Momenti boh

13 novembre 2017 | Di | Rispondi Di più

Un addio al calcio che mi lascia indifferente

Lucio Battisti ci allietava con i suoi splendidi Giardini di Marzo. A Milano c’è chi si trastulla con i giardini di Piazza Axum. Dopo la lo Stadio Meazza, la Piazza Angelo Moratti, ora anche i giardini Helenio Herrera. E’ decisamente troppo pure per un carattere docile come il mio. Nella metropoli lombarda ci sono attenzioni solo per la seconda squadra. Sembra che la prima manco esista. La cosa non va bene! A pelle, sono lievemente adirata. A palle, mi girano in modo vorticoso. Sindaco Sala, lei è un Orrendo piccolo, piccolo. Nel calcio come nella vita esistono dei limiti che non possono essere valicati. Li ha abbondantemente superati. Il Milan con i suoi successi europei ha dato molto più lustro alla città dell’Inter. Merita rispetto. Chiaro?

La Nazionale non ha giocato bene, per usare un eufemismo, con la Svezia. Però le è anche andata male. Un autogol sfortunatissimo. Un palo che trema ancora. I Vichinghi hanno sfruttato la loro superiorità atletica, si dice. Ma un conto è un’esuberante e sana fisicità. Un altro sono le gomitate. Il povero Bonucci, reduce da un’espulsione e da due giornate di squalifica, si è visto impunemente spaccare il setto nasale da Toivonen. Manco un giallo, eh! E poi Toivonen ha continuato a lavorare sporco, sfruttando la compiacenza di un arbitro decisamente insufficiente, per essere buoni. Io tifo per la Nazionale senza se e senza ma. Mi sento italiana per un motivo molto semplice. Sono nata in Italia. Penso e parlo in Italiano. E allora perché gufo sempre Orrendi e Gobbi? Domanda sciocca. Orrendi e Gobbi sono un caso a parte. E’ colpa mia se sprizzano antipatia da tutti i pori? Gli tiferei contro pure se giocassero con i Marziani. Sono in difficoltà solo quando si affrontano tra di loro. In questo caso non so proprio cosa augurarmi. Del resto, mica si può sapere tutto. Spero tanto che stasera si possa agguantare la qualificazione. L’impresa, certo, è difficile, perché non siamo una squadra…. fortissimi, piena di gente fantastici. Vero, Checco? E poi Ventura mi piace quasi meno di Montella. E’ una dura lotta. Gian Piero, lo vuoi mettere Florenzi, per favore? Belotti e Immobile sono due prime punte. Tendono a pestarsi i piedi. Se non si trovano in perfette condizioni fisiche, poi…. Gli Spagnoli mi sembravano gli avversari meno indicati per un 4-2-4. De Rossi cammina. Verratti non mi ha mai fatto impazzire più di tanto. Comunque ora è squalificato. Non credo sia un dramma. Sfido chiunque a dire che la sconfitta a Solca sia colpa di Bonucci. Temo che molti accettino la sfida. Chi ha dato cinque in pagella a Leo si mostra in malafede. Dai, che rifilare due gol di scarto agli Svedesi non è impossibile. Io ci conto, eh! Staremo a vedere…. Mi metto in modalità boh.

L’annuncio dell’addio al calcio di Pirlo non mi ha provocato nessuna emozione. Insomma, lui si sente Gobbo… Doti tecniche, intelligenza calcistica indiscutibili, per carità. E ci ha dato molto, lavorando di bulino e di cesello. Poi è calato. Necessitava di gente che lo proteggesse, che corresse anche per lui. Nel Milan dei Seedorf, Kakà, Rui Costa e Ronaldinho non l’aveva. Punto. Ricordo che io lo chiamavo “Agonia”. Vedevo, però, le sue doti. Parafrasando Battisti, canticchiavo : “ E innaffiare un Pirlo secco, sperando possa diventare un giorno una rosa rossa”. Non mi sono mai sognata di innaffiare Montolivo. Non mi va di perdere tempo inutilmente. Caro Andrea, mi spiace per te, ma le tue Champions le hai vinte con noi. E con noi avresti vinto anche più scudetti, senza i favori arbitrali ai tuoi amati Gobbi. Ti ricordi il gol di Muntari, l’arbitro Bertini, le partite di Siena e Messina? No, eh! A posteriori ti è andata bene così. Nei tuoi confronti non ho momenti boh. Nel mio cuore non c’è proprio posto per te.

Il Real vuole Galliani nel suo Cda, dicono. Francamente non ci credo. Dai, Florentino. Prendi anche Maiorino. Faresti una coppia da sballo. Ci hai regalato una grande gioia a Cardiff. Il resto non ci interessa. Sento che c’è chi esulta per il pieno recupero di Bonaventura. A me non sembra una buona notizia. Tra rifinanziamento del debito, voluntary agreement e settlement agreement i nostri pensieri possono volare dove vogliono. Meglio tenerli a freno e pensare al campo. La partita con il Napoli si avvicina a lunghi passi. Per sentirla davvero, devo prima superare la gara della Nazionale, che ora cattura il mio interesse. Spero che Biglia si sia rimesso. Non mi andrebbe di vedere in campo Montolivo. Tra me e le vedovelle del Giannino c’è un solco insuperabile. Mi astengo, però, dalle polemiche. Non mi piace combattere una guerra di intelligenza con gente disarmata. Mi aspettavo di passare attraverso momenti sì e momenti no. Non credevo di dovermi sorbire quasi solo i secondi. E non pensavo di attraversare tanti momenti boh. Potrà anche essere vero che abbiamo sbagliato il Mercato. Che Montella non abbia colpe. Che siamo una squadra da sesto, settimo posto. Io, però, non sono d’accordo e continuo a chiedermi quanti punti avremmo noi e gli Orrendi ad allenatori invertiti. Domanda senza senso, visto che non può avere una risposta. Domanda tipica da momento boh.

Sentire gente che invoca la presenza in campo dei Montolivo, degli Abate, dei Giannino’s boys mi provoca una leggera orticaria. Devo, comunque, tollerare, visti i risultati deludenti, che io non mi aspettavo di certo, considerato il Mercato. Bisogna avere pazienza, dicono i saggi. Ma la pazienza è quella cosa che, prima o poi, diventa un vaffa. E allora vaffa, vedovelle inconsolabili. Avessi fiducia in Montella, sarei più serena. Invece sono piuttosto… nuvolosa. Nonostante ciò, mi rifiuto di andare al S. Paolo come una vittima sacrificale. Chissà mai che, per una volta, ci possa essere una sorpresa positiva. La ragione dice di no? E’ vero. Però me ne frego. Voglio tenere acceso il tenue lumicino della speranza e mi ritaglio un momento boh. Ma non ho mai momenti boh nel gridare sempre : Forza Società! Forza Milan!

Chiara

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Categoria: Voglio essere Chiara

Sull'autore ()

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.