Zlatan 41 il ritorno e minima mondialia bis

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Col Mondiale che sta entrando nel vivo, sono in fase di ripartenza in questi giorni gli allenamenti del Milan, ovviamente senza gli infortunati (per Florenzi ad esempio si parla ancora di un paio di mesi fuori mannaggia) e senza i giocatori impegnati nella rassegna iridata.

Inizia a profilarsi all’orizzonte il ritiro negli Emirati Arabi, dove si terranno le amichevoli di lusso contro Arsenal e Liverpool a metà dicembre (13 e 16). Come antipasto della trasferta mediorientale ci sarà la sgambata col Lumezzane giovedì 8 a Milanello.

Sono davvero curioso di vedere se già in queste sfide (o magari in quella a casa del PSV Eindhoven a fine mese), Ibrahimovic potrà tornare a giocare almeno qualche minuto dopo l’impegnatico intervento al ginocchio di più di sei mesi fa. Sapete quanto io sia un adepto fanatico della religione degli Zlataniani e quanto attribuisca al suo ritorno salvifico del 2020 una grande parte di merito per la rinascita del nostro Milan. Ma allo stesso tempo, e credo non sia una contraddizione, avrei consigliato a Zlatan di chiudere in bellezza con lo spettacolare scudetto del maggio scorso, vista la carta di identità e i conseguenti infortuni a pioggia degli ultimi anni.

Ma arrivati a questo punto non posso che essere curioso di vedere se e come tornerà a 41 anni suonati, pur non avendo grandi aspettative sul livello di performance e di contributo che potrà dare sul rettangolo verde. Nessun dubbio invece sul contributo tra le 4 mura degli spogliatoi di Milanello. Visto però che la decisione di continuare è stata ormai presa e il momento del rientro pare si avvicini, mi appresto comunque a godermi ancora qualche scampolo di IBRA. Sperando chiaramente non sia troppo avvilente ma in parallelo nutrendo nel retrocranio la neanche tanto segreta speranza che ci possa regalare ancora qualche sprazzo di gioia e arroganza calcistica come solo lui sa fare.

Al di là della complicata rimonta sul lanciatissimo Napoli, il mio gennaio ha un circoletto rosso fuoco segnato attorno alla data del 18: la Supercoppa derby, ahimè in terra saudita. Per me i trofei vengono sempre prima di tutto quindi una finale che assegna un ‘titulo’ è importantissima. Se poi ci aggiungiamo il carico da 90 del fatto che sarà contro l’inter… insomma il quadretto è bello completo. Ecco: chissà che anche Ibra abbia fatto lo stesso mio segno sul calendario e che prepari un caloroso augurio di buon anno 2023 per i (non)cugini nerazzuri.

Andando velocemente al Mondiale col nostro minima mondialia, registriamo l’uscita precoce della Danimarca di Kjaer e del Belgio di Charles: una presenza a testa per entrambi anche se onestamente per il belga si è trattato solo di un anonimo spezzone nella sconfitta col Marocco. Esperienza da dimenticare per entrambi, con la certezza ormai assodata che Simon non stia ancora bene e il fondato timore che per l’ex Bruges l’avventura qatariota non sia stata di nessun aiuto per uscire dal buco calcistico in cui è precipitato nei primi mesi in rossonero.

Chissà che non si riesca quindi a vedere entrambi almeno part time nella seconda amichevole negli Emirati, considerando che hanno levato le tende dal Qatar già da qualche giorno.

Allargando la visuale è definibile come prima sorpresona l’eliminazione della Germania. Ma forse visti gli ultimi grandi tornei per nazionali, quella teutonica è davvero la grande malata tra le big del calcio, fatta salva l’Italia. Italia che però non si sa come non si sa perchè ha portato a casa 18 mesi (scarsi) fa un trofeo importante come l’Europeo, che rende il tutto un filo meno amaro e molto molto contraddittorio.

La fase ad eliminazione diretta inizierà questo pomeriggio con un Olanda – Stati Uniti che potrebbe proiettare Dest e la sua nazionale a degli insperati quarti di finale, visto che fgli Orange non hanno fatto una grande impressione in un girone morbidoso assai, nonostante il primo posto acchiappato al volo.

Ostacolo polacco invece per Giroud e Theo Hernandez: per quanto osservato fino a qui non dovrebbero esserci problemi per i galletti vista la differenza enorme di valori in campo, ma quando hai contro una squadra con Lewandowski a fare il centravanti meglio non fidarsi troppo.

Leao, assieme a mr simpatia Cristiano Ronaldo, affronterà invece la Svizzera. Per ora, nonostante abbia segnato il primo gol con la nazionale maggiore lusitana proprio nell’esordio assoluto in un Mondiale, Rafa è stato utilizzato da Fernando Santos solo part time e mai dal primo minuto. Il ‘sacrificio’, come potete immaginare, è sull’altare proprio del succitato creditore della juventus e si è concretizzato con l’esclusione dall’11 iniziale anche nella quasi ininfluente (per il Portogallo) sfida con la Corea del Sud.

Citazione finale per l’immarcescibile Ballo Tourè, che con 0 minuti non ha dato alcun contributo al suo Senegal al di là del suo valore di amuleto portafortuna. Chissà se questa influenza sciamanica dalla panchina (o con qualche minuto in campo? lo scopriremo solo vivendo) basterà per sovvertire i pronostici contro la favoritissima Inghilterra. I Tre Leoni annoverano tra le proprie fila anche due giocatori del Tottenham nostro futuro avversario negli ottavi di Champions League (Dier e soprattutto il capitano Harry Kane).

FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO

Raoul Duke

Milanista dalla nascita, primo ricordo Milan-Steaua del 1989 e prima volta nella fu Curva Sud in occasione di un derby di Coppa Italia vinto 5-0. Affezionatissimo al Milan di Ancelotti nonostante tutto e fiero delle proprie scorribande in Italia e in Europa al seguito della squadra fino al 2005, anno in cui tutto è cambiato. DAI NAVIGLI ALLA MARTESANA, DA LORETO A TICINESE, TRADIZIONE ROSSONERA, TRADIZIONE MILANESE!