Il vizietto

2 ottobre 2017 | Di | Rispondi Di più

Stai giocando male, Leo. Però sei e resti il mio capitano.

E adesso sì che i nostalgici del Giannino possono scatenarsi! A me repellono, ma devo farmene una ragione. La cosa potrebbe persino risultare positiva. Gli attacchi esterni, infatti, servono a cementare un gruppo. A meno che all’interno del gruppo stesso non ci siano personaggi che fanno comunella con gli altri. Questo è il problema, Fax. Questo è il problema, Max. Oggi ha giocato la squadra che volevo. La squadra sulla quale avrei cominciato a lavorare dai primi di Luglio. Ha perso. La sconfitta fa male. Stavolta, però, non mi sono imbestialita come nel post Samp. Abbiamo disputato una partita discreta e volitiva. Non è bastato. Purtroppo non siamo esenti da difetti. E’ inutile girarci intorno. Ma abbiamo anche delle qualità. Io non rinnego il Mercato estivo. Tutt’altro. Temevo il vizietto del gol donato agli altri, fornendo loro gentilmente l’assist su banale errore in disimpegno. A dire il vero, qualche palla in zone pericolose l’abbiamo lasciata. Eh, il vizietto… Ma il suicidio diretto non è arrivato. Roma fortunata? Non credo. D’accordo, senza la deviazione fortuita del polpaccio di Romagnoli Gigio avrebbe parato. Però su Dzeko si doveva stringere prima. E la Roma ha mostrato di essere più incisiva, verticale, concreta. Più essenziale, direi. Comunque, qualcosa di buono l’ho visto. Il secondo tempo, fino al loro gol, mi ha fatto palpitare. Certo, abbiamo concesso quella clamorosa occasione a Florenzi, che si è presentato da solo davanti a Donnarumma. Troppo facile infilare la nostra difesa con una verticalizzazione. E non siamo riusciti a segnare nel nostro momento migliore. Questo è un demerito. Ma, fosse entrata la sberla di Bonucci, il campionato nostro e quello di Leo avrebbero ricevuto la scossa che ci serviva. Quell’attimo non ci è stato favorevole. Pazienza. Dobbiamo lavorare a testa bassa, per creare altre opportunità da cogliere al volo. La stagione non finisce ora.

Secondo me bisogna insistere sulla formazione di oggi . I problemi difensivi e quelli offensivi devono essere affrontati, lavorando su questa struttura di squadra. Davanti abbiamo creato poche occasioni? Vero. Ma di tentativi ne abbiamo fatti tanti. E’ mancata un po’ di velocità di esecuzione. Abbiamo sbagliato le scelte nell’ultimo passaggio. A differenza degli anni scorsi, però, non getto la spugna in anticipo, nonostante i cazzotti che prendiamo . Stavolta credo nelle potenzialità della squadra e gradirei che venisse guidata bene. Non mi sembra che finora sia andata così. Sarò anche un’illusa, per carità. Ritengo, comunque, che, se si fosse cominciato da subito percorrere questa strada, non avremmo inciampato contro la Roma. Calha ha giocato male anche oggi, lo so. Tuttavia continuerei ad insistere su di lui, perché credo nelle sue qualità e mi aspetto che le possa tirare fuori. André Silva è un ottimo giocatore. Anche lui cincischia troppo nella fase finale dell’azione. Emblematica quella giocata in cui si beve e ribeve i difensori sulla linea di fondo e poi mette una palletta innocua dentro. Andrè deve giocare senza se e senza ma. Ha grosse qualità e le affinerà con l’esperienza. Kalinic non ha fornito una buona prestazione. E’, comunque, una risorsa che io continuerei ad usare, schierandolo sempre dall’inizio insieme ad Andrè. Cutrone è un ragazzo bravo, su cui si può contare per dar respiro all’uno o all’altro. Borini, impiegato alla Conte, mi è piaciuto. Questo, anche se inedito, mi sembra un ruolo adatto lui. Quindi lo proporrei lì in pianta stabile. Calabria la sua riserva. RR è forte. Biglia e Kessié hanno giocato partite migliori. E di migliori ne giocheranno, magari a partire dal derby.

Certo, è difficile essere ottimisti, quando le cose vanno così male. Ancor di più, se si viene quotidianamente bombardati dal fuoco incrociato di tanti nemici, che si stanno godendo alla grande il momento. Ma è proprio in queste circostanze che si vede la tempra delle persone. La Società deve essere forte e impedire una regressione verso il Giannino. Voglio gente con le idee chiare. Ho il timore di rivedere in campo Montolivo e Abate. Per quel che concerne Suso e Jack, schiererei uno dei due al posto dello squalificato Calha nel derby. Suso nella sua posizione preferita potrà giocare qualche volta, per normali variazioni sul tema di uno spartito che non può prevedere il 4-3-3 come modulo principale. Anche Montella, su specifica domanda, ha risposto che, per attuarlo con efficacia, occorrerebbero esterni che hanno feeling con il gol, alla Insigne e alla Callejon. E allora, Vincenzo, perché non hai cercato da subito altre strade? Bah!

La difesa preoccupa, sia a tre o a quattro. Io, comunque, nel nostro caso preferisco quella a tre. Bonucci ha giocato male? Sì, ma tra questo e il buttarlo a mare c’è di mezzo l’oceano. Spero e credo che migliori. Come Romagnoli, autore di prestazioni davvero brutte. Voglio pensare che si tratti di un problema di forma individuale per l’uno e di adattamento ai meccanismi di gioco per l’altro. Ribadisco un concetto. Leo è il mio capitano. Ho provato a spingere in porta quella palla. Allison, purtroppo, non è stato d’accordo.

Evito di fare la cronaca della partita. Non sono dell’umore giusto. Non abbiamo perso il vizietto di tirare poco in porta e di andare in affanno in difesa. Già, il vizietto. Ho rivisto il film qualche giorno fa. L’ho trovato ancora spassosissimo. Davvero strepitosi Ugo Tognazzi e Michel Serrault. Ecco, il nostro vizietto mi fa ridere molto meno. E non si può certo ridere di fronte a quel che accade a Barcellona. Il calcio si intreccia con la politica. Uno stadio vuoto, una situazione esplosiva. Che brutte le immagini dei Catalani picchiati davanti ai seggi. Torniamo al calcio, dai. Dopo la sosta ci attende una partitella da poco. Certo, pensare ai pali, che sembrano implacabili guardiani della loro porta, e a un polpaccio che devia la palla proprio nell’angolo della nostra mette un po’ di rabbia. Ma sono cose che nel calcio succedono. Sta a noi invertire la tendenza e dare una spintarella alla ruota della fortuna. Spetta a noi mettere la palla sulla sommità di un piano inclinato anche solo leggermente. Poi ci penserà lei a rotolare sempre più velocemente. Abbiamo le capacità per farlo? Io penso di sì, se veniamo guidati bene. Questo se introduce un periodo ipotetico della possibilità, della realtà o dell’irrealtà? Bah! Il derby è troppo importante, per poter sbagliare qualcosa. Dal derby dipende la nostra stagione. E allora scarichiamo in queste due settimane delusioni, incertezze, rabbie. Prepariamoci ad affrontare la madre di tutte le partite. Per vincere, non serve essere perfetti. Neanche loro lo sono. Bisogna correggere il vizietto dell’errore gratuito, gettare il cuore oltre l’ostacolo e giocare con un assetto tattico plausibile. Con la Roma non è servito? L’esperienza sull’uso del telaio deve insegnarci a filare una trama migliore.

Pensavo che una giornata tanto disgraziata trovasse la sua naturale, pessima conclusione nella notte. Invece… L’Atalanta mi ha fatto un regalo inaspettato. Ero reduce da una viva discussione con il mio piccolo mostro juventino. Elisa, euforica per la nostra batosta, si scagliava contro Bonucci e irrideva la dabbenaggine di chi ha acquistato a caro prezzo un giocatore così scarso. Io ho ribattuto, dicendo che tutti i tifosi Gobbi sono dei sacchi. Poi ho specificato che questi sacchi non sono vuoti, dando precise indicazioni sulla natura del materiale che li riempie. Non ho guardato la partita insieme a lei. Mi sono ritirata in cucina, con la televisione spenta. Le sue urla belluine sui gol mi hanno raggiunto e ferito. Poi, visto che se ne era andata davanti alla Tv in camera, ho guardicchiato. Inizia il secondo tempo e il punteggio è 1 a 2. Toh, l’Atalanta ha segnato. Si può nutrire una tenuissima speranziella? Figuriamoci. Infatti segna Mandzukic. Cambio subito canale. Fa’n bagno anche il calcio. Molto dopo la vedo comparire con una faccia furente. Mi ringalluzzisco in un attimo. Volo su Sky. Elisa asseconda vivacemente Mauro che ce l’ha con il Var. Certo, dico. Senza Var sarebbe stato 1-3 e non 2 a 2. Trova le differenze. Capisco che siate furibondi. Con il Var non sarebbe stato ignorato il gol di Muntari e col cappero che avreste vinto lo scudetto. Con il Var l’arbitro Bertini non avrebbe potuto compiere le sue nefandezze. Sto cercando di quantificare gli scudetti persi per gravi torti arbitrali, quando vedo il rigore di Dybala. Mi si allarga il cuore. Ok, noi dobbiamo pensare alle nostre gatte da pelare. Però bisogna tener conto della dura vita di una povera disgraziata con marito Orrendo e figlia Gobba. Questa cosa la deve capire anche la squadra. Fatemi un regalo. Vincete il derby! E’ troppo importante per noi che abbiamo il vizietto di tifare Milan. Io non mi arrendo. Spero ancora nel quarto posto. Vorrei contare su un allenatore che ci aiuti a raggiungerlo. Forza Milan!

Chiara

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Categoria: Voglio essere Chiara

Sull'autore ()

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.