The Day After Milan-Como 1-1: Il verdetto è amaro, campionato finito, la farsa continua

​Prima di parlare della partita di ieri sera, vi faccio una confessione: faccio sempre più fatica a seguire questo calcio. Quello con cui sono cresciuto è estinto da tempo; in quello moderno, di sportivo, è rimasto ben poco. Se Modric a quarant’anni insegna ancora calcio e mentalità, significa che il livello tecnico generale è colato a picco. Ma il problema non è solo l’incapacità di dare del “tu” al pallone; è l’atteggiamento che regna sovrano in campo.
​Siamo circondati da giocatori che non pensano a giocare, ma a fregare l’avversario e imbrogliare l’arbitro. Simulazioni plateali, gente che appena viene toccata sul petto si rotola tenendosi la faccia… è un teatro all’ordine del giorno. Ed è esattamente per questo motivo che non amo totalmente Saelemaekers, perché anche Lui, a mio avviso, incarna perfettamente quel modo di stare in campo fatto di furbizie e mezzucci che non hanno nulla a che vedere con il calcio. Ormai tutto è fatto per ingannare direttori di gara tecnicamente scarsi e con personalità pari a zero.
​Il confronto con gli altri sport in questo periodo olimpico è impietoso. Lì vedi lo sport vero, quello “minore” solo perché non girano i miliardi del calcio, ma immenso per valori. Ad esempio alla pallavolo per rimanere negli sport di squadra. Federazioni che lavorano bene, atleti vincenti, programmazione seria.
Lo sport in Italia sta benissimo, il calcio italiano, invece, è prigioniero di un sistema malato, dal vertice federale in giù, che ci tiene fuori dai Mondiali da dodici anni ma continua a sorreggere questa immensa farsa.

​La gara di ieri sera ha probabilmente chiuso il campionato, consegnando lo scudetto all’Inter: con sette punti di vantaggio e tredici partite da giocare, possono perderlo solo loro ma è il contorno che fa discutere. Prendete Nico Paz: contro la Fiorentina meritava l’ammonizione, invece il giallo è arrivato “casualmente” solo ieri sera, facendogli saltare la prossima sfida contro la Juventus. Coincidenze? Forse, ma alimentano i dubbi di cui parlavo prima.
​Sul piano tecnico, abbiamo regalato l’ennesimo primo tempo. Dopo l’1-0 abbiamo vacillato, rischiando di affondare prima dell’intervallo. Nella ripresa la partita si è accesa, e al 64’ è arrivato il lampo: lancio straordinario di Jashari da quaranta metri e pallonetto delicato di Leao per l’1-1. Sembrava l’inizio della rimonta, invece abbiamo sprecato troppo negli ultimi sedici metri, perdendo lucidità proprio sul più bello.
​Il finale, però, è stato allucinante. L’espulsione di Allegri è una vergogna: il mister stava solo difendendo un suo giocatore dall’aggressione della panchina del Como, dopo che Fabregas aveva fisicamente stoppato Saelemaekers per non fargli battere subito una rimessa. Una scorrettezza antisportiva mai vista, o meglio, vista solo con gente come Chivu che faceva lo stesso con Rabiot nel derby. ​Quello che doveva essere espulso era Fabregas, il vero autore della scorrettezza. Fa specie vedere certi allenatori fare le prediche sull’onestà prima di sfide come Inter-Juventus e poi ricorrere a certi trucchetti.
È un calcio che inizia a stufarmi profondamente: se la furbizia vale più del talento, allora non è più lo sport che amavo. O il sistema calcio fa una profonda riflessione o vedrà sempre più appassionati allontanarsi a vantaggio degli occasionali e dei turisti.

Ad ognuno le sue scelte.

W Milan

Harlock

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"Quando il Milan ti entra nelle vene avrai sempre sangue rossonero" Ho visto la serie B, ho visto Milan Cavese, ho toccato il tetto del Mondo con un dito e sono ricaduto ma sempre rialzato. Ho un papà Casciavit....Grazie per avermi fatto milanista.