Equazioni

26 giugno 2017 | Di | Rispondi Di più

Che tweet del cappero!

Riemergo a fatica da un mare di terrore. Mi fa paura quel cattivone di Mirabelli. Insomma, non è bello avere un tipaccio che gira minaccioso con una pistola caricata a contratti da 5 milioni netti all’anno. Una mancanza di finezza e di aplomb davvero incredibile. Vuoi mettere la distinzione di Raiola? Un vero signore. Come quelli del suo clan. A parte gli scherzi, qua la mano, MiraMax. A confronto del pizzaiolo tu sembri un docente universitario. Di più. Il Presidente della Corte Costituzionale. Certo che il mondo è strano. A sentire i filogobbi, dichiarati e non, che imperversano via etere, la nuova dirigenza sta sbagliando tutto. La sua colpa? Non prostrarsi ai piedi dell’onnipotente Raiola che ha il coltello dalla parte del manico. Perché pressare con tutta ‘sta fretta lui e il ragazzo, poverini? Perché interferire con il bel progetto, intinto in salsa condoresca, di portarlo ai Gobbi a parametro zero? Dopo tutto la coincidenza tra la scadenza del contratto e il ritiro di Buffon è davvero meravigliosa. Perché non approfittarne? Ma guarda un po’ se ci devono essere dei cafoni che vogliono mettere pali tra le ruote.

Poche storie. Noi Donnarumma l’avevamo già perso tempo fa per esplicita volontà del Condor e del pizzaiolo, gioiosamente assecondati dalla famiglia. La reazione della dirigenza e dei tifosi li ha spiazzati. Un intoppo imprevisto dagli intelligentoni. Superabile, per carità, dal loro punto di vista. Ma, a volte, un semplice granellino di sabbia  manda in tilt un meccanismo ritenuto perfetto. Nessuna Società può offrire un ingaggio molto più alto del nostro a un ragazzino, pur se ha le stimmate del campione. La differenza la fanno gli introiti del procuratore. Mi fa sorridere chi dice che anche a lui conviene una cessione a prezzi alti, stile Pogba, per via delle percentuali. Scherziamo?  In caso di acquisizione a zero o a 10 milioni di clausola rescissoria, l’intero  prezzo del cartellino verrebbe fagocitato da bocche voraci. E qui sta il vero punto della questione. Raiola fa guadagnare bene i suoi assistiti, per carità. Ancora maggiore, però, è la fettona di  torta che mangia lui. I casi sono due. Dà una parte delle “commissioni” ai suoi protetti o tiene tutto per sé e per qualche amico? Nel primo caso l’anello debole sarebbe un interessamento della Guardia di Finanza, magari sollecitata da qualcuno. E qui a rischierebbero in due. Nel secondo occorrerebbe che la famiglia si svegliasse e decidesse di gestire in proprio i soldi delle commissioni, licenziando il pizzaiolo.

Al contrario di molti io non ritengo Raiola onnipotente e inattaccabile. L’equazione tra l’intelligenza del personaggio e la strada che ha percorso, partendo da una pizzeria, ha un’unica soluzione: la scaltrezza. Ma la furbizia sta all’intelligenza come la segatura al legno. Il tipo ha dei fianchi scoperti. L’indagine Uefa è un semplice sassolino, d’accordo. Le valanghe, però, nascono spesso in questo modo. Il signorino, stavolta, l’ha fatta fuori dal vaso. La sua ansia di fregare la nuova Società, per incassare una marea di denaro e, magari, anche  gratificare un amico, l’ha fatto derogare dalla via maestra. La scorciatoia intrapresa non è quella dei soldi per lui, i suoi protetti e le Società di appartenenza. Manca un tassello. Si vuole fregare il Milan, togliendogli pure la possibilità di guadagnare una cifra congrua dal cartellino. Non gliene potrebbe importare di meno al tizio di gettare il ragazzo in un tritacarne spaventoso. Tanto tutto passa, pensa. Io sono il più furbo. Tergiverso e poi lo porto a Torino. Do la colpa alla nuova Società e i tifosi rimpiangeranno Galliani e Berlusconi. Delitto perfetto. Mai calcolo fu più sbagliato. La Dirigenza è competente e onesta. Noi non saremo Poirot o Miss Marple, per carità. Però non siamo cretini.

Un assaggino di quel che accadrebbe l’hanno avuto in Polonia.  Il numero 99 potrà anche andare dai Gobbi, per carità. Ha il coltello dalla parte del manico. Ma non sarà serenissimo. Nella sua vita di tutti i giorni troverà sempre qualcuno che lo guarda con disprezzo. Il marchio del traditore resterà appiccicato sulle sue spalle in maniera indelebile. E, volesse dimenticarsene, ogni stadio glielo ricorderà. Difficile anche per un veterano scafato conservare un solido equilibrio psicologico e rendere al meglio sul campo in questa situazione. Figuriamoci per un ragazzino. Auguri. Se è questa la sua scelta, comunque, la faccia pure. Guardandoci in faccia, però. Senza ricorrere a scuse risibili e puerili. Tanto non gli crederebbe nessuno.  Il tweet del numero 99 parla chiaro, purtroppo. Strano sia arrivato dopo il blitz di un Raiola in Polonia. Sai che ti dico, ragazzino? Ieri, oggi e domani i traditori sono degli infami .

Ora l’alternativa a marcire in panchina un anno, quello dei Mondiali, a duecentocinquantamila euro di stipendio è una sola. Un rinnovo con Raiola, previa congrua clausola di rescissione e senza percentuali folli per il procuratore. L’ingaggio è di cinque milioni netti? Bene. Allora non te ne puoi andare per meno di ottanta. Lo scenario è semplice. Si sta insieme per convenienza, senza amore. E ci si separa il prima possibile, quando arrivano i soldi.  Potremmo accontentarci anche di qualcosa in meno della clausola. Ma saremo noi a deciderlo. Peccato non si possa esercitare quella che sarebbe l’opzione più logica e percorribile, se i Donnarumma fossero intelligenti. Un calcio nel sedere a Raiola. Un nuovo procuratore, che poteva essere l’onesto, e per questo gabbato, Giocondo Martorelli o, perché no, papà Donnarumma. Così soldi delle commissioni sarebbero restati tutti in famiglia. Alla luce del sole, senza avere incubi per gli accertamenti della Guardia di Finanza. Allora, nonostante tutto e contro ogni logica, visto che non sto facendo un discorso sentimentale, sarebbe potuto tornare l’amore. Che è cieco, sì, ma ha bisogno di vedere qualcosina, per continuare ad alimentarsi. Come non detto.

Bene ha fatto Montella, che non è uno stupido, ad andare a trovare la famiglia. Sicuramente avrà toccato le corde giuste. E non mi riferisco semplicemente a quelle del cuore. Purtroppo, però, contro la stupidità la ragion non puote. Fassone e Mirabelli fanno un ottimo gioco di squadra. Si completano bene. Io ho la massima fiducia in loro. Finora sono stati bravi. Vedremo in seguito. Cambiali in bianco non si firmano a nessuno. Ma il vento del cambiamento per ora spira fresco e forte. Gli olezzi che si sentono in giro provengono esclusivamente da antiche fogne. Avanti così. Il Mercato non è più un calvario. Speriamo prosegua per il meglio, nonostante le grosse difficoltà createci da chi ci ha ridotto in condizioni miserevoli. Bacca non vuole andarsene? Siccome è costato poco e ci ha dato tanto, mira ad una ricca buonuscita, secondo le antiche abitudini della casa. Ho ragione di pensare che non trovi terreno fertile. Silvio, mi fai pena. Nella migliore delle ipotesi sei dissociato dalla realtà. Ogni volta che parli dimostri quanto sia vero il detto “ Il silenzio è d’oro.” Frizzante più che mai questo mese di Giugno che sta per finire. Per ragioni professionali sono un’esperta in equazioni. Alcune soluzioni di quella di Dirac prevedevano l’esistenza delle antiparticelle, prima che venissero scoperte. Il positrone è l’alter ego dell’elettrone. Uguale ma con carica positiva. Ecco, è di carica positiva che noi abbiamo bisogno. Fax e MiraMax sono dei bei protoni. L’equazione Raiola va risolta.  Subito, con un bel pacco di milioni. O tra un anno, con o senza soldi. C’è, però, una terza possibilità. Magari sarà lui stesso a togliersi dai piedi, incappando in qualche guaio giudiziario. Chissà. Lasciatemi sperare che questo sia l’inizio della fine di un procuratore che, come Moggi, si credeva onnipotente.  Alla faccia di Gobbi e affini che  ora lo ritengono un Dio in terra per ragioni di miope opportunismo.

 Ottimo e non casuale, secondo me, aver stretto contatti con Mendes, il nemico giurato del pizzaiolo. Sono uguali? Non so e non me ne potrebbe fregare di meno. La tattica è giusta nell’ambito di una strategia che preveda come fine ultimo la minor dipendenza possibile dai procuratori. E’ tempo che i parrucconi dell’Uefa si muovano e affrontino il problema, mettendo delle regole serie. Ormai si è arrivati a un punto tale che, volenti o nolenti, lo dovranno fare. Perché il calcio non imploda, vanno tutelate le Società e non chi succhia i soldi a questo mondo, per investirli al di fuori. Io, da parte mia, aspetto con un pizzico di impazienza l’evolversi del Mercato e il raduno. La cosa non accadeva da moltissimi anni. Il mio “ Grazie, Società” non è ironico. Spero e credo che la mia fiducia non verrà tradita. Conosco perfettamente le enormi difficoltà in cui ci troviamo. La squadra andrebbe cambiata quasi in toto.  Non pretendo miracoli. Ci saranno errori? E’ normale. So distinguere perfettamente gli sbagli che profumano di bucato da quelli che odorano di fogna. Ora mi sembra che finalmente ci sia un progetto. Forza Società! Forza Milan!

Chiara

P.S. Ho appena finito di scrivere il pezzo e mi arriva la notizia del post su Instagram di Donnarumma. Non nego che mi abbia fatto piacere. Però la situazione resta ingarbugliata e non sento il bisogno di cambiare quel che ho scritto. L’agente rimane sempre tra i piedi, purtroppo. Staremo a vedere cosa accadrà. Dirac, non fare il furbo. Sei capace di risolvere l’equazione Donnarumma?

P. P. S. Mica vero che ora il ragazzino parla di hakeraggio? Che pagliacciata! Al diavolo i Donnarumma e i Raiola. Basta! Di Biagio, metti in panchina questo stupidino come faremo noi. Che bravo, il pizzaiolo, cari genitori. E’ giusto che riponiate la massima fiducia in lui. Ha distrutto l’immagine del vostro ragazzo. Auguri!

 

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Categoria: Voglio essere Chiara

Sull'autore ()

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.