Scusami

16 ottobre 2017 | Di | Rispondi Di più

Un fiore può nascere tra il cemento. E una speranza?

La rabbia mi divora. Una rabbia cieca e impotente. Come si fa a perdere un derby così? Come si fa, maledizione al secchio? Palla persa da Bonaventura. Candreva scende sulla destra e Icardi segna tranquillamente, infilandosi senza sforzo tra i due centrali. Palla persa da Biglia e, su cross stavolta dalla sinistra, Icardi è solo soletto. Eravamo riusciti a recuperarla due volte. Non paghi, abbiamo completato la frittata al novantesimo. Calcio d’angolo. La spizzano di testa e RR abbraccia D’ Ambrosio, quando la palla è irraggiungibile e sta andando sul fondo. Ho urlato come non mi accadeva da anni. Mi sono dannata l’anima. Una cosa impressionante. Quasi rimpiango i tempi del Giannino, quando, in preda all’avvilimento e all’apatia, accettavo le sconfitte con signorile finezza. Ieri sera c’è mancato poco che spaccassi la televisione. Ribollo, tracimo di un’ira funesta, che fa impallidire quella del Pelìde Achille. Mai una gioia. Mai! Odio il mio Orrendo, che mi sta prudentemente alla larga, e tutti gli interisti. Più di loro detesto solo le vedovelle del Giannino. Siamo ad Ottobre ed il campionato è già compromesso. Neanche nei miei peggiori incubi mi era mai apparsa una situazione così disastrosa.

Dove sono finiti le mie speranze e i miei sogni? Sepolti sotto le dune di una disarmante mediocrità. E mi chiedo:   “Bonucci può essere quell’essere legnoso che non ha il minimo senso della posizione? E’ Biglia o un Montolivo biondo quello che caracolla mollemente per il campo, perdendo palloni, facendosi regolarmente saltare e non illuminando mai il gioco? Qualche giustificazione, comunque, Lucas ce l’ha, visto il doppio impegno transoceanico. Dov’è finito il brillante Kessié di inizio stagione? Perchè RR sparacchia i cross sul difensore più vicino come un De Sciglio o un Abate qualunque?” Scusami, Milan, se ti chiamo scarrafone. Si dice che le case felici sono costruite con mattoni di pazienza. Ma non avere un’idea di gioco e di formazione dopo tre mesi è qualcosa che farebbe innervosire pure Giobbe. Figurarsi una come me. Che cappero di allenatore abbiamo? La pazienza è una virtù minore che aiuta i mediocri a conseguire piccoli successi. Io odio la pazienza! E neppure mi convince il fatto che dobbiamo ripartire dal secondo tempo del derby. Certo, rispetto al primo che è stato inguardabile, qualcosa abbiamo combinato. Ma ci siamo comunque esposti alle ripartenze di una squadra tenuta in vita dalla nostra pochezza. Soliti palloni persi banalmente, solita incapacità di rimediare ad errori individuali con un minimo di organizzazione di squadra. Stavolta Montella i cambi li ha fatti. Siamo rientrati con Cutrone al posto di Kessié. Bah! Squadra sbilanciata. Capace, comunque, di mettere alle corde gli Orrendi e di raggiungere un meritato pareggio. Sembrava avessimo in pugno la partita. Invece….. Abbiamo lasciato le solite praterie, in cui gli avversari si infilano senza cincischiare, accogliendo con gioia il nostro “Prego, si accomodi.” Troppo facile per gli altri farci gol. Siamo dei polli? Scusami, pollo, se ti chiamo Milan.

Ripartire dal secondo tempo, dunque? Anche no. Credoo sia un minimello azzardato presentarsi con Biglia unico centrocampista di ruolo. Le certezze si chiamano Jack e Suso, che hanno giocato una buona ripresa, facendo pure gol? Non sono d’accordo. Se devo essere onesta e sincera, io li avrei lasciati entrambi negli spogliatoi dopo il pessimo primo tempo, sostituendoli con Cutrone e Loca. Perdere in quel modo contro degli Orrendi tutt’altro che irresistibili mi provoca un dolore lancinante. Scusami, fertilizzante organico, se ti chiamo Inter. E adesso? Mica possiamo chiudere baracca e burattini. Io continuo a non rinnegare il Mercato estivo. Dopo anni mi ero avvicinata alla nuova stagione con il mio ingenuo carico di entusiasmo e di sogni. Questi sono i risultati. Ero favorevole alla conferma di Montella. Ora non lo sopporto. Era l’allenatore giusto per il Giannino. Il Milan richiede qualcosa di più. D’accordo, la squadra è difficile da assemblare, perché ci sono giocatori dalle caratteristiche particolari, difficilmente compatibili. La possibilità di avere alternative tattiche, però, può anche essere una risorsa e non un problema. Certo, bisogna avere le idee chiare. E poi si può anche cambiare, alla luce delle prestazioni e dei fisiologici avvicendamenti. Qui, invece, di chiarezza non ce n’è. Inutile e scorretto appellarsi alla sfortuna, quando consegni la partita agli avversari con atteggiamenti sbagliati ed errori da principianti. Agli Orrendi prenderei solo due giocatori: Icardi e Perisic. Eppure, dopo otto giornate, hanno dieci punti più di noi. Fortunati? Sì. Ma anche molto più solidi, determinati e cattivi.

Sono affranta, ragazzi. E pensare che nel pre avevo pure buone sensazioni. Perchè, mi chiedevano? E io: “ Le sensazioni non vanno spiegate. Altrimenti si chiamano ragionamenti.” Cappero, che sensitiva sono! Ma domani è un altro giorno. La squadra ha molta più qualità del Giannino. Eppure il gioco e i risultati sono deprimenti. Questa è la cruda, amara realtà con la quale devo convivere. Di qui non si scappa. Critiche alla Società? Forse una. Ha messo un’auto, magari non stratosferica, ma comunque buona e sofisticata, nelle mani del vecchio capo officina, abituato a lavorare su catorci. I miasmi del passato, l’odore e il sapore della sconfitta quasi inevitabile aleggiano ancora su Milanello. Anch’io, comunque, avrei confermato l’allenatore. Tutti gli uomini presi sul Mercato mi piacevano, ad eccezione di Borini, che, peraltro, nel nuovo ruolo è da due partite il migliore in campo. Dovrei prendermela con Fax e Max? Non ci penso nemmeno. Certo che non si può accettare passivamente una situazione del genere. Le cose non si risolvono da sole. L’equazione tra potenzialità della squadra e rendimento non torna. Devi cercare la soluzione, Società. C’è qualcosa che non va. A meno che davvero la rosa sia scarsa e allora ho sbagliato io insieme a te. Le vedovelle del Giannino tornano in auge. Questo mi fa male. Ma è nella ragione delle cose, purtroppo. Lo devo accettare. Il filo d’erba, il fiore che sbucano dal calcestruzzo hanno da sempre la mia ammirazione. Compiono un atto eroico. E il filo di speranza che tenta di farsi strada tra le colate di cemento della mia immensa delusione merita rispetto. Del derby e dell’orrenda sofferenza che mi ha provocato non parlo. Da molti anni non mi laceravo così per una sconfitta. Il presente è pessimo. Il futuro nebuloso e incerto. Non ci resta che vivere alla giornata e aggrapparci alla speranziella Uefa League. Continuando a regalare almeno un paio di gol a partita, però…. Il Milan mi sta massacrando. Ma…. Scusami, Milan, se ti chiamo amore.

Chiara

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Categoria: Voglio essere Chiara

Sull'autore ()

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.