Smentire i pensieri altrui

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In un periodo nel quale mi risulta molto difficile scrivere, ho pensato che uno spunto importante potesse arrivare dalle varie dichirazioni che riempiono giornali, radio e televisioni riguardo il Milan, e non solo. Ormai giornalmente siamo abituati a leggere e sentire la qualunque, da sedicenti professionisti della carta stampato e/o opinionisti sempre pronti a dire la loro su qualunque cosa senza un contraddittorio e riempiti di views e commenti. Per quello mi piacerebbe riuscire a smentire queste dichiarazioni frutto di secondi fini e opportunismo tutto italiano.

  1. I tifosi del Milan ce l’hanno con Pioli per i derby persi – Cazzata di proporzioni gigantesche, detta solo per sminuire il problema e screditare coloro che hanno le palle piene di questa guida tecnica. Per quanto mi riguarda, io non voglio più questo allenatore da almeno 4 anni e non sono 10 partite fatte sotto tutore (Maldini+Ibra) a farmi pensare diversamente. Io ce l’ho con Pioli per quello che ha fatto vedere dal 2019 ad oggi. Per la sequenza (ancora aperta) di umiliazioni subite contro Lazio, Sassuolo, Cremonese, Torino, Fiorentina, Monza, Atalanta, PSG, Rennes e potrei andare avanti per altre 5 righe. Per l’atteggiamento che ha tenuto fin dal minuto dopo la vittoria dello scudetto, per aver accumulato più di 30 punti di svantaggio dalla capolista in due anni, per essere stato sempre eliminato dalla Coppa Italia senza mai aver sfiorato la finale, per aver perso qualsiasi trofeo giocato (europeo e non). Davanti ad uno scempio così, le umiliazioni nei derby sono giusto la ciliegina sulla torta.
  2. Il mercato del Milan è da ridimensionare – Altra bella storiella dei Piolers che, quando piove merda, sanno solo discostare il discorso dal loto idolo. Dimenticando, peraltro, che teoricamente, la scorsa estate il mercato l’avrebbe proprio fatto lui. Un mercato così scarso che ha portato 40 gol e decine di assist. Ma soprattutto, che ha tenuto a galla una squadra che non ha nessun senso tattico. Paragonare CDK con Pulisic è grottesco, pensare che Messias e Pino siano meglio di Chukuweze è ridicolo anche solo per quello che sarà il futuro stesso dei tre giocatori. Oggi, possiamo dire che aver avuto questo impatto dal mercato ed essere a distanza siderale dalla vetta, essere usciti ai gironi di Champions, essere usciti dalla Coppa Italia è, quantomeno, scandaoloso.
  3. L’inter è troppo forte – Altra favoletta che si racconta per giustificare il distacco attuale. Si dicevano le stesse cose del Napoli la stagione scorsa e i fatti poi hanno dato ragione a chi, come me ed altri, continuava a sottolineare che si poteva arrivare secondi/terz/quarti/quinti ma non a 20 punti dalla vetta. Oggi siamo nella stessa situazione. Sicuramente l’inter è più strutturata e costruita per vincere ma non ci sono mai più di 6/7 punti da loro. La favoletta che stanno “correndo” a velocità incontrollabile, si smentisce da sola pensando a Napoli-Milan 0-2, Lecce-Milan 0-2, Milan-Udinese 0-0, Milan-Juventus 0-0 (6 punti in più di adesso), e togliendo qualche punto a loro tipo contro Verona, Genoa e Juventus. Alla fine una non avrebbe corso così tanto e l’altra non sarebbe a distanza siderale, facendo le cose normali e, soprattutto, alla portata di questa squadra.
  4. Alla fine dell’anno gli errori arbitrali si compensano – Niente di più falso. Non siamo più in epoca pre VAR, quando l’errore poteva scapparci e arrivava una sorta di compensazione morale da parte dell’arbitro. Oggi gli errori sono letali e ben confezionati. Il VAR è in grado di selezionare il caso da prendere in considerazione e, di conseguenza, decidere come agire e/o far agire l’arbitro. Per non parlare della più grande forma di “controllo” dell’andamento di una gara e di un campionato, ovvero la gestione dei cartellini. Questa è la chiave del potere perchè permette di influenzare l’umore della partita, del giocatore e condiziona anche cambi e atteggiamento in campo. Quest’anno abbiamo subito una quantità di cartellini ingiustificabile dagli stessi arbitri che con altre squadre hanno usato e usano un metro di giudizio ben diverso. Porterò sempre sul tavolo un esempio inconfutabile, Theo vs Barella oppure Theo vs Mancini della Roma, andate a vedere chi ha più ammonizioni, giornate di squalifica ed espulsioni.
  5. Le notizie su Zhang sono state fatte uscire per coprire la situazione del Milan – Qui siamo al paradosso, al bue che dà del cornuto all’asino. In tutto il Mondo, sanno che Zhang è scomparso dai radar da mesi. Ha una quantità di buffi per la quale le stesse istituzioni cinesi lo stanno cercando, eppure leggendo la stampa italiana, ma soprattutto l’organo nazionale ufficiale rosaceo dell’inter il problema sta nel sapere chi e come sta intavolando la trattativa di cessione del Milan con gli arabi. Solo in Italia si evita l’argomento Zhang, perchè in un qualsiasi altro Paese europeo (tranne la Spagna dove il Barcellona è trattato proprio come l’inter, pur avendo debiti immensi) oggi si sarebbe sospeso il campionato piuttosto che andare avanti con una situazione di questo genere. Ma d’altronde La Russa alla cena UEFA a Madrid e Marottone nelle tavole rotonde con i giornalisti, spiegano da dove nasce questa “protezione”.
  6. San Siro sarà pronto per le Olimpiadi invernali del 2026 – Altra notiziona fatta uscire ad hoc mentre il Milan scappa a San Donato e l’inter aspetta che il sindaco Sala dichiari urbi et orbi ciò che non vuole dire per pudore politico ma che vuole fare solo girando l’attenzione sul Milan che va via da Milano, ovvero che regalerà lo stadio alla sua squadretta del cuore piuttosto che tenersi un pachiderma morente in mezzo alla città, privo di senso e pieno di degrado. Le occasioni per lavorare su San Siro con il Milan e i soldi del monopoli dell’inter ci sono state a bizzeffe ma dare un impianto fruibile economicamente ad una società sana aiuta, darlo ad una società morta economicamente è solo un palliativo. Ma la storia da raccontare deve essere diversa.
  7. Bisogna condannare il razzismo e la discriminazione in ogni suo aspetto – Parole, parole, parole. La vergogna alla quale abbiamo appena assistito non ha eguali ma non solo in Italia, ma anche in Europa per colpa della UEFA che non ha speso una mezza parola, ma anche per colpa della FIFA che dice “No to racism” ma poi quando deve prendere una posizione forte, lo fa solo ad orologeria. Gravina, Ceferin e Infantino non hanno avuto nemmeno la sensibilità di affrontare l’argomento, anzi, Gravina ha avuto il coraggio di sodalizzare con colui che ha insultato, perchè “Ti faccio nero” o qualsiasi cosa abbia detto rimane comunque una minaccia e una intimidazione degna dei bulletti di quartiere, non c’è una prova che dimostri razzismo? Bene, abbiate i coglioni di deferire Juan Jesus per falsa testimonianza.

La questione razzismo mi lascia veramente senza forze, perchè questo argomento non può e non deve avere bandiere, eppure nel nostro piccolo Paese ignorante prevale sempre questa vergogna. Se gli esempi delle istituzioni sono quelli che abbiamo visto queste ultime settimane, beh allora abbiamo fallito su tutta la linea, anche noi Milan come società. Mi dispiace ma il Napoli va sostenuto per le azioni che sta portando avanti, va smontato il meccanismo per il quale se non stai nel Sistema devi essere tagliato fuori. Questa cosa per il razzismo non può esistere, bisogna combattere tutti contro questa vergogna, altrimenti si è complici e non ha più nessun senso fare dell’anti razzismo solo per ammansire i social e i perbenisti di sto cazzo. Le azioni devono essere forti, altrimenti si è solo dei quaquaraquà.

FORZA MILAN

Johnson

"...In questo momento l'arbitro dà il segnale di chiusura dell'incontro, vi lasciamo immaginare fra la gioia dei giocatori della formazione rossonera che si stanno abbracciando..." la voce di Enrico Ameri chiude la radiocronaca dal San Paolo di Napoli. Napoli-Milan 2-3, 1 maggio 1988. Per me, il lungo viaggio è cominciato da lì, sempre e solo con il Milan nel cuore.