Christmas Carol

26 dicembre 2016 | Di | Rispondi Di più

I sogni si possono avverare? Anche quelli in cui non si ha neppure la forza di sperare? Sìììì!!!! C’ho le prove! E sono prove che rendono più dolce il mio Natale. Gobbi battuti! Incredibile e meraviglioso. Non tifo per loro 36 volte all’anno, io! Non mi spiace che vincano solo in due occasioni. E anche in questo paio di casi, forse, il risultato che prediligo è il pareggio. La vittoria, quindi, mi ha procurato una libidine immensa, che va ben al di là dell’importanza della Supercoppa. La partita l’ho vista a spizzichi e mozzichi. Colpa del problema che ho con la ricezione del segnale Rai. Fossi stata la Chiara di un tempo, sarei emigrata a guardarmela. Ma la Chiara di ora, mortificata, frustrata, avvilita, ha preso la cosa come un segnale del destino. Il mio pensiero? Il fato vuole che mi sia risparmiata la visione di una batosta tremenda. La convinzione si rafforza dopo che sullo schermo mi balena la fugace immagine del gol di  Chiellini. Figuriamoci, ce ne faranno un sacco. Spengo del tutto, mi dico. Il mio piccolo mostro juventino non c’è…. Potrei sintonizzarmi su Tl o 7 Gold, per sentire. Ma chi me lo fa fare? Mica sono masochista. E, anche se lo fossi, la squadra non è sadica. Quindi, al mio “ Ti prego, fammi male!”, risponderebbe tranquillamente “ Sì!”

Però non spengo. Vengo a sapere del pareggio di Jack alla fine del primo tempo, quando il segnale si degna di tornare, pur se traballante. Accolgo la notizia con una sottile smorfia di piacere. Però non mi illudo. Inizia la ripresa e, dopo pochi minuti, schermo ancora nero. Prendo la cosa con ammirevole pacatezza. Tanto…  Il segnale va e viene. Spesso la Tv balugina ed emette suoni gutturali. Mi pare di aver sentito di una grossa occasione per Bacca. I tempi regolamentari finiscono sull’ uno a uno. Chi l’avrebbe mai detto? Però non mi illudo. Via ai supplementari. Dopo un po’ avviene il miracolo. Gol del Milan? No. Il segnale diventa forte e chiaro e io vedo bene gli ultimi sgoccioli della partita. Evra segna in fuorigioco di un Km e ha pure il coraggio di lamentarsi. E’ proprio un gobbo. Che spavento su quell’enorme palla gol per Dybala. Andiamo ai rigori. Forza Gigio!

Marchisio segna il primo. Lapa si fa parare il secondo. Nooo!!! Ma non dico niente a Gianluca. Lui mi piace. E poi mica posso rimpiangere Niang. Mandzukic prende la traversa! Sìììììì!!!!!!!!! Jack sul dischetto. Non ho nemmeno la forza di fiatare. Gooollll!!!!!!! Sìììììì!!!!! Divento preda di un coinvolgimento emotivo pazzesco. D’altri tempi. Brividi caldi e freddi percorrono il mio corpo. Non so più dove stare. Il cuore mi batte all’impazzata. Mi assale un senso di precarietà vertiginosa, una sorta di ebbrezza da sospensione di certezze. Giungo alla conclusione che io non sono un essere normale proprio nell’istante in cui Higuain segna. Ora tocca a Kucka. Mamma mia… Goooollll!!!!! La mette dentro anche Khedira. Va Suso. Brrr!!!!! Goooooolllllll!!!!!!!! Al tiro si presenta Dybala. Gigio!!!!!!!!! Che parata! Sììììì!!!!! Gigio santo subito! Adesso è il turno di Pasalic. Trafiggo lo spazio-tempo, fregandomene anche del jet lag. Sono lì a Doha con lui. Lo accompagno sul dischetto. Dai, Croatino mio! Gooollll!!!!!! Esplodo in un urlo pazzesco. Fantozzi mi fa un baffo. Meno male che il mio piccolo mostro juventino non c’è. Mi viene da ridere e da piangere nello stesso tempo. Una gioia immensa, indescrivibile. Si è verificato l’impossibile. Ha ragione la Meccanica Quantistica. L’impossibile non esiste. E’ tutta una questione di probabilità. E, a volte, anche quelle più basse si conquistano il proscenio. Alzo al cielo il mio Christmas Carol. Dickens mi perdonerà. Lo spirito del Natale presente è rallegrato da questa impresa. Molto rallegrato! Voglio vedere la partita. La ridanno alle 21 su Rai Sport. Una parola. Alle 21 tolgono il segnale dal satellite e sul digitale non lo becco. Poi mi arriva l’illuminazione. Geniale e perfida. Ma sì, J Tv! E faccio bingo! Mi gusto tutto con calma. Che libidine! Assaporo il significato della parola “felicità”.

Torno a Christmas Carol. Lo spirito del Natale passato non mi interessa. Quello del Natale futuro…. Insomma, questa cappero di condivisione del Mercato di Gennaio a saldo zero mi raggela. Non voglio pensarci, per non guastarmi dolci momenti. Ma…. Questa squadra che va oltre le sue possibilità, questo allenatore così bravo meritano dei rinforzi a Gennaio! Li devono avere, per poter continuare a coltivare sogni che profumano di Champions. Come si fa a non capirlo? Come si fa, Silvio? Come si fa, Yanghong Li? E se lo meritano anche i beceri tifosi non evoluti, arrabbiati, inviperiti con la Società per i troppi scempi, per i troppi tradimenti. Basta poco per risvegliare la passione ardente, l’amore immenso per i colori, per la maglia della loro vita.  Caro Babbo Natale, pensaci tu.

Tanti auguri a tutti, ragazzi. Siete voi che ci seguite sul blog a darci la forza di andare avanti. Tutti insieme scalpitiamo, lottiamo perché la lunghissima, buia notte in cui ci ha precipitato il Giannino possa sfumare in un’alba piena di speranze. Godiamoci questa Supercoppa alzata in faccia ai Gobbi. Potrebbe essere l’inizio di qualcosa di bello, se venissero alla luce atti concreti e intelligenti da parte della Società vecchia e nuova. Altrimenti…. Comunque sia, ringraziamo i nostri giocatori e il nostro allenatore. Ci hanno regalato uno squarcio di Paradiso splendido e inaspettato. Buon Natale a loro.  Buon Natale e tanti complimenti a papà Seal e mamma Sara. Ora c’è una nuova rossonera, la piccola, meravigliosa Arianna. Buon Natale, Milan. Mio padre e Gianni Rivera ti hanno messo nel mio cuore. Nessuno riuscirà a sradicarti da lì. Tanto più se tifa Juve 36 partite su 38. Ancora tanti auguri, cuori rossoneri. Forza Milan!

Chiara

 

  

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Categoria: Voglio essere Chiara

Sull'autore ()

Se risalgo il lungo fiume della mia vita fino alle sorgenti, ci trovo sempre il Milan. Il primo? Quello di Rocco e del giovane Rivera. Molti sono meteoropatici. Io sono Milanpatica.Vivo le gioie e i dolori con la stessa dirompente intensità. Perdutamente innamorata di questi colori, non credo che l’amore sia quieta e serena accettazione. Se mi sento tradita, esplodo! E sono parole di fuoco! Ma poi, nonostante i miei fieri propositi, mi ritrovo sempre lì, immersa in un luogo dell’anima chiamato Milan.