Punti di discontinuità

11 settembre 2017 | Di | Rispondi Di più

Vincenzino, fa bèl!

Che botte, ragazzi! Non me l’aspettavo. Per questo la delusione è ancora più cocente. Quattro pere e via. Dai, abbiamo fatto meglio della Primavera, che ne ha beccate cinque in quel di Sassuolo. Dopo un inizio discreto, anche se privo di incisività, il tracollo. Una squadra fiacca, fragile, involuta si è mollemente consegnata alle voglie di una Lazio pimpante e concreta. Secchiate di acqua gelida sul volo dei nostri sogni. Bastano per abbatterli? No! Ma, Vincenzo, dobbiamo fare qualche discorso, eh! Non è che, perché Montolivo ha segnato, tu continui ad infliggermelo vita natural durante, vero? Se lui ti dà garanzie e Borini profondità, hai dei problemi. Poco mi importerebbe, se fossero fatti tuoi. Non sono un’impicciona. Purtroppo, però, scelte di questo tipo angustiano le mie Domeniche. E io non reagisco benissimo. Gobbi e Orrendi alle stelle. Noi nelle stalle. La vita non è sempre bella. Tutt’altro. Mi riferiscono di un’esperta in coperture finanziarie sorridente ed euforica nel gustarsi la nostra macedonia amara. Le suggerisco di pensare alla copertura della porta di Buffon, che mi sembra piuttosto lacunosa. Non mi interesso di conoscere i commenti di Tv minori. E’ normale, comunque, che gli avversari godano delle nostre sconfitte. Sta a noi far loro ingoiare i sorrisetti irridenti con prestazioni ben diverse da quella di ieri. E anche contro il Cagliari….. Ripenso con malinconica tenerezza al mio pre pieno di speranze.

Io, a differenza degli anni scorsi, non mi sento mai battuta in partenza. Aspetto le partite con un pizzico di impazienza e di frenesia. Le vittorie di Gobbi e Orrendi, peraltro piuttosto scontate, non mi toccano più di tanto. Noi dobbiamo fare tre punti a Roma. Peseranno più dei loro. Infatti….. Mi distraggo un po’ e il mio pensiero vola nei territori dell’Analisi Matematica. I punti di discontinuità sono quelli in cui, tracciando il grafico di una funzione, bisogna staccare la matita dal foglio. Avevamo un gran bisogno di punti di discontinuità con la precedente gestione societaria. Non se ne poteva proprio più. E in effetti la squadra è stata rifatta. Donnarumma, Romagnoli, Jack e Suso erano i pochi buoni. Gigio anche qualcosa in più, a dire il vero. Bene che siano rimasti. Ci sta pure la conferma di Loca e, magari, anche Kucka poteva restare come riserva. Però Juraj, a differenza di Montolivo e Abate, aveva Mercato. Non sollevo particolari obiezioni neppure sulla conferma di Ignazio. Ok come vice Conti. Quello che non mi va è vedere Montolivo sempre in campo. In questa rosa manca un centrocampista. Ma Jack e Loca sono opzioni migliori del pezzo semovente. Il non più capitano mi sembra un punto di continuità molto fastidioso con il passato. Lo detesto non solo per le modestissime capacità pedatorie. Lui è un asso nel rallentare il gioco, negli insulsi passaggetti laterali, nel perdere palla. Il timore, per dirla tutta, è che sia il referente del Condor nello spogliatoio.

Punti di discontinuità molto apprezzabili si sono visti anche nella comunicazione chiara, diretta, trasparente della nuova Società con i tifosi. E’ piacevole venire considerati al centro del progetto e non inutili, dannosi orpelli che non fanno Mercato. A me sono piaciute le cose formali. E pure l’APACF . Questo al di là dell’errore sull’avviso, che aveva creato attese di un certo tipo. Ad alcuni, invece, l’evento non è piaciuto. Troppo autocelebrativo. Non sono d’accordo. Ma ci sta, senza magari scomodare Mussolini, Stalin o Kim. Tanto più se nessuno ha trovato da eccepire, parlando magari di feticismo, su una cravatta gialla esposta in un museo. C’è chi ha trovato inopportuno il moderatore scelto per la circostanza. Io non sono un tipo particolarmente permaloso e rancoroso. E la cosa per me non ha rappresentato un cruccio. Capisco, però, questa posizione. Insomma, chi segue pedissequamente le orme del Condor e cavalca la divisione in evoluti e non evoluti semina vento. Tanto più se, nel patetico tentativo di difendere una Società che ha portato il club al disastro tecnico ed economico, dà ai tifosi la colpa dei pessimi risultati. Erano loro, ipse dixit, a creare un clima negativo intorno alla squadra.

Non amo dare patenti di tifo. Ci hanno pensato altri a farlo in passato e la cosa non mi è andata giù. Non voglio cadere nello stesso errore. Noi, a differenza di tanti che si ergevano a paladini della Società, tacciandoci di irriconoscenza e di tanto altro, ci siamo battuti, nel nostro piccolo, con la forza delle argomentazioni. Vedevamo lo scempio che si commetteva sulla pelle del nostro amatissimo Milan. E lo denunciavamo, con toni forti e ironici, incuranti degli strali che ci piovevano addosso. Ora, per fortuna, le cose sono cambiate. E’ nata Radio Rossonera, che si è proposta come nuovo e alternativo strumento di comunicazione. Un punto di discontinuità, insomma. Siamo orgogliosi di questo. Non stiamo certo a fomentare divisioni o tanto meno rese dei conti. Ci piacerebbe crescere e diventare un punto di riferimento per tutto il popolo rossonero. Ma non accetteremmo mai, in nome di una riappacificazione o di una presunta opportunità di crescita, di imbarcarci con persone troppo diverse da noi. E, quando dico diverse, non intendo migliori o peggiori. Lungi da me dare giudizi di merito. Semplicemente, ci copriremmo di ridicolo, se pensassimo di poter percorrere pezzi di strada insieme a, cito uno a caso, “ Che spettacolo Galliani al lavoro.” Anche nel campo dell’Analisi Matematica ci sono dei limiti che non convergono nei punti di discontinuità. Amo e capisco l’Analisi Matematica. Ho, invece, grosse difficoltà nell’analisi del pensiero di Montella. Insomma, Vincenzo, oltre al fatto che non comprendo questo tuo incaponirti sul 4-3-3, mi hai conficcato tre spine nel fianco: Montolivo, Borini e Calabria. Guarda che per sostituire Conti c’è Abate. Lo preferisco all’acerbo, immaturo e per me tutt’altro che dotato Calabria. Bah! Forse sarò io a non capire. L’allenatore, e quindi quello competente, sei tu… Vedi di non fare il somaro, però. Questa formazione non mi piace e le alternative le avevi. Stiamo a vedere, dai. Continuo a coltivare le mie speranzielle…

Invece…. Il disastro. Ci rimango male. Mi è impossibile fare la cronaca di quest’incubo. Neanche ad inizio ripresa fai delle sostituzioni, Vincenzo. Ti è piaciuto il primo tempo? Solo due gol abbiamo preso e non siamo mai stati pericolosi. Aspetti di avere quattro pere sul groppone, per cambiare qualcosa. E le due punte no, eh! Quelle mai! Montolivo non si tocca. E’ la tua garanzia. Fa pure gol. Che dici, mi fai sorbire questo simulacro di calciatore ancora a lungo? E mi delizi magnificando le sue prestazioni? D’accordo, hanno giocato tutti male. Suso, per esempio, è stato irroconoscibile. Non è possibile che, bloccando lui, ci inaridiscano. Le alternative quest’anno le hai, maledizione al secchio! Sono molto preoccupata per la condizione atletica, che mi è parsa alquanto scadente. La difesa? Lasciamo perdere. Non hai avuto il tempo di provare quella a tre? Fammi il piacere…. Allora continua così, che andiamo bene. A pensarci bene, anche tu sei un segno di continuità. Vedi di resettare e di fare meglio. Continuo a credere che, pur con qualche lacuna, questa rosa abbia ottime potenzialità. Il nostro obiettivo resta la zona Champions. E’ difficile, d’accordo, ma raggiungibile. Magari a Gennaio potremo anche fare qualche innesto ad hoc. Può darsi pure che io abbia sopravvalutato la squadra. Tu, però, Vincenzo, devi dare di più. Io nel sogno Champions ci credo. E come! Non voglio certo mandare i miei sogni a escort. Ora andiamo a Vienna. Lì, se proprio ci tenevi, dovevi far giocare Montolivo, Borini e Calabria. Adesso, dopo la batosta romana, questa partita diventa, invece, delicata. Domenica verrò a S. Siro. Bisogna battere l’Udinese senza se e senza ma. Fondamentale mettere un punto di discontinuità dopo una sconfitta così pesante. Fondamentale anche che tu apporti qualche modifica alla formazione di Roma. Forza Milan!

Chiara

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Sull'autore ()

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.