Il Gronchi rosa

3 novembre 2017 | Di | Rispondi Di più

Abbiamo il il manico scadente. Bisogna cambiarlo

Se questo è il Milan, meglio dedicarsi all’ippica o alla pesca. Con mosca o senza, non fa differenza. Tanto la mosca ci viene comunque. Al naso. Inutile parlare di inevitabili problemi che si incontrano, dovendo assemblare una squadra tutta nuova. A questi ero preparata. Ma che razza di cantiere è quello in cui, invece di avanzare, sia pure lentamente, con i lavori, si torna indietro? Invece di costruire, sia pure faticosamente, sulla base di un progetto, si procede a tentoni, senza voglia, senza entusiasmo, senza sapere quale sia l’edificio da costruire? Lo vogliamo a uno o due piani? Con tre o quattro bagni? Lo stile che desideriamo dare alla casa deve essere asciutto e minimalista o concedere qualcosa a un gusto più classico? Quali sono le attitudini degli operai assunti? Gli archi, le volte nei soffitti possono piacere un sacco. Ci vuole, però, gente in grado di farli. Che abbia voglia di lavorare e sia messa nelle condizioni adatte, per rendere al meglio. Quando ci si trova nel marasma generale, è difficile dire se la colpa sia dell’architetto, del capomastro o dei muratori. O di tutti. Quello che si può cambiare a breve, però, è solo il capomastro. Qualche motivo per non farlo? Non se ne vedono altri che piacciono sulla piazza. Forse se ne è già individuato uno, ma costui ha in essere un contratto e si libererà solo l’anno prossimo. Il problema, però, è questo. Appurato che quest’anno non si riesce ad edificare la casa voluta, si deve almeno tentare di tirar su qualche muro portante su cui basarsi in futuro. E occorre cercare qualche copertura, magari anche posticcia, per ripararsi nel frattempo un po’ dalle intemperie.

La partita con l’Aek mi ha mortificato. Quando undici scarsi ma vivi si scontrano con undici morti deambulanti, il risultato più probabile è la vittoria dei primi o uno squallido zero a zero. Noi non giochiamo a calcio. Lo ruminiamo. Velocità tendente allo zero. L’uomo che riceve palla è sempre con le spalle girate alla porta e con il fiato dell’avversario sul collo. Nessuno che cerchi di smarcarsi e buttarsi negli spazi. Condizione atletica pietosa. Centrocampo inesistente. Le ribattute della nostra o della loro difesa sempre preda degli avversari. In queste condizioni è difficile, anche per chi crede nella cifra tecnica della squadra, pensare che ci riprenderemo. Due sole verticalizzazioni abbiamo fatto. Grazie a Suso. E due sono state di conseguenza le uniche occasioni da gol create. Il cross basso di Calha, impattato debolmente da Romagnoli a due passi dal portiere, e il palo di Montolivo. Già, Montolivo. Secondo Ambrosini è il migliore in campo. In effetti, se giochiamo a subbuteo, lui non sfigura rispetto agli altri. Questo è il nostro dramma. E’ normale che Montolivo giochi da Montolivo, Sosa da Sosa, Poli da Poli. Ma se Biglia gioca da Montolivo, Calha gioca da Sosa e Kessie gioca da Poli c’è qualcosa che non va. Non è possibile che tutti o quasi sembrino ectoplasmi. Forse l’anfora non è di qualità, come pensavo. Quello più scadente, però, è il manico. Va cambiato. Bisogna avere pazienza, si dice. Col cappero! Che senso ha averla, se si vede solo involuzione? Questa è l’amara realtà.

Chi segue le partite del Milan e vuole farne la cronaca, non si deve preoccupare se ha dimenticato il taccuino. Gli basta un francobollo, per prendere appunti. Tale, purtroppo, è la nostra pochezza. A proposito di francobolli, mi viene in mente il Gronchi rosa. Venne stampato nel 1961, per celebrare il viaggio del Presidente Gronchi in Sudamerica. Fu subito ritirato, perché ci fu uno sbaglio nel segnare i confini tra il Perù e l’Ecuador. I Peruviani se la presero non poco. Anche io ho sbagliato nel tracciare i confini dei miei sogni. Devo ridimensionarli? Magari fosse solo quello. Non esistono proprio più, uccisi da prestazioni a dir poco mortificanti. Io non credo che Andrè Silva sia un brocco. Tutt’altro. Ci vorrebbe qualcuno in grado di valorizzare le sue, secondo me indubbie, qualità. Ma, se in campo vanno dei morti e il più veloce è Montolivo, diventa inutile sperare in una ripresa. Pensando a Montella, mi sento come un libro nelle mani di un analfabeta. Silvio, le tue inopportune e stupide esternazioni mi fanno venire l’orticaria. Posso darti ragione solo sull’allenatore. L’anno scorso ti contestavo pure su questo, vista la rosa ridicola che tu e il tuo amato plenipotenziario gli avevate messo a disposizione. Vergognati per come ci hai ridotto, invece di pontificare a vanvera. Se gli acquirenti non fossero davvero affidabili, poi, la colpa sarebbe solo tua. Al contrario di quanto affermavi, ci avresti gettato in mani poco sicure. Faresti miglior figura a tenere la bocca chiusa. Dire che non vai allo stadio, perché sei deluso, è surreale. Quando mai ci sei andato tu allo stadio? E gli sponsor? La fuga l’avete indotta voi, costruendo squadre senza senso che erano un inno alla modestia e alla sconfitta. La gente non spende soldi per sponsorizzare dei perdenti. La pubblicità che ne potrebbe trarre è solo negativa. Quest’anno credevo di avere tutt’altre prospettive. Il Mercato mi era piaciuto. Certo, partendo da zero, non pensavo allo scudetto. Ma neanche allo squallore attuale. Il campo è un giudice inflessibile e ci ha bocciato severamente. Non solo sul piano dei risultati, purtroppo. Siamo davvero imbarazzanti. Ci credo che gli sponsor latitino!

Qui è tutto un cercare unguenti per curarmi i lividi. Non faccio altro che leccarmi le ferite. Mai una gioia. Mai! Mi diventa difficile pure parlare di soluzioni tattiche, quando vedo dei sacchi afflosciati vagare per il campo nel giorno a loro dedicato. Se gli altri ti sovrastano dal punto di vista atletico, sei destinato a finire male. Dico, comunque, che, anche dopo lo scialbo primo tempo di ieri sera, per me le due punte restano la priorità. Con il Sassuolo giocherei con Kalinic e André un po’ defilato a sinistra, per far posto sulla destra a Suso. La difesa a tre o a quattro, invece,ora non mi interessa più . Tanto RR resta comunque bloccato e sono stanca di farmi prendere in giro. Io vorrei un Ricardo che va sul fondo a mettere dei bei cross con il suo mancino potente ed educato. E che magari qualche volta avanza per sfruttare direttamente il suo tiro. Come non detto. Indisponibile Biglia e afflosciato Calha, metterei Zapata o Musacchio, che ieri, a dire il vero, è stato pessimo, Bonucci e Romagnoli. Loca, i cui falli sono anche indice di un costante affanno per carenze di condizione atletica, e Kessie in mezzo. RR e Borini ai lati. Io Montolivo non vorrei vederlo neanche in francobollo. Fossi una filatelica, magari avrei approfittato dell’errore sul Gronchi rosa e adesso possederei un pezzo pregiato nella mia collezione. Ma non me ne frega proprio nulla dei francobolli. Niente di niente. Mi interesso di Milan e i suoi errori mi bruciano tremendamente sulla pelle. Io amo il Milan! Che sofferenza vederlo giocare così. Senza anima, senza corsa, senza logica. Senza arte né parte. Ridatemi i miei sogni, per favore. Volenti o nolenti, però, bisogna pure andare avanti. E allora andiamo a Reggio Emilia. Brrr!!!!!! Forza Società! Forza Milan!

Chiara

Tags: ,

Categoria: Voglio essere Chiara

Sull'autore ()

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.