Perchè stupirsi?

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Ero restia, ma mi stai conquistando, Stefano.

Messa da parte la partita del turno infrasettimanale nella quale, per quanto mi riguarda, sono arrivate le risposte (stra-positive) che dovevano arrivare, ci si butta subito sulla doppia sfida con i granata di Torino nella combo Campionato-Coppa Italia. Quello che è certo è l’emergenza che continua ad accompagnarci e che ci vedrà in difficoltà numerica anche nelle prossime 2/3 partite. Oggettivamente con una rosa così corta, purtroppo, era abbastanza preventivabile che si potesse arrivare ad una situazione simile e sicuramente la sfortuna, o la dea bendata come la chiamerebbe qualcun altro, non ci sta dando una mano.

Non sono per niente stupito dell’emergenza e della attuale immobilità della società. Non per questo la giustifico ma è una situazione che ha origini lontane. I regalini fatti nel 2020, parlo di Ibra, Kjaer e del conseguente rinnovo dello svedese e di Pioli, hanno un prezzo e lo stiamo pagando. Elliott non ha percorso una certa strada (Rangnick), ma la sta mettendo in atto lo stesso con protagonisti diversi. Abbiamo la rosa più giovane della Serie A, e questo è stato sempre un mantra dell’attuale società. Abbiamo un monte ingaggi che non deve essere scalfito e le eventuali eccezioni (Ibra e Donnarumma), le devi scontare sul resto della rosa. Infatti, ad oggi, le trattative per i rinnovi sono in fase di stallo, sia per le richieste fuori contesto degli agenti dei calciatori, sia per il disinteresse di aggravare il bilancio di spese folli da parte della società. Insomma cosa c’è di nuovo? Nulla, dico io. Il progetto va avanti come e quando vuole la proprietà ma soprattutto alle condizioni economico/finanziarie che decide la proprietà. L’idea è sempre la stessa, avere una rosa da Champions League con i giusti costi e con la possibilità di applicare del player trading su alcuni profili, in modo da rimpinguare le casse societarie. Avere la rosa da Champions, non significa avere una rosa che può ambire ad altro, ma lì ci sono le eventuali eccezioni, tipo Ibra e il contesto del gruppo attuale che stanno over performando. Si può arrivare lì in testa fino in fondo? Per me si ma perchè ci sono le eccezioni citate prima. Interessa alla società arrivare in testa fino in fondo? Il giusto, se dovesse essere deve avvenire alle condizioni che vuole lei, citate prima. Quindi non si sbraca. Non stupiamoci.

Queste sono le pescate che vuole Elliott

Il mercato è fermo praticamente ovunque, soldi ce ne sono pochi e chi vende vuole monetizzare oltre il normale, come chi compra vuole fare un affare a tutti i costi. In questo scenario il ritardo di interventi in rosa è assolutamente normale, soprattutto se consideriamo quale è il progetto di Elliott, scritto poche righe sopra. Faccio un esempio. La storiella che non si vuole “rovinare” il gruppo attuale è un pò simile al “non entra nessuno se non esce nessuno”. L’emergenza nostra risale al mese di novembre, eppure, non sono state intavolate trattative volte a chiudersi tra il 3 e il 5 gennaio, per avere a disposizione i rinforzi già dal 10 gennaio. Questo perchè l’obiettivo è valorizzare la rosa attuale, rendere alcuni giocatori appetibili al player trading (Leao è un esempio) per arrivare a giugno con potenziali incassi e potenziali nuovi investimenti su profili Under-21. Questo è il progetto ma è sempre stato così, fin dall’arrivo di Elliott. Sono stati dati dei contentini, tipo Higuain (disastroso) o Ibra (immenso), giusto per dare una pacca sulla spalla ai tifosi ma poi il resto è sempre stato solo mercato di giovani. Giovani che spesso si sono rivelati ottime soluzioni. Vogliamo veramente stupirci?

Diamo uno sguardo anche ai profili che vengono seguiti. Parliamo sempre di ragazzi che devono “sbocciare” o che hanno “potenzialità” ma di gente pronta che possa darti quello che Kjaer e Ibra hanno dato in questi mesi, non c’è traccia. Come detto prima questo è il prezzo da pagare per avere il danese e lo svedese in rosa. Fosse per Elliott, e lo sta dimostrando con i fatti, si può affrontare il campionato e la squadra campione in carica con un 2001 e un 2002 che subentrano dalla panchina per cercare di rimontare. Si può andare anche a Vila do Conde con gli stessi due in campo per superare un fondamentale turno di EL. Qui non c’entra l’emergenza infortuni, questi cambi li hai avuti e li avresti avuti anche con Ibra e Rebic a disposizione, è la politica che è stata messa in atto a seguito della conferma di Pioli e alla nascita di questo miracolo sportivo attuale chiamato Milan. Siamo la squadra più giovane ma che gioca meglio e corre di più, siamo la più forte? No, mai detto nè pensato ma non bisogna essere necessariamente i più forti per vincere, bisogna però crederci. Cosa che la squadra sta facendo, l’allenatore anche, probabilmente anche qualche dirigente ma sicuramente non lo sta facendo la proprietà. Come mai? Perchè, come detto fin dall’inizio, il risultato sportivo è l’ultimo dei problemi del fondo Elliott, ci sono progetti, paletti ed ambizioni ben più grandi di una vittoria di un campionato o di una coppa. Anche qui stupirsi è sbagliato.

Cosa ci resta da fare? Per me è semplice, essere contenti di quello che questa squadra sta dando. Essere contenti di essere competitivi e di essere una sorpresa che può far saltare il banco. Chi è più attrezzato di noi e più forte di noi è dietro da sedici giornate, già questo è un successo. Abbiamo dimostrato di essere spensierati e di giocare senza la pressione e l’ansia del risultato, questo è un successo enorme e che porterà frutti nei momenti decisivi, quando i punti peseranno. Inoltre, siamo lì con la squadra decimata e nonostante alcuni episodi veramente sfortunati abbiamo anche superato il girone di EL da primi. Vogliamo veramente stupirci?

FORZA MILAN

Johnson

 

"...In questo momento l'arbitro dà il segnale di chiusura dell'incontro, vi lasciamo immaginare fra la gioia dei giocatori della formazione rossonera che si stanno abbracciando..." la voce di Enrico Ameri chiude la radiocronaca dal San Paolo di Napoli. Napoli-Milan 2-3, 1 maggio 1988. Per me, il lungo viaggio è cominciato da lì, sempre e solo con il Milan nel cuore.