La bella addormentata

29 settembre 2017 | Di | Rispondi Di più

I nostri ingranaggi sono inceppati. Svitol Biglia non basta. Occorre uno Svitol allenatore

Sono una donna forte, che sa assumersi le sue responsabilità. La colpa per quel che è successo nella rimonta del Rijeka è anche mia. Non vorrei, ma devo confessare che mi sono addormentata. La squadra ha voluto imitarmi. L’ultimo ricordo della partita prima del brusco risveglio è la sostituzione di Kessié con Josè Mauri. Poi il rigore per il Rijeka. Ma come? 2 a 2? Non mi capacito. L’azione mi era sfuggita in diretta. La vedo nel replay. Cosa mi combini, Romagnoli? La palla era tua! Ennesimo erroraccio di un giocatore. Il gusto amaro dello svarione di Bonucci me lo assaporo più tardi, negli hightligts. Meno male che all’ultimo respiro arriva il gol di Cutrone. Che dire? Il nostro gioco è lento, brutto, farraginoso. Stasera, poi, non c’era neppure Svitol Biglia, lasciato giustamente a riposo. Eppure, come sempre, se gli avversari non riescono a segnare, ci pensiamo noi a regalargli dei gol. Questo non è un dettaglio insignificante. Inutile prendersela con la fortuna di altri, che vincono pur giocando male. Mica donano una o due reti a partita, loro!

Sono un po’ mortificata, ragazzi. Come ho fatto ad addormentarmi? Non so, ma la faccenda è un dettaglio che ha la sua importanza. Giochiamo in modo davvero lento e involuto. Siamo creatori di noia. E il sonno è un antidoto alla noia. Quali sono gli antidoti per stimolare la squadra a vincere il suo torpore? Alla bella addormentata nel bosco bastò il bacio di un principe per risvegliarsi. Carletto, liquidato da Karl Heinz, può essere quel principe? Per me no. Sono stanca di calcio orizzontale e minestrato. Anche Calha, il mio hombre vertical, non riesce ad infilare una verticalizzazione. Licenziare un preparatore atletico a Settembre sembra surreale. Una semplice virgola in una punteggiatura incerta e sgrammaticata. L’avesse comunicato la Società, si sarebbe parlato di terra bruciata intorno a Montella. Ma anche così, con l’assunzione diretta di responsabilità, la posizione dell’allenatore traballa. Strano arrivare a questo punto, a Settembre, dopo lunghi anni trascorsi in simbiosi. Un fatto, comunque, è certo. Corriamo davvero poco. Dopo la virgola arriverà il punto? Be’, se la Roma scrivesse a S. Siro frasi di calcio ben articolate, infarcite da acuminati punti esclamativi che bucano la rete…..

Cappero, com’è possibile che siamo così perforabili anche con la difesa a tre? Pronti, via e i Croati si infilano come una lama nel burro, mettendo un uomo davanti a Donnarumma. E sul solito errore nel passaggio orizzontale dietro non paghiamo dazio, perché il Croato si trascina la palla in fallo laterale. La perla di André sul lancio di Borini mi illumina il volto. Che gran gol! Il ragazzo, checchè ne dica Montella, ha dei numeri. Dà del tu al pallone e partecipa all’azione. Certo è un po’ egoista e a volte si perde. Ma la classe non si discute. Quel controllo meraviglioso, che poi provoca il giallo al difensore, è un gioiello che si commenta da solo. L’età è dalla sua parte. I margini di miglioramento sono notevoli. Nel nostro primo tempo c’è poco altro. Guardo Abate e mi si acuisce il magone per la gravissima perdita di Conti. Rimango interdetta per quella palla lunga che rimbalza nella nostra area. Viene colpita di testa da uno di loro, che sbuca tra le belle statuine a due passi dal portiere. Per fortuna l’inzuccata è morbida e si adagia tra le braccia di Gigio. Sveglia, ragazzi! Si chiude il primo tempo e io comincio a sbadigliare. Almeno siamo in vantaggio, dai. Così, però, non si va da nessuna parte.

Comincia la ripresa e divento sempre più preda del torpore. Si riprende con Bonaventura al posto di uno spento Calha. Ma dai, un cambio così prematuro non è nelle corde di Montella. Cos’è successo? Hakan ha un problema a un gluteo a causa di una ginocchiata. Loro ci provano un paio di volte. Bella azione di André sulla sinistra, che la dà centralmente a Jack. Sul contrasto di un difensore la palla finisce ad Abate, sulla destra dell’area. Palombella troppo morbida e  appoggiano di testa in angolo. Cross dalla bandierina. Cutrone la schiaccia sul tacco di Bonucci. La palla va a Musacchio che insacca da due passi. Sìììììì!!!!! Penso che la partita sia archiviata. Me ne intendo, io. Abate per Patrick. Controllo di petto e tiro al volo dopo il rimbalzo a terra. Alto. L’arbitro sospende un paio di minuti la gara per lancio di fumogeni dei tifosi creati. Josè Mauri sostituisce Kessié. Io Franck l’avrei tenuto a riposo completo. Qui mi cala il sipario. Si rialza bruscamente al momento del rigore. Mamma mia, che brutto risveglio! Non voglio credere ai miei occhi. Forse sto ancora dormendo e questo è un incubo. Purtroppo, invece….. Ma ci pensa Cutrone a strapparmi un urletto. Molto bello anche l’assist di Borini. Pareggiare in questo modo contro avversari modesti sarebbe stato disastroso. Oddio, pure così…… Almeno c’è stata quel lampo finale. Il guizzo di chi non vuole rassegnarsi ad un’inerzia piatta e negativa. Troppo poco, lo so.

La bella addormentata nel bosco non sono io. E’ la squadra con il suo allenatore. Chissà cosa stanno davvero pensando in Società, al di là dei discorsi di facciata. Cosa penso io? Continuo a credere che il Mercato sia stato buono. Anzi, più che buono. Mancano i campioni? Per forza. I muri si erigono sulle fondamenta e non sulla macerie. Avessimo preso, per dire, Modric e Cristiano Ronaldo, spendendo il doppio e circondandoli di pippe, avremmo una squadra peggiore di questa. Sarò matta, ma nella zona Champions ci credo ancora. Però, se perdiamo con Roma e Orrendi, com’è probabile, giocando così…. Le idee di gioco sono poche, confuse e concepite ai due all’ora. Errori marchiani, che, per loro natura, dovrebbero essere contingenti, per noi sono strutturali. Perchè, maledizione al secchio? Perchè? Sono le carenze dei singoli ad ostacolare l’organizzazione di gioco o vale il contrario? Mi preoccupano le cattive prestazioni di Bonucci e Romagnoli. Io ero completamente d’accordo con la riconferma di Montella. Ora non credo sia l’allenatore giusto per raggiungere i nostri obiettivi. I nostri giocatori, a differenza di quelli di Samp e Rijeka, per esempio, danno l’impressione di non sapere cosa devono fare. Questo è il dramma. Moduli? Continuerei con la difesa a tre e le due punte. Insisterei su questa strada, anche se i risultati non sono stati esaltanti. Credo, infatti, che questo sia il percorso più adatto per i nostri viandanti disorientati, privi di una valida guida. Mi sorge, però, un dubbio, visto che non ho le competenze tecniche e tattiche. Noi conosciamo bene i meccanismi di questa tipologia di gioco?

Quanto a me, non conosco il nostro futuro, sul quale si stanno addossando nuvoloni neri. Ma questo è il Milan, non il Giannino. E in campo vorrei meno Giannino possibile. Anche ai bordi, a dire il vero. E pretendo un atteggiamento determinato e volitivo che ora non vedo. Cantiere aperto? Il problema è che regrediamo, invece di progredire. Perchè contro l’Udinese, dal vivo, qualcosa di buono l’avevo intravisto. E pensavo che potessimo solo migliorare. Cappero, che profeta sono. Dai, che nel calcio e nella vita tutto è possibile, se non ti arrendi. Raffaella Carrà cantava “ Tuca tuca”. Noi potremmo andare di Tuchel Tuchel? Non so che dire. Sinceramente, al di là delle naturali difficoltà di assemblaggio, mi aspettavo molto di meglio, viste le potenzialità che continuo ad accreditare alla rosa. Magari sono io a sbagliare. Ma non voglio già rinunciare ai miei sogni neonati. Svegliati, bella addormentata! Forza Milan!

Chiara

Tags: , ,

Categoria: Voglio essere Chiara

Sull'autore ()

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.