Radamès

14 agosto 2017 | Di | Rispondi Di più

Lui non è il mio sogno. Ma, se arrivi, Nikola, sei il benvenuto

E vai, che presto si comincia! Non vedo l’ora! Gli anni scorsi aspettavo l’inizio del campionato con lo stesso entusiasmo con cui un tacchino attende il giorno del Ringraziamento. Ora, però, è tutto diverso. E il mio ringraziamento va a Yonghong e a uno splendido essere mitologico: il MiraFax. Capisco che il confine tra il sogno e l’illusione è molto labile. So perfettamente che con il nostro organico attuale non è detto che raggiungiamo la zona Champions. Juve e Napoli ci sono superiori, anche se il gap si è ridotto. Inter e Roma sembrano avversarie molto ostiche. Ma siamo competitivi, per tentare di raggiungere il nostro obiettivo e per fare anche parecchia strada in Uefa League. E poi mi aspetto un altro paio di regali da questo grande Mercato. Non arrivassero quelli che mi farebbero impazzire e sognare alla grandissima, pazienza. Ci si accontenta, e come, quando si vedono finalmente cose fatte con criterio. Dai, che a giorni si alza il sipario. Prima uno strano happy hour a base di Macedonia e poi si parte. Fremiti, pulsioni, aneliti, pizzicori mi mettono addosso dei pruritini di lontanissima memoria. Facessimo una stagione mediocre, stavolta sarei delusissima, perché ora ho delle aspettative importanti. Ma non me la prenderei certo con la Società. Visto l’attuale stallo del Mercato, c’è già chi dice che non avremmo dovuto spendere tanto per Bonucci e qualcun altro, se adesso non abbiamo più soldi per comprare la grande punta. Francamente non capisco questa gente. I due terzini, i due centrali, i due centrocampisti erano acquisti indispensabili. Ricardo e Conti sono ottimi. Il colpo Leo è magnifico. Adoro Kessie. Calha mi piace un sacco. Mi pare un degno numero 10. A proposito di Macedonia, non fatemi pensare a Macedonio Honda, l’usurpatore della sacra maglia. Mi viene ancora male. Andrè Silva mi sembra buono e Borini è una riserva costata molto poco. Approvo in toto quanto fatto finora. Mica è colpa della nuova Società, se quella vecchia ha lasciato solo macerie. Adesso abbiamo una buona struttura di squadra sulla quale lavorare. Un progetto da portare avanti. E’ una cosa è meravigliosa.

Se penso agli ulteriori rinforzi da inseguire, vado sulla punta e sul centrocampista. Praticamente, per migliorare la squadra, escludo dalla formazione titolare Suso e Jack, i migliori della scorsa stagione. Questo fa capire appieno il degrado a cui ci ha portato la precedente, scellerata gestione. Uno scempio tecnico ed economico che grida vendetta al cielo. Certo, dobbiamo guardare avanti. Ma mandole come Bacca, Montolivo, Sosa, Niang ci ammorbano il futuro. Come si fa a prendere l’attaccante, se non riusciamo a sbolognare i due che abbiamo in rosa? Nel valzer della prima punta sembra in netto vantaggio Kalinic.  Le voci, però, si rincorrono. Al “solito” Aubame si aggiunge anche Radamel Falcao. Non mi farebbe impazzire e inoltre ritengo sia impossibile per via del suo ingaggio stratosferico. Da Radamel a Radamès il passo è breve. Io non amo l’opera. Sono innamorata, invece, di Guareschi. Quindi non penso all’Aida, ma a Radamès Gniffa. Il ragazzo del paese di Don Camillo diventa un tenore famoso. Debutta al Regio di Parma. Tutti, Peppone in primis, sono in fibrillazione. Anche Don Camillo, naturalmente, che aveva cercato invano di tirar fuori un po’ di voce al piccolo Radamès su pressione del padre Ernani. Alla fine, esasperato, gli aveva tirato un calcione nel sedere. Ed ecco il miracolo. Radamès si mise a cantare come Dio comanda. Naturale che Don Camillo arda dalla voglia di andare al Regio. Però non può, per questioni di opportunità, visto il suo ruolo di sacerdote. Dopo aver fatto pesare la sua dolorosa rinuncia al Cristo, ci va tutto intabarrato, per non farsi riconoscere. Radamès entra in scena emozionato e spaventato. Trema tutto, stecca e il pubblico si spazientisce. Finisce il primo atto. Peppone e Don Camillo si fanno largo tra la folla. Nessuno riesce a fermarli. Raggiungono Radamès dietro le quinte. E qui scatta il calcione. Il ragazzo torna in scena trasformato. Canta benissimo. La gente, che era pronta a sbranarlo, lo applaude, decretandone il trionfo. Che potere taumaturgico può avere un calcione ben assestato. Ecco, non si potrebbe provare questo sistema sobrio, efficace e sbrigativo con qualcuno che dico io? No, con certe pippe niente, purtroppo, può funzionare.

Belotti sembra definitivamente tramontato. Per colpa di Lupin ho fatto un sogno surreale. Alla sagra del suo paese è venuta a cantare Viola Valentino. Mica vero che io ieri sera mi sono addormentata e ho sognato il Gallo? Cantava: “ Comprami, io sono in vendita. E non mi credere irraggiungibile.” Va bene, Lupin, ti perdono perché sei bravissimo. Devo scacciare suggestioni e illusioni. Fortunatamente non è un’illusione la sconfitta dei Gobbi in Supercoppa! Mamma mia, che bello. Non ci credevo più dopo i due gol rimontati negli ultimi minuti. Invece Lukaku si beve il prode De Sciglio e Murgia insacca. Che libidine! Liberarsi dell’inconsistente Mattia a 12 milioni è stato un capolavoro. Oggi ho sentito parlare di un interessamento per Torreira. A me non dispiacerebbe. Tutt’altro! Che batosta ha preso la Roma dal Celta Vigo. Gli Orrendi ci hanno vendicato contro il Betis. Mi sta bene che si credano forti, anche se ho il timore che lo possano essere davvero. Adesso, però, mi sento forte anch’io. Sono pronta ad affrontare questo campionato. Non dico che il nostro cammino si presenti facile, su sentieri agevoli, tappezzati di rose e di viole. Sicuramente, comunque, non sarà la solita Via Crucis. Non ho dubbi in proposito. La mia riconciliazione con il calcio è totale. Ho guardato con piacere, gustandomele, alcune partite della Premier. Che botta per Conte! Doppietta di Lukaku. Ma mi è piaciuto di più suo fratello, per come ha ridicolizzato l’imbelle De Sciglio. Grazie, Lukakino! Il Real strapazza il Barca al Camp Nou. Sarà mica la mia recente, totale simpatia per i Blancos a portargli bene, eh! Radamès Gniffa, tu ce l’hai fatta grazie a un calcione. Io spero tanto che il calcio mi dia qualche gioia in questa stagione. Una è arrivata stasera. Ora ne voglio parecchie dal mio Milan. Fuori i secondi! I motori rombano. Si sta per cominciare. Forza MiraFax! Forza Milan!

Chiara

Categoria: Voglio essere Chiara

Sull'autore ()

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.