Supercalifragilistichespiralidoso

20 ottobre 2017 | Di | Rispondi Di più

Non prenderla la pillola, Max. E di’ a qualcuno di mettersi una supposta!

La nostra stagione, in pillole, è un concentrato di delusioni. Avevo in serbo commenti bellissimi per partite che non hai mai giocato, Milan. Parole che danzavano, rincorrendosi con gioia, appena vendemmiate dalla vigna del vocabolario, sono mestamente tornate sui tralci. Ho una figlia farmacista, Vincenzo. E’ una gobba maledetta. Ma non è solo per questo che mi guardo bene dal chiederle una pillola che aiuti a metabolizzare le sconfitte in attesa di una improbabile manna dal cielo. La cultura della sconfitta, la rassegnazione alla mediocrità è il tratto distintivo del Giannino, di cui credevo di essermi liberata. Ci vuole tempo? Certo. Ma servono in primis la materia prima e la capacità di plasmarla a dovere. A questo punto ogni opinione ha la sua ragion d’essere. I giocatori sono scarsi, mal assortiti oppure vengono allenati e guidati alla carlona? Io continuo a propendere per la seconda ipotesi. Mi rifiuto, per esempio, di credere che Calha sia l’ectoplasma visto anche ieri sera. Musacchio si è aggiunto alla sarabanda dell’erroraccio gratuito individuale. Per pochissimo non ci è costato un gol. Sarebbe stato l’ennesimo regalato all’avversario. L’ennesima pillola amara di una stagione fin qui mortificante. Possibile che tutti i difensori siano degli sprovveduti? Non saranno dei draghi, per carità. Ma questa mania di passarla al portiere, che, a sua volta, tenta di smistarla invece di spazzarla, fa parte di un discutibile concetto di bel gioco. Siamo una squadra orizzontale in cui tutti ricevono la palla con le spalle girate alla porta. Possibile che questa rosa non sappia esprimere qualcosa di più? Abbiamo disputato un primo tempo orrendo in cui i nostri camminavano in campo, distribuendo pillole di calcio amarissime per i poveri cuori rossoneri. Siamo l’unica squadra al mondo priva ormai da un mese del preparatore atletico. Bah!

Eppure…. Qualcosa di buono l’avevo intravisto all’inizio. Un bel Biglia dirigeva il centrocampo. Un buon Kessie si dava da fare in fase sia difensiva che offensiva. Poi sbagliavamo l’ultimo passaggio e ballavamo più del dovuto in difesa, certo. Ma io credevo che fossimo sulla buona strada. Pensavo che saremmo migliorati e che avremmo disputato un’ottima stagione. Invece questa involuzione. Perchè? Cosa è successo? Contro i modesti Greci, così come con gli Orrendi, ci siamo svegliati un po’ nel secondo tempo. Troppo poco. Io ora temo molto la partita con il Genoa. Facile preparare le gare contro di noi. Si sta abbottonati dietro, aspettando con calma il nostro tic toc. In occasione di qualche ripartenza si fa un po’ di pressing in avanti e si puniscono i nostri errori strutturali in disimpegno. Un canovaccio tattico semplice ed efficace che ha molte probabilità di funzionare, visto il nostro preoccupante andazzo. La rabbia e l’orgoglio non sembrano un patrimonio di cui siamo dotati. Forse sono mortificati da una oggettiva difficoltà nel far fluire il gioco, che dipende da non idilliaci rapporti tra i calciatori oltre che da questioni tecniche e atletiche. Si vedono solo sporadici guizzi di sussulti emotivi, durante i quali ci esponiamo comunque sempre al contropiede avversario.

Sono spiazzata e preoccupatissima, ragazzi. L’equazione tra quelle che io ritengo le capacità della rosa e ciò che vedo in campo non mi torna. E sì che di equazioni, per ragioni professionali, me ne intendo. La Matematica insegna che ci sono anche equazioni impossibili da risolvere. Siamo messi così, perché il Mercato è da buttare? Non credo. E allora bisogna cercare il solutore adatto. O, perlomeno, chi sappia come impostare un metodo di soluzione, magari corroborato da qualche aiuto in Gennaio. Già, ma chi prendere ora? Questo è il problema. Shakespeare a noi fa un baffo. Abbiamo davvero un progetto per l’anno prossimo e quindi cerchiamo di tergiversare, per arrivare a risolvere il contratto di Montella senza esborsi di denaro? Davvero il preparatore non è stato preso perché arriverà a Giugno con il nuovo allenatore? Già, ma c’è una lunga stagione da affrontare. Di certo, non vogliamo ingoiare delle pillole. Fosse così, al posto tuo, Vincenzino, assumeremmo Mary Poppins. Supercalifragilistichespiralidoso e via verso il successo.

Scusante per l’allenatore è la mancanza di complementarietà di una rosa mal assortita dalla Società, si dice. Si doveva fare il Mercato intorno a Suso e Bonaventura, i migliori dell’anno scorso. Bah! Sarà colpa mia se io non impazzisco né per l’uno né per l’altro. Li disprezzo? Certo che no. Ma non li ritengo giocatori su cui poter impostare una squadra vincente. Buona tecnica, sì. Però poca velocità e tendenza a tener troppo la palla, rallentando il gioco. E feeling non eccezionale con il gol. Insomma, mi stanno bene in rosa. Molto meno se vengono ritenuti titolari inamovibili. Io li vedo come interessanti alternative tattiche. E qui nasce il problema, perché loro, che svettavano nello squallore tecnico dell’anno scorso, si ritengono delle primedonne. E non accettano il ridimensionamento. Di qui il malcontento verso un modulo che li penalizza, probabilmente rimestato nel pentolone comune di Gianninisti del calibro di Montolivo e Abate. Da qui nasce il clima non idilliaco tra vecchi e nuovi, che incupisce l’atmosfera di Milanello, ammorbata dalle polveri sottili della sconfitta. Difficile uscire da questo gorgo. Ci vorrebbero le pillole della vittoria, per ritrovare un po’ di salute. Ma, per vincere, occorrerebbe un ambiente diverso. Insomma, siamo in un brutto circolo vizioso.

Io, a differenza di Montella, avevo già chiara nella mente fin dai blocchi di partenza la formazione titolare, su cui lavorare nel mio cantiere aperto. Donna, Musacchio, Bonucci, Romagnoli, Conti, Kessie, Biglia, RR, Calha, Kalinic, Andrè. Mi piaceva! E sognavo. Non lo scudetto, certo. Ma, anche se non semplice, ritenevo alla nostra portata il quarto posto. L’infortunio di Conti è stato pesantissimo. Romagnoli e Bonucci, più di Musacchio, mi hanno deluso. RR non ha fatto male. Nemmeno benissimo. Secondo me può dare di più. Kessie e Biglia sono partiti bene, per poi afflosciarsi nella mediocrità generale. Kalinic e Andrè hanno giocato poco e in chiaroscuro. Ma chi mi lascia perplessa è Calha. Ho esultato per il suo arrivo. Hakan è capace di giocare a calcio. Piede vellutato. Destro al fulmicotone. Non velocissimo di gambe. Rapidissimo, però, di pensiero e fulmineo nelle verticalizzazioni. Ha fatto vedere tutto questo a Vienna. Poi…. il buio. Perchè, maledizione al secchio? Perchè? La sensazione che i giocatori non vengano messi nella condizione migliore per rendere al meglio è forte.

Purtroppo da tempo non ho più voglia di fare la cronaca della partita. Ricordo solo qualche sussulto. Per lo splendido gol annullato a Cutrone, il migliore in campo, secondo me. Per André che cicca il tiro dopo essersi incuneato in area. Ancora per Andrè che incorna alto, anticipando il portiere sul primo palo. Per Patrick e per Suso che la mettono sul portiere con cui si trovano a tu per tu. Pillole di una partita con poco sugo e niente arrosto. Al di là di qualche episodico guizzo, tutti gli avversari sembrano più organizzati e più veloci di noi. E ti credo che mi passa la voglia di raccontare le partite. Spero mi torni con il Genoa. Credo poco nel destino. Il destino ce lo costruiamo noi. E’…. fato a mano. Può dipendere anche dalle pillole? Allora ….. Supercalifragilistichespiralidoso! E la pillola Genoa va giù. Certe mandorle invece….. Forza Società! Forza Milan

Chiara

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Sull'autore ()

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.