Ibra: Scommettiamo che…non succederà nulla? Certi incontri Da Giannino… Genoa collosissimo

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Non aspettavano altro, bombe ad orologeria lanciate a casaccio, all’impazzata, alla carlona; trappole seminate continuamente e sistematicamente sul nostro cammino già di per sé bello complicato, bello irto e bello infido.
Su Zlatan Ibrahimovic si scrive tutto ed il contrario di tutto, pensavamo che dopo Sanremo ci sarebbe stata una pausa anche dettata da problemi ben più gravi che affliggono il nostro paese, invece no, invece i soliti soloni tutto casa e tastiera si stanno superando.
Quando pensavamo di aver sentito, percepito, ascoltato tutto ed il contrario di tutto ecco che i soliti maldipancisti allergici ai colori rossoneri ruttano fuori la storia dell’Ibra scommettitore. Perché adesso mi vogliono dire che nessun calciatore abbia mai scommesso in passato? Perché adesso mi volete dire che scommettere 20 corone svedesi su Samuele Barbetta trionfatore ad Amici di Maria De Filippi sarebbe una gravissima colpa? Ma certo, ma per favore, ma basta! A parte che, e questo è assolutissimamente parere personalissimo, nessuno se ne abbia a male, in particolar modo il buon Samuele, ma a trionfare crediamo proprio possa essere il cantautore Tancredi Rajnoldi ma questo non toglie al fatto che quello commesso da Zlatan sia assolutamente un peccato veniale, venialissimo.
Potrebbe bastare la barzelletta ludica? Certo che no, certo che non basta e allora perché non ci mettiamo il carico da 90, perché non tiriamo fuori la cena galeotta magari senza mascherina, magari in zona rossa, magari oltre il coprifuoco?

Calma, molta calma, facciamo ordine e non ci riferiamo all’amico Franco ovviamente, Zlatan Ibrahimovic si era riunito in un pomeriggio uggioso milanese nel Ristorante “Tano passami l’olio” non per pranzare ma per un meeting di lavoro con alcuni suoi collaboratori, nessun coprifuoco violato e nessun crimine commesso Santo Iddio, zona rossa si ma non giriamoci troppo intorno non è la stessa zona rossa di un anno fa quando si poteva solo uscire per “pisciare” il cane come direbbero gli amici del Milan Club Cosenza. A Milano era si zona rossa ma adesso a Milano si vive, si lavora e per lavoro ci si incontra. Sappiatelo.
Se poi vogliamo proprio fare una critica ma questa è personalissima lasciateci dire che quando ci si riuniva fino a qualche lustro fa al ristorante “Giannino” in Via Vittor Pisani, beh erano si altri anni ma difficilmente un incontro del genere sarebbe uscito allo scoperto ma questo lo ripetiamo è assolutissimamente parere e opinione personale.
Anche il terreno di gioco nello scorso weekend non aveva sorriso a Zlatan con la tragicomica espulsione del Signor Maresca a Parma, l’ex centrocampista del West Bromwich, del Siviglia e soprattutto, tanto per farsi mancare nulla della Juventus, ha pensato bene di espellere Zlatan per un brontolio, fingendo di aver sentito chissà quali epiteti.
Ma oramai il tiro al Milan è diventato sport nazionale perché non è soltanto Zlatan Ibrahimovic da Malmö l’unico bersaglio, potevamo farci mancare la solita settimana, pregna, farcita, zeppa di illazioni e allusioni su Donnarumma?
Addirittura l’esperto del calcio di rigore calciando prima il terreno della palla, il miracolato da un paio di infortuni del buon Filippo Galli altrimenti avrebbe probabilmente calciato i terreni di qualche campo sterrato della Brianza, si permette di criticare baci e carezze alla maglia del Milan, dispensando lezioni dalla sua cattedra molto cigolante negli studi di chi l’anno prossimo invece del nostro Milan la domenica pomeriggio trasmetterà le gare di Sollevamento Pesi da Erevan o la lotta greco romana da Baku.
Astio, livore e veleno solo per risultare a chi poi, un po’ più credibile.
Il Milan inteso come squadra suda e lotta a Milanello, la società fa gruppo e la PRO-PRIE-TÀ fa quadrato con squadra e dirigenza senza dar ascolto a chi implora di reagire ad arbitraggi, fandonie e farfalloni dell’etere a pagamento, il milan teneva, tiene e terrà la barra dritta con coerenza, stile ed eleganza perché non è facendo casotto che si ottiene la ragione o che ci si fa riconoscere, il dialogo istituzionale serrato, intensificato, incalzante che il Milan ha con tutte le componenti, con tutte le parti costitutive, con tutte le parti integranti del calcio italiano viene considerato basilare ma sempre garbato e rigorosamente dai giusti toni e noi come organo e voce ufficiale de Milan ne prendiamo assolutamente atto, mancherebbe altro.
Signori stiamo sul pezzo perché domenica arriva il Genoa di Ballardini, squadra collosa la definirebbe Carlo Pellegatti, se poi ci aggiungiamo l’orario, infausto, delle 12:30, magari con il commento gufacchiato di qualche ex allenatore ormai in naftalina ecco che la partita si presenta insidiosissima. Testa al Genoa perché non sarà facile ma sarà fondamentale, non pensiamo alle polemiche ma concentriamoci sul campo perché il
Genoa è squadra serissima che sarà pronta a battagliare e non regalerà nulla.
Noi ci saremo e ve la racconteremo da San Siro perché noi, in quanto voce ufficiale del Milan, possiamo entrare anche con lo stadio chiuso. Gli altri a vomitare sulle solite tastiere.

GAURO PUMA