L’infinito

12 giugno 2017 | Di | Rispondi Di più

Com’è stato bello, ragazzi, partecipare alla serata di presentazione della Radio Rossonera! Mi è piaciuto un sacco conoscere alcuni di voi, finalmente usciti dall’aura di mistero racchiusa nel nick. Bella gente quella del Night! Poi siamo entrati. Un’emozione unica ha pervaso quella sala ricolma di milanisti, con l’unica eccezione del mio Orrendo. Non ha prezzo la sensazione inebriante  di assistere alla nascita della nostra radio e alla rinascita della speranza di un popolo da troppo tempo deriso, mortificato, umiliato. Si respira un’aria nuova ed elettrizzante. Una brezza fresca, piacevolissima. La Società ha mandato Fabio Guadagnini a portare saluti ed apprezzamenti a noi, i reietti non evoluti. Sogno o son desta? E, a rappresentarla, c’era pure Filippo Galli. La presenza di Demetrio Albertini è stata un graditissimo regalo, l’ennesimo fattoci dall’avvocato La Scala. Già, Galli e Albertini. Due signori che, da soli, hanno vinto più Champions di Buffon, Bonucci, Chiellini e altri ammennicoli vari messi insieme. Questa è stata la battuta dell’impareggiabile Giuseppe. Poteva non produrre un entusiasmo da Champions in tutti noi?

Il Dottor Guadagnini mi ha suscitato un’ottima impressione. Bellissimo il suo discorso. Musica soave per le nostre orecchie abituate a suoni striduli, cacofonici. I tifosi al centro del progetto, il virus dell’autoreferenzialità proprio di un certo modo di fare giornalismo. E poi quell’annuncio, dopo una rapida occhiata al cellulare. “ Ricardo Rodriguez è appena atterrato alla Malpensa” Sììììì!!!!!!!!!!  Fabio Guadagnini è un grande! Commovente la consegna dello Statuto al Direttore del Museo Milan. Proprio a colui che ne aveva proposto l’acquisto alla Società. Ricevendo in risposta un due di picche, si è rivolto ai Beni Culturali, per chiedere un vincolo contro l’espatrio del documento, che rappresenta il sacro Graal rossonero. Sapete tutti che Giuseppe si è aggiudicato all’asta il prezioso cimelio. Verrà esposto al Museo. Speriamo non vicino ad una nauseabonda cravatta gialla. In questa magica serata noi ci siamo riappropriati della pietra miliare della nostra storia. Anche Kilpin, da lassù, sarà contento.

Mi succede una cosa strana e bella. Ditemi se capita anche a voi.  Ora io mi sento una parte del Milan e il Milan.  Questa sensazione mi dà vertigini da infinito. Sì, perché solo l’infinito ha una straordinaria peculiarità. Una parte vale l’intero. Pensiamo, per esempio, all’insieme dei numeri naturali e a quello dei numeri che sono il quadrato di un altro. E’ chiaro che il primo contiene il secondo. Però ogni numero può essere messo in corrispondenza con il suo quadrato. Quindi i due insiemi sono equipotenti. Insomma, la parte conta come il tutto. Io, voi, Mirabelli, Fassone, Guadagnini non siamo solo una parte del Milan. Noi siamo il Milan! Questa percezione non mi apparteneva più da tantissimi anni. Cioè da quando ho cominciato a vivere la Società e i suoi menestrelli come nemici del Milan e me stessa come un povero Don Chisciotte che, insieme a tanti altri, combatteva contro i mulini a vento. E l’amore infinito per la mia squadra rimaneva lì, straziato e impotente.

Ma torniamo con i piedi sulla terra. Non lasciamoci travolgere da sogni ed emozioni. Non possiamo chiedere miracoli alla nuova Società. L’eredità che ha ricevuto è pesante. Tanta paccottiglia inutile e deleteria. Anche il mogano pregiato Donnarumma è stato lasciato con un tarlo dentro. La mia domanda è semplice. Chi ha portato Gigio e Jack in mano a Raiola? E perché si sono pagati otto milioni e mezzo di commissioni per riprendere Rodrigo Ely, appena dopo aver lasciato scadere il suo contratto? Bah! E adesso? Io sono felice, perché vedo persone che lavorano per il bene del Milan. Ma la situazione non è facile. Inutile girarci intorno. Siamo stati rimandati ad Ottobre per il voluntary agreement. La cosa un po’ preoccupa. Il problema, però, è uno solo. Dobbiamo spendere un sacco di soldi, perché la squadra è stata distrutta. Il Fair Play Finanziario impone che ci sia una corrispondenza tra spese e ricavi e la cosa diventa difficile. I geni di prima, infatti, hanno ridimensionato notevolmente il fatturato, lasciandoci pieni di debiti e con un patrimonio tecnico poverissimo. E allora? Bisogna affrontare le cose con calma e lavorare molto. Esattamente come fanno Fassone e Mirabelli. Intanto hanno preso tempo. Rinforzarsi è un’esigenza imprescindibile, per mettere in moto un circolo virtuoso. L’entusiasmo nella tifoseria, i risultati creano benefici economici. Fax e Max valuteranno anche la possibilità di pagare un’eventuale multa Uefa. La speranza è che la proprietà, qualunque essa sia, abbia la necessaria forza economica. I segnali del Mercato sono ottimi.

I primi tre acquisti sono già stati archiviati. L’inizio mi sembra molto buono. Ricardo Rodriguez e Kessie mi piacciono un sacco. Musacchio un po’ meno, ma spero di sbagliarmi, perché Max mi sembra più competente di me. Modric, il sogno di tanti, non può arrivare. Non c’è motivo perché un campione affermato e non più giovane lasci una squadra fortissima, che gli garantisce nuove vittorie e uno stipendio principesco, per venire da noi. Diversa è la situazione di Keita. Perché deve volere a tutti i costi i Gobbi, con la prospettiva di sgomitare in panchina tra Pjaca e Schick? Perché non preferisce un progetto interessante in cui svolgere un ruolo da protagonista? Sarò cretina, ma non capisco.        Così come non capisco il motivo per cui Belotti debba costare 100 milioni. Insomma, come può Cairo valutarlo tanto e poi corrispondergli uno stipendio basso? Il ragazzo gli deve dire: “ Ritieni che io sia un campione? Grazie. Ma allora dammi un ingaggio di almeno 4 o 5 milioni. Altrimenti vendimi a cifre più umane. Di altre alternative non ce ne sono.” Per me con 50 milioni più Niang viene via e io sarei felice di fare questo investimento per lui. Belotti è un centravanti forte fisicamente, che sa tenere palla e fare reparto da solo. Segna indifferentemente di destro, di sinistro e di testa. E ha fame. La stessa che abbiamo noi. Il fatto che sia milanista non guasta di certo. Morata, più forte tecnicamente, non è una prima punta e neanche un fulmine di guerra. A Madrid fa la riserva a CR7 , Benzema e spesso pure ad Asensio. Per prenderlo occorrerebbero più di 60 milioni di cartellino e otto milioni netti di ingaggio. Sempre che si degni di venire da noi, in quanto si sente juventino dentro. Che resti pure a Madrid o che se ne vada allo United. Io non lo voglio.

“Non accontentarti dell’orizzonte, cerca l’infinito” dice qualcuno. Ma, se l’orizzonte è ampio… Se ne andasse davvero Montolivo, cosa a cui, purtroppo, non credo, lo saluterei con un bel “ Mi mancherai”. E il mio sarebbe un “Mi mancherai” talmente falso, che pure chi gli ha rifilato tante ciofeche si rifiuterebbe di venderlo a Galliani. Dove voglio arrivare con questo discorso? A Biglia. Ecco, io di lui mi accontenterei. Dicono che Tolisso sia ormai del Bayern, ma spero che non sia vero. Il ragazzo mi attizzerebbe assai. E , a naso, mi sembra più raggiungibile di altri. Fabregas? Meglio di Biglia, peggio di Modric. Impossibile da prendere. Forsberg come alternativa a Keita? Non lo conosco. Però mi fido di Fax e Max. Viene André Silva? Insomma… Va bene, dai. Della Nazionale mi interesso poco. Ma ho esultato sul gol del Gallo. E’ lui che voglio! Che bello, comunque, poter parlare di Mercato. E’ meraviglioso sognare. Camminando con Ben sulle mie colline moreniche, pensavo all’Infinito di Leopardi. E a Donnarumma. Gigio, sei una spina nel mio cuore. Spero tanto che tu prenda la decisione giusta. Già, datemi Andrea e Gigio e….. il naufragar m’è dolce in questo mare.                                                                                               

Chiara                                                                                                                                                                                                    

 

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Categoria: Voglio essere Chiara

Sull'autore ()

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.