Finalmente finita

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Grazie!

Si è ufficialmente conclusa la stagione del Milan. Non c’era modo più adatto di chiudere questo percorso di come è stato fatto: con 8 gol subiti in totale tra Milan-Salernitana (campani ultimi in classifica, lo ricordo) e Milan-Roma in Australia, amichevole utile forse solo per tirar su qualche spicciolo. Prestazione difensiva stagionale complessiva oltre l’indecoroso. I motivi? Molteplici. Dagli infortuni che hanno fustigato il reparto arretrato nella prima parte dell’anno alle prestazioni al limite dell’assurdo dei centrali, ma soprattutto il disordinato e disfunzionale equilibrio tra manovra offensiva e difensiva che ha trovato il suo apice in quel “modulo” 5-5 che più volte è stato rimproverato a Pioli. Il Milan quest’anno ha occupato male gli spazi, non solo ha difeso male, ha giocato male. E questo si è riflettuto più sulla manovra difensiva che su quella offensiva per il semplice fatto che, a livello individuale, il Milan ha più buoni giocatori davanti che dietro.

Questo problema non si risolve però andando ad aumentare la cifra tecnica individuale, ma facendo un salto di qualità sul gioco. Ricordiamo che la linea difensiva dell’Inter finalista di Champions un anno fa era Darmian-Acerbi-Bastoni, mica quella del Milan di Capello. E chi è che dovrà lavorare su questo? Il prossimo tecnico, con ogni probabilità Fonseca. La prima e più importante sfida per il tecnico portoghese sarà questa. Non sono molto d’accordo con quanto sostiene Serafini, cioè che le mancanze del Milan a livello di gol subiti sono state causate dall’inesistenza in rosa di “dobermann”, mediani che rincorrono gli avversari, a metà campo. È come si gioca insieme, è come si interpreta il ruolo e il modulo che fa davvero la differenza. Poi certo, avere un Gattuso in più ti aiuterà sempre difensivamente, ma se sono disorganizzati anche 11 Gattuso possono prendere imbarcate epocali.

Come gioca Fonseca lo scopriremo, come gestirà una squadra e un ambiente da ricostruire, pure. Non ha la personalità di un Conte, e di certo comincia in salita dopo il dibattito sul successore di Pioli e le proteste e lo scetticismo dei tifosi. La speranza è però naturalmente che sia meglio di quanto abbia fatto vedere finora nella sua carriera, non brillante e certamente non costellata di trofei e di piazzamenti di alto livello in contesti importanti (non certo l’Ucraina). Mi aspetto abbia il sostegno di una società che ha creduto in lui e dovrà dimostrarlo coi fatti, assumendosi le proprie responsabilità. E anche investendo sul mercato là dove serve realmente, con pochi acquisti ma mirati, al netto di eventuali cessioni importanti.

Tra Zirkzee e Sesko mi aspetto arrivi Jonathan David, già allenato da Fonseca a Lille e in scadenza di contratto nel 2025. Nel reparto arretrato Buongiorno costa parecchio, ma se l’idea della società è investire pesantemente in difesa, allora si potrebbe anche tentare il colpo, considerato il prezzo più basso dello stesso David rispetto agli altri nomi fatti. In ultimo, un centrocampista in più e un terzino mancino (a destra volendo si potrebbe puntare su Jimenez). Vedremo come verrà costruita la squadra del futuro, che, almeno nelle ambizioni dei tifosi, dovrà lottare fino all’ultimo per conquistare la seconda stella. Questo sia chiaro. Non più anni di transizione, l’obiettivo è tornare a vincere immediatamente.

Fab

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.