Milan-Udinese presentazione

Speranze Scudetto non ce n’erano poi tante, anzi. Se qualcuno credeva ancora al Tricolore, le vittorie di Inter e Napoli (sul Milan) hanno frustrato tali speranze, evidenziando come questa squadra sia ancora impreparata per lottare a livelli tanto alti. Contro un Napoli spuntato, senza Hojlund e Lukaku (più una serie di altri giocatori), il Milan è capitolato per via di una rete di Politano nei minuti finali. Più di questo, i rossoneri sono stati raramente padroni del gioco e davvero in grado di far male alla squadra di Conte. Una sorta di impotenza sottolineata dal fatto che Fullkrug, Nkunku, Gimenez, Leao e Pulisic, tutti impiegati lunedì scorso, non sono riusciti a segnare contro gli azzurri e non danno nemmeno l’idea di poter essere davvero incisivi e pericolosi con continuità.

Il problema è il modulo? Potrebbe essere una parte della questione, certo. Il 352 di quest’anno è stato il modo scelto da Allegri per rimettere in sesto la fase difensiva rossonera. Ha portato frutti: il Milan è la seconda miglior difesa della graduatoria. Offensivamente tuttavia le alternative nei novanta minuti sulle fasce, presidiate da Saelemaekers e Bartesaghi, sono state scarse. Spesso i vari Leao e Pulisic sono stati chiamati a turno a dare supporto sugli esterni nelle varie fasi di gioco, lasciando sguarnito il centro dell’area. Oppure Rabiot si è trovato nella condizione di fare lo stesso, ma così facendo diminuendo le potenziali alternative creative nella zona più nevralgica. Passare al 433 significherebbe avere più possibilità di sfogo sugli esterni, allargando il gioco e decongestionando la zona centrale, liberando quindi le mezzali per inserimenti o per proporsi per tentare l’ultimo passaggio. 433 significherebbe tuttavia proteggere meno Modric, che sarebbe quindi più sollecitato in termini fisici e di corsa. A mio avviso è questa la direzione verso cui andrà il Milan il prossimo anno, con quali interpreti si vedrà.

Questo pomeriggio arriva l’Udinese a Milano. La squadra di Runjaic è pericolosa e quadrata, come testimoniano alcuni risultati colti in stagione, su tutti la vittoria a San Siro contro l’Inter. Dipende molto tuttavia dalle lune di Atta e Zaniolo, protagonisti di due ottime stagioni ma reduci da alcuni acciacchi fisici. Sorprendete Davis lì davanti, autore di 10 reti, più di qualsiasi altro giocatore del Milan. In difesa poi c’è Solet, autore nello scorso turno di una prova magistrale contro il Como. Probabile formazione (352): Okoye; Kristensen, Kabasele, Solet; Ehizibue, Ekkelenkamp, Karlstrom, Atta, Kamara; Zaniolo, Davis.

Nel Milan possibile l’impiego dal primo minuto del 433. Athekame dovrebbe essere il prescelto nel ruolo di terzino destro. A metà campo Ricci potrebbe sostituire Fofana. È tuttavia davanti dove ci sono più dubbi. Pulisic pare l’unico sicuro del posto, Nkunku, Saelemaekers, Leao (non al meglio) e Fullkrug si giocano due maglie. Probabile formazione (433): Maignan; Athekame, De Winter, Pavlovic, Bartesaghi; Ricci, Modric, Rabiot; Saelemaekers, Leao, Pulisic.

C’è da cementare la qualificazione Champions. Non si deve pensare ad altro. Poi, a fine stagione, si faranno i dovuti ragionamenti per rinforzare una squadra che necessita ancora di molto lavoro per compiere il salto di qualità. Forza Milan!

Fab

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Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.