Nesta incenerire Ferrara sulla linea di porta mentre credeva di essere a un passo dalla gloria. Se la parola arte fosse compresa appieno le scivolate del n.13 sarebbero ammirate in loop al MoMA di New York.