Il paradosso di Zenone

22 maggio 2017 | Di | Rispondi Di più

Dea Eupalla, siici propizia!

Eh, be’! Mica devono far festa solo i Gobbi! Anch’io ho festeggiato la mirabolante qualificazione ai preliminari di Uefa League. Ieri sera sono andata all’Arena di Verona a vedere il concerto di Nek. Gian non ha apprezzato. E, quando gli ho detto che a Nek preferisco i Pooh, è rimasto schifato. Meno male che non ha trovato da eccepire su quello che per me è il più grande in assoluto, l’Immenso Lucio Battisti. Altrimenti, anche una con un buon carattere come il mio sarebbe deflagrata. Sul fatto che io possieda davvero un buon carattere non ci sono dubbi. La prova? Ho stoicamente sopportato lunghissimi anni di Giannino. Non so come abbia potuto farlo. Però l’ho fatto. Ho perfino tenuto a freno la voglia di sputare contro la Tv, quando vedevo il Condor. Lo so, non sono elegante. In fondo, però, l’eleganza è una risorsa dell’anima, per colmare i difetti fisici. E io Fisicamente sono messa benissimo. Mentalmente non so…. Volevo partire per Verona appena finita la partita. Così c’era il tempo per andare a zonzo in città. Niente da fare. Il piccolo mostro juventino che mi sono colpevolmente allevata in seno è rimasto incollato a J channel. Uno strazio. Un incubo che temo si materializzerà in tutto il suo orrore il 3 Giugno. Forza Real. Facci sognare!

  Certo che adesso posso coltivare anche qualche piccolo sogno in proprio. Il Giannino non c’è più. Quello che mi sembrava uno strazio infinito ha avuto una fine. Aveva proprio ragione Zenone con il suo paradosso. Dunque, una freccia vuole andare da un punto A, in cui si trova, per esempio, la fiscalità spagnola, ad un punto B, sede dei petrodollari. Per farlo, deve prima passare dal punto di mezzo C e lì magari sorbirsi il classico “ Siamo a posto così”. Poi transiterà per D, intermedio tra C e B. E così via, senza soluzione di continuità. Supponiamo che la distanza tra A e B sia uguale a 1. Siccome la freccia arriverà, deduciamo che la somma degli infiniti termini 1/2, 1/4, 1/8 etc… dà come risultato 1. Memore del buon Zenone, avrei dovuto sapere che la somma delle infinite rabbie e frustrazioni procuratemi dal Giannino avrebbe avuto una fine. Ma ero arrivata ad uno stato di prostrazione tale che non ci speravo più. E meditavo pure sulla possibilità di smettere di seguire il calcio e, quindi, di scrivere, per salvaguardare il mio fegato, martoriato come quello di Prometeo. Perché devo farmi rovinare la salute da due imbecilli? Questo era il mio lucido e razionale ragionamento. Già, ma oltre la ragione c’è pure il cuore. Un cuore che pulsa disperatamente, irrevocabilmente in rosso e nero. Mica è facile vivere senza Milan. D’accordo, è stato trasformato nel vomitevole Giannino. Ma può esistere una notte buia e orrenda che non venga scacciata da un’alba radiosa?

Ora voglio andare adagio con l’entusiasmo. Il confine tra sogno e illusione è molto labile. Le nostre macerie sono ingombranti e difficili da rimuovere. Però….. comincio a vedere qualcosa. Non dico il fulgore dell’alba. Mi riferisco a qualche tremolio di aurora dalle dita rosate. Omero mi perdonerà. Siamo entrati nella piccola Europa dalla porta di servizio? E’ vero. Io neanche mi aspettavo di farlo con quel po’ po’, anzi popò,  di squadra. Questa qualificazione mette a rischio la prossima stagione? No, se si allestisce una rosa adeguata. E, stavolta sorrido nel dirlo, anche numericamente competitiva. Guardiamoci negli occhi. E’ umanamente impossibile smaltire tutte le pippe generosamente regalateci dal Condor. Quelle che rimangono serviranno per i preliminari, per le trasferte in Uzbekistan et similia.

Quanto alla partita, ero tutt’altro che sicura di vincere. Timore del Bologna? No. Paura del Milan. Mi  ritrovo all’intervallo con la solita espressione un po’ così, dopo l’unico sussulto, con imprecazione annessa, per l’occasionissima sprecata da Lapa. Non me ne potrebbe fregare meno dei Gobbi. Ricominciamo con Mati al posto di un imbarazzante Bertolacci. Capirai….. Non mi scompongo sul gol di Lapa. Ho la chiara percezione della sua irregolarità. Sorrido sulla sostituzione di un inguardabile Bacca con Honda. Da noi c’è sempre uno scambio di testimone tra giganti. Penso alla panchina della Juve e vedo i sorci verdi. Poi mi consolo con quella del Real. Mi telefona la mia amica Sonia, colpita dall’ingresso di Honda. Penso che sia inutile prendersela per chi è entrato. Concentriamoci sul sollievo per chi è uscito. Non ho nessuna aspettativa in salsa orientale. Invece il Giapponesino, dopo aver gestito pessimamente un’invitante palla in area, gioca bene. E anche Mati si dà da fare, eh! Splendida la palla recapitata a Deu, che segna l’uno a zero. Sulla bella punizione di Honda, che va a gonfiare la rete, rido. Sonia aveva previsto il gol in tempo reale. Basta che adesso non gli facciano un sontuoso triennale, eh! Ah, no. Non c’è più il Condor. Sono contenta per il gol di Lapa. La partita finisce. Sonia è felice. E pure io.

Archiviati partita e preliminari, siamo proiettati sul Mercato e sulla prossima stagione. Come sarebbe bello poter puntare alla zona Champions! Non so cosa accadrà. Quanto meno, però, ora non mi sento più figlia di un Dio minore. Dea Eupalla, guarda che adesso ci siamo anche noi! La speranza che Ricardo Rodriguez e Kessie siano nostri è grande. Aubameyang non mi attizza. A lui preferirei Morata. Non ce n’è per nessuno, però, di fronte a Belotti. Un esterno-  seconda punta alla Keita mi piacerebbe un sacco. E mi aspetto qualcosa di appetibile a centrocampo. Ma freniamo voglie, pizzicori, pulsioni, pruriti, aneliti. Staremo a vedere, dai. Zenone, il tuo paradosso mi fa un baffo. Certo che la freccia arriva. Ma la vera dimostrazione che la somma di infiniti termini può dare un risultato finito è la sospirata fine delle nostre infinite frustrazioni made in Giannino. Quante volte canticchiavo “ Dio delle città e delle immensità, se è vero che ci sei e hai viaggiato più di noi, vediamo se si può imparare questo Milan e magari un po’ cambiarlo, prima che ci cambi lui.” Silvio, Adriano, buuuu! Gian, Pooh! Ragazzi, com’è bello scherzare, dire stupidaggini, avendo nel cuore una punta di ottimismo. Speriamo bene! Forza Milan!

Chiara

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Categoria: Voglio essere Chiara

Sull'autore ()

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.