A proposito del clima…

14 agosto 2017 | Di | Rispondi Di più

quando un giocatore agile e leggero come Lukaku guizza via, non c’è nulla da fare…

Questa vituperata Supercoppa Italiana, un trofeo diciamocelo francamente inutile e di poco conto, ha però il grande potere taumaturgico di allietarci le feste comandate: dopo il Santo Natale in letizia post-Doha, ecco arrivare una dolce brezza rinfrescante pre-ferragostana dall’Olimpico di Roma, dove è emerso in tutto il suo splendore il talento inarrivabile di un nostro grande ex, Duedipicche Giaciglio.
A coloro che di tanto in tanto muovono qualche critica all’operato del duo Fassone/Mirabelli, basterebbe ricordare che i nostri eroi sono riusciti nella titanica impresa di farsi mollare dai gobbi 12 milionazzi + bonus per questa pippa invereconda, solo per questo andrebbero incensati a prescindere.
E qualora vi venisse il sospetto che le mie parole abbiano il sapore del senno di poi, vi riporto quello che scrissi sul Fu Mattia in un post sul Night in tempi non sospetti, 15 settembre 2016:
Chiedo venia a chi la pensa diversamente, ma in tutta sincerità è proprio un giocatore che non sopporto, gli ho visto fare 3 partite decenti negli ultimi 2 anni, e 2 erano in nazionale, da laterale di spinta nel 3-5-2 di Conte: mezzi tecnici appena sufficienti, amnesie difensive ricorrenti ed imperdonabili, fragilità caratteriale conclamata… io avrei monetizzato da tempo al miglior offerente, qualunque esso sia, e se poi diventerà il nuovo Maldini (!) pazienza.
Non sono pochi gli utenti che anche su questo blog ribattevano: cediamolo pure, ma non alla Juve!  Ma come alla Juve no? Alla Juve sì!  Vuoi mettere la soddisfazione?

Non tutti però la pensano allo stesso modo, sia ben chiaro…prendiamo ad esempio quello che scriveva su Milan News un noto giornalista (?) legato alle cose rossonere, non so se svelarvi subito la sua identità…diciamo che è uno che tenta con poco successo di scimmiottare gli scritti del nostro Gauro Puma…l’articolo è datato 6 maggio 2017, leggete con attenzione:

Esattamente gli stessi che oggi massacrano Mattia De Sciglio, fra cinque mesi, nel malaugurato caso in cui passasse alla Juventus, saranno i primi ad accusare il Milan da non aver imparato abbastanza dall’errore di Pirlo. Film già visto e rivisto, scritto e riscritto… Se ci fosse stato un clima diverso su Andrea, anche se non devono ricadere sui tifosi le responsabilità di orientare le scelte di un grande Club e ognuno deve prendersi le sue, probabilmente al giocatore di Flero non sarebbe stato proposto un solo anno di contratto ma sarebbe accaduto qualcosa di diverso. Non è colpa di nessuno, ma si sa come vanno le cose: le società hanno le antenne dritte sugli umori dei tifosi.
Lo stesso rischio il Milan lo sta correndo per De Sciglio. I tifosi che oggi lo fischiano e lo insultano non lo vogliono più e dicono: cediamolo, ma non alla Juventus. Cari rossoneri, meglio intendersi, nel momento in cui giocatore va sul mercato con poco potere contrattuale interno, poi all’esterno se la cerca lui la squadra. Non la decide una platea inferocita. Quindi, attenzione. De Sciglio non sta facendo meraviglie nel Milan, per gli stessi motivi psicologici, anche diametralmente opposti, che accusava Pirlo. Andrea si sentiva forse troppo oscurato, Mattia si sente oggi troppo allo scoperto. De Sciglio è un ragazzo dolce, corretto, educato, milanista nel midollo. Ma in questi anni con tanti infortuni per lui e di tanti risultati negativi per la squadra, ha sofferto l’esistenza di leader veri nella squadra. Guarda caso, agli Europei 2016 in Francia, dove era coperto e tutelato da Buffon e Bonucci, da Barzagli e Chiellini, ha fatto bene. Quindi, venendo a noi, attenzione: siamo dell’opinione che Mattia vada recuperato alla causa milanista e rimesso alla prova in una nuova squadra rossonera più forte, più solida e più positiva. Perchè se viene lasciato in caduta libera, se va da loro, poi il Pirlo-2 sarà una situazione ineluttabile. E si è già dato in questo senso. O no?

Eccolo qua il Muezzin di Casa Milan, il dispensatore di patenti di tifo, il vero depositario dell’ortodossia rossonera, queste poche righe sono un concentrato della sua filosofia bacata, della sua disonestà intellettuale, del suo servilismo becero e, non ultimo, della sua totale incompetenza calcistica.
Per anni ha difeso l’indifendibile, prono ai voleri del suo manovratore in cravatta gialla, le colpe della sfacelo a cui abbiamo assistito non erano ascrivibili alle scelte scellerate della dirigenza ma al “clima” creato dai tifosi, era per colpa di quel “clima” che a Pirlo non era stato proposto un rinnovo triennale, che Muntari aveva dei ferri da stiro al posto dei piedi, che Destro non rispondeva al citofono, che Menez entrava in campo svogliato, in ultimo che De Sciglio giocava in maniera troppo timida, un ragazzo “dolce, corretto, educato, milanista fino al midollo”: insomma, in campo una pippa assoluta, ma se c’era da aiutare una vecchietta ad attraversare la strada era sempre il primo.
Sul perché un personaggio simile continui a scrivere vomitoriali su Milan News ho smesso da tempo di farmi domande, evidentemente ci sono logiche che mi sfuggono.
Una domanda però voglio porla a Guadagnini, professionista serio e stimato che è stato messo provvidenzialmente a capo della comunicazione rossonera: caro Fabio, ti sembra giusto che certi voltagabbana continuino a campare grazie al Milan? Ti sembra corretto che rimangano al loro posto persone incompetenti che hanno fatto di tutto per dividere in modo lacerante il tifo rossonero?

 

Dato che siamo alla vigilia di Ferragosto, preferisco chiudere con il sorriso, Milan News di oggi ci regala una chicca, un reportage imperdibile su un grande allenatore incompreso, un professionista serio e preparato che per migliorarsi ulteriormente ha deciso di andare a sciacquare i panni nel Fiume Giallo:

Christian Brocchi ha lasciato l’Italia dopo le esperienze sulla panchina della Primavera del Milan e su quella del Brescia per trasferisi in Cina, dove lavora nello staff di Fabio Capelo allo Jiangsu Suning. Intervistato da RadioSei, Brocchi ha parlato così sulla sua nuova vita: “E’ un mondo diverso perché culturalmente è diverso. Cose che per noi sono normali non lo sono per loro e viceversa. E’ un’esperienza bella che ti permette di allargare gli orizzonti. Conoscere nuove culture ti permette di migliorarti, ma anche di comprendere le cose belle e brutte che accadono nel mondo”

A queste perle di saggezza orientale, caro Christian, aggiungerei anche che “i giovani non sono più quelli di una volta” e che “non esistono più le mezze stagioni”, giusto per non farci mancare nulla…e mi raccomando, cerca di setacciare per bene il mercato dei droni, quelli cinesi d’importazione vengono via a niente.

 

Max

 

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Categoria: Vado al Max

Sull'autore ()

Il mio primo nitido ricordo del Milan risale all’8 aprile 1973, compleanno della buonanima di mio papà: sono sulle sue spalle a Marassi, e’ il Milan allenato dal Paron e da Cesare Maldini, vinciamo 4-1 e lui mi indica la 10 di Gianni Rivera…
Da allora tutta una vita accanto ai nostri colori, vivendo con la stessa passione gioie e delusioni, cadute e rinascite, disfatte e grandi trionfi, fino alla foto a fianco…ecco, il mio Milan è finito lì, dopo è iniziata l’era del Giannino….ma adesso, forse, si ricomincia.