L’utile e il dilettevole. Arriva Mou con il termometro

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Buona la prima, e pure la seconda. Però, niente male il Milan. Dopo il successo ‘inaugurale’ sul Bologna di Thiago Motta, i rossoneri, banchettano sul Torino con un rotondo 4-1. Risultato inusuale per Stefano Pioli che, storicamente, contro le squadre di Juric ha sempre patito e non poco. Prima di sabato sera, infatti, lo storico degli scontri diretti tra i due allenatori recitava quattro successi per il tecnico di Parma, tre per Juric, con altrettanti pareggi sul totale di 10 precedenti. Un sostanziale equilibrio che sottolinea come, il tecnico del Milan, abbia sempre trovato svariate difficoltà nello scardinare l’organizzazione coriacea delle squadre di Juric. E pensare che Pioli lo ha affrontato solo alla guida di ambo le squadre di Milano.

Lo statunitense Christian Pulisic ha trovato la seconda rete in altrettante partite in rossonero.

Questa volta, però, non è il solito copione. Fin dai primi minuti di gara, un po’ come accaduto nella trasferta del Dall’Ara contro il Bologna, il Diavolo prende in mano la partita. Padrone del campo e del giuoco, come avrebbe detto il Cavaliere. Differentemente dalla sfida contro i felsinei, tuttavia, il gol non arriva subito. I rossoneri ci provano ardentemente, con freschezza, dinamismo e fantasia, fino alla mezz’ora quando cambia il parziale. A sbloccare il match, neanche a dirlo, è l’ex Chelsea Christian Pulisic, protagonista di una meravigliosa azione giostrata con l’ex compagno Ruben Loftus-Cheek. Nel vantaggio dei rossoneri, c’è tutto lo schema che si propone di seguire la squadra in questa sua nuova veste: velocità, intraprendenza e muscoli. Tanti muscoli. Pulisic inventa, Loftus-Cheek fa valere il dominio fisico e rimette in mezzo con qualità un pallone che, lo statunitense, deve solo depositare in rete. Secondo gol in due partite ufficiali. Che partenza, oltre ogni rosea aspettativa.

L’euforia, però, dura poco. Passano tre minuti e il Torino trova il beffardo pareggio: Ricci stecca il tiro che diventa un assist per Schuurs. Il classe 1999 granata si gira e trova un tiro dalla traiettoria strana che beffa Maignan, con la difesa piazzata e ferma. “Ecco, ci risiamo”. Qualcuno lo avrà detto, o anche solo pensato. Una disattenzione ma, poi, risale presto in cattedra la qualità del Milan, agevolata da una rocambolesca parata di Buongiorno in area che vale il penalty per i rossoneri, con buona pace dei calcolatori di rigori che, dopo un lungo periodo di riposo, sono tornati alla ribalta. Bentornati. Eh pazienza, Olivier Giroud trasforma dagli undici metri e il Milan torna avanti. Ma non basta al Diavolo che diverte e si diverte: nel recupero della prima frazione, Rafa Leao e Theo Hernandez, inventano un’azione strepitosa che si conclude con un dolcissimo scavetto del francese che vale il 3-1 e il sigillo sul match.

Il francese Theo Hernandez ha realizzato la splendida rete che è valsa il momentaneo 3-1 per il Milan.

Il secondo tempo scivola tra la ricerca di qualità dei rossoneri e l’impotenza di un Torino ben diverso da quello abituato a palesarsi a San Siro, come ammesso dallo stesso Juric nel post partita. Il Diavolo trova anche il poker: Leao sgasa, mette in mezzo un pallone delizioso malauguratamente sciupato da Reijnders ma, al momento del passaggio, Schuurs interviene in modo rovinoso sulla caviglia del portoghese. E tra le urla inviperite dei calcolatori di rigori dietro alla tv, il Milan si prende un altro calcio di rigore, anche quest’ultimo trasformato da Olivier Giroud. Pioli sperimenta, il Milan controlla il risultato e, al triplice fischio, è 4-1 per i rossoneri. 6 punti su 6. Tutto bello, 2 vittorie e un ritrovato entusiasmo dopo l’estate saliscendi dell’ambiente rossonero. La squadra gioca, ha molte più armi a disposizione e abbina utile e dilettevole, divertendosi con il pallone tra i piedi e, al tempo stesso, cercando con veemenza la profondità e l’area avversaria. Ma adesso dispensiamo un po’ di ovvietà: tra poco arriva il difficile.

Venerdì sera, il Milan, affronterà la Roma di José Mourinho tra le mura dell’Olimpico.

Già. Ora, il calendario, offre due sfide di cartello per i rossoneri: Roma, poi Inter. La sfida con i giallorossi, in programma venerdì sera, sarà il primo banco di prova della stagione per più motivi. Il primo, neanche a dirlo, perché si tratta del primo big match del campionato del Milan, con tutti i fattori che entrano in gioco in queste serate. Il secondo risiede nel momento dei giallorossi, fermi a quota 1 punto e ancora a secco di vittorie dopo 180 minuti. 2-2 alla prima in casa con la Salernitana, rovinosa sconfitta per 2-1 sabato sera al Bentegodi contro il Verona. I giallorossi, inoltre, hanno nuovamente visto Dybala abbandonare anzitempo il campo per problemi fisici. L’argentino dovrebbe riuscire ad essere del match ma, difficilmente, troverà una maglia da titolare. José Mourinho non vede l’ora di misurare la temperatura alla squadra di Pioli e, al contempo, imbrigliarla. Inoltre, per lo Special One, sarebbe dura iniziare il campionato con appena un punto in tre partite, qualora perdesse contro i rossoneri con ciò che comporta nell’ambiente giallorosso che, in queste ore, sta ritrovando entusiasmo per la chiusura dell’affare Lukaku (un altro vecchio amico, ndr). Si prospetta un incontro di fuoco, un primo test da superare per il nuovo Milan di Pioli, ancora in fase di rodaggio ma con un motore che fa già vedere prestazioni niente male. Staremo a vedere. Forza Milan.

Joker

Un bisbiglio, un nuovo gioco. Una poesia da imparare, due colori che inebriano la mente ancor prima della vista. Uno spettro di emozioni da cui imparare a essere uomo. Questo è stato il Milan nella mia vita: il silenzio più profondo della passione, l'urlo più solenne e selvaggio dell'anima.