Commento Milan Udinese 0-3

 

Alla fine purtroppo i nodi vengono al pettine.

E lo dico con tutta la malinconia di uno che si era illuso a lungo di poter lottare fino alla fine per lo scudetto.

Pia illusione purtroppo, wishful thinking di non volersi rassegnare alla mediocrità senza ambizioni di chi tira le redini di questa società, perché (utile ripeterlo) tutto nasce da lì.

Da un mercato folle e dissennato fatto di giocatori poco funzionali alle idee del tecnico, con una marea di soldi cacciati nel cesso (ma siamo poi così sicuri che dopo aver fatto giri immensi poi non tornino nelle tasche giuste?) e con una rosa ridotta all’osso per esigenze di bilancio, azzerando di fatto il vantaggio di non giocare le coppe: se alla fine devono giocare sempre gli stessi perché le alternative sono improponibili, è chiaro che arrivi alla fase decisiva della stagione con la spia della riserva accesa (su tutti Modric e Rabiot) e finisci per implodere.

Per dire, Allegri ha fatto capire in tutti i modi che Gimenez non fosse il centravanti adatto per lui, gli hanno preso Nkunku a fine agosto e Fullkrug in prestito a inizio gennaio, badate bene, con la squadra seconda in classifica lì a giocarsela per la vittoria, dimostrazione (se ancora ce ne fosse bisogno) che a questa gentaglia di vincere non gliene può fregar di meno.

A me francamente Allegri non piace, non è mai piaciuto a dire il vero, ma prendersela con il tecnico è guardare il dito anziché la luna: Allegri è un onesto mestierante, un allenatore probabilmente superato in termini di idee calcistiche, ma rimane un buon gestore di uomini, e il gruppo coeso che ha creato quest’anno sta lì a dimostrarlo: i problemi purtroppo sono ben altri, e risiedono al quarto piano di Via Aldo Rossi.

Non me la sento nemmeno di gettare la croce addosso ai giocatori, infatti stasera non darò voti, sarebbe un tiro al piccione ingeneroso nei confronti di chi tutto sommato è andato anche al di là delle sue possibilità per larga parte della stagione: vi diro di più, secondo me in cuor loro credevano al bersaglio grosso, e la sconfitta di Roma con la Lazio ha dato inizio al crollo psicologico verticale a cui stiamo assistendo ora (3 sconfitte nelle ultime 4 partite).

Non mi iscriverò tuttavia al partito di chi si augura una debacle totale con l’uscita dalle prime quattro, non perché me ne freghi qualcosa di andare a prendere schiaffi in Champions l’anno prossimo, ma perché so bene che sperare che questi farabutti tolgano le tende per quel motivo è pura fantascienza: finirebbero per depauperare ancora più velocemente il già misero capitale tecnico di cui questa rosa dispone, trovando comunque il modo di tirare avanti in attesa del loro lurido obiettivo, la speculazione immobiliare su San Siro e dintorni.

Mala tempora currunt ma cerchiamo almeno di chiudere la stagione con dignità, nella vita tutto scorre e alla fine anche questi avvoltoi maledetti finiranno per togliersi dal cazzo

 

Max

 

 

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Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all'8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e' il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera... Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco...ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l'era del Giannino....ma adesso, forse, si ricomincia.