{"id":4497,"date":"2018-05-12T09:00:08","date_gmt":"2018-05-12T07:00:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.milannight.com\/?p=4497"},"modified":"2018-05-12T09:00:08","modified_gmt":"2018-05-12T07:00:08","slug":"ritratti-jose-juan-altafini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/milan-history\/ritratti\/ritratti-jose-juan-altafini\/","title":{"rendered":"Ritratti &#8211; Jose Juan Altafini"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il quarto d\u2019ora granata \u2013<\/strong> Nelle nostre peregrinazioni alla ricerca delle storie dei grandi milanisti del passato abbiamo gi\u00e0 incontrato, direttamente o indirettamente, i dominatori del calcio negli anni \u201940 e \u201950 del secolo scorso. Schiaffino, Di Stefano e Puskas ma anche Liedholm, Nordhal, Kopa e Gento. Quasi tutti concentrati nel Milan e nel Real Madrid. Manca un nome, quello che, a detta di molti, era addirittura il pi\u00f9 grande di tutti: Valentino Mazzola. Lombardo di Cassano d\u2019Adda, cresce calcisticamente nel Venezia e raggiunge la gloria nel Torino costruito da Ferruccio Novo. La descrizione tecnica di Valentino \u00e8 semplicemente ridicola: mezzala (ma anche attaccante) dotato di grande forza fisica (e di tecnica sopraffina), ha un gran tiro, visione di gioco, dribbling, colpo di testa, velocit\u00e0 e resistenza. Ha un grande tackle, recupera palloni in ogni zona del campo, imposte le azioni e spesso le va a concludere. Ridicola nel senso che chi lo ha visto giocare testimonia che, in realt\u00e0, era anche pi\u00f9 forte. Buonanotte\u2026 Come se non bastasse quelli che giocano con lui sono pi\u00f9 o meno sullo stesso livello ed ecco per sei anni in Italia si gioca solo per il secondo posto. Per dare un\u2019idea, i giocatori del \u201cGrande Torino\u201d spesso in campo \u201ccazzeggiano\u201d. S\u00ec, avete letto bene. Capita nelle partite in cui sanno di essere nettamente superiori. Per una sessantina di minuti \u201ccazzeggiano\u201d sullo zero a zero in attesa di tre squilli di tromba che arrivano dagli spalti del Filadelfia. Valentino si rimbocca le maniche e il Toro gioca un calcio divino per quindici minuti seppellendo gli avversari di gol.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4498\" aria-describedby=\"caption-attachment-4498\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-4498\" src=\"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/v2\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Mazola-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4498\" class=\"wp-caption-text\">Rendiamo omaggio anche al Grande Torino<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Solo il fato li vinse<\/strong> \u2013 \u201cCapitano, non si vede niente\u2026\u201d \u201cDai, coraggio, ancora poco e arriviamo alla pista\u2026\u201d \u201cCapitano, io non vedo le luci dell\u2019aerop\u2026\u201d. Sono le 17,05 del 4 maggio del 1949 ed il destino presenta il conto ad una squadra che non poteva essere sconfitta se non da una nebbia fittissima (il 4 maggio!?!?!?) e dai bastioni della collina di Soperga. Il Torino sta rientrando da una amichevole a Lisbona che coster\u00e0 la vita a tutti i presenti su quel maledetto volo e, probabilmente, il mondiale numero tre all\u2019Italia. Gi\u00e0, perch\u00e9 nel 1947 la nazionale (il Grande Torino pi\u00f9 il portiere della juve) ha gi\u00e0 affrontato l\u2019Ungheria di Puskas ed ha vinto 3 a 2. Ma per quale motivo i granata stanno tornando da un\u2019amichevole a Lisbona? Perch\u00e9 sono una squadra richiesta in tutto il mondo per la sua forza e la sua spettacolarit\u00e0. Tanto \u00e8 vero che nel 1948 vanno in Brasile per una tournee. E il paese carioca dove il calcio \u00e8, come in tutto il Sud America, autoreferenziale, autoctono e nazionalista, va gi\u00f9 di testa. Cos\u00ec tanto che Jose Juan Altafini, figlio di italiani emigrati in Brasile, si becca, in virt\u00f9 di una certa somiglianza fisica, il soprannome di Mazola (con una sola zeta) che finisce anche sulla maglia della <em>Selecao. <\/em>E&#8217; la casacca\u00a0con cui gioca in Italia alcune amichevoli di preparazione ai mondiali di Svezia facendo breccia nei cuori dei dirigenti rossoneri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una lettera di differenza<\/strong> \u2013 Da Mazzola a \u201cMazola\u201d c\u2019\u00e8 un abisso perch\u00e8 calcisticamente i due non c\u2019entrano nulla; Jose \u00e8 una punta pura mentre l\u2019altro \u00e8 un \u201ctuttocampista\u201d. Di simile hanno forse la forza fisica dato che Jose \u00e8 bello grosso ma la sua dote migliore \u00e8 che la butta dentro con una continuit\u00e0 mostruosa. Anche a Svezia \u201858 dove si laurea campione del mondo insieme al diciassettenne Edson Arantes do Nascimiento. Altafini arriva a Milano da trionfatore. Ha vent\u2019anni, \u00e8 belloccio, famoso e con dei soldi in tasca. I calciatori dell\u2019epoca non prendevano quello che prendono i loro colleghi odierni ma poveri non erano nemmeno allora. Voi al posto suo non avreste fatto la bella vita? Alla sera i dirigenti del Milan devono andare a cercarlo nei locali della citt\u00e0 fino a quando lo pesca Gipo Viani che alla distribuzione dell\u2019umorismo ha trovato la coda ed ha deciso di non prenderne nemmeno un po\u2019. \u201cMazola\u201d lo vede ed usa la sua prestanza fisica per saltare dietro ad un divanetto. \u201cConiglio\u201d \u00e8 la sentenza del Direttore Tecnico dei rossoneri ed \u00e8 Cassazione. Tra i due smetter\u00e0 di correre buon sangue nonostante le caterve di gol che Jose mette in porta. Vero che giocare con Liedholm, Grillo e schiaffino ti semplifica le cose ma lui \u00e8 una macchina. Per i soli parziali, il primo anno sono trentaquattro di cui ventotto in campionato. Scudetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La partita della vita<\/strong> \u2013 I tifosi lo adorano. Ha raccolto la difficile eredit\u00e0 del Pompierone\u00a0Nordhal del quale ha meno forza fisica (ovviamente) ma pi\u00f9 tecnica. Segnare \u00e8 una vocazione, un\u2019impellente necessit\u00e0 fisica ed i primi quattro anni sono 28, 20, 22 e 22. Centootto contando le reti di tutte le competizioni. E poi ha la stessa malattia di Shevcenko, fare gol all\u2019Inter. La stagione \u201862\/\u201963 segna una flessione del numero dei gol in campionato; Viani continua la sua crociata (\u201cE\u2019 un coniglio\u201d) ma Nereo Rocco, che nel frattempo \u00e8 diventato allenatore del Milan, lo difende a spada tratta (\u201cMon\u00e0de\u201d, stupidate in triestino). In compenso, \u201cMazola\u201d devasta le reti d\u2019Europa portando di peso i suoi fino alla finale di Wembley contro il Benfica di un\u2019altra stella di fama mondiale, Eusebio. Loro sono fortissimi: dal portiere Costa Pereira al trio offensivo Jose Augusto, Torres, Simoes passando per la \u201cperla del Mozambico\u201d Eusebio. Infatti andiamo sotto proprio per un gol della \u201cPantera Nera\u201d al diciottesimo minuto. Giochiamo male e nello spogliatoio Rocco deve aprire la borsa dei trucchi. Ce n\u2019\u00e8 per tutti, compreso Jose: \u201c<em>Ci\u00f2<\/em>, ha ragione Viani. Sei un coniglio\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Secondo tempo<\/strong> \u2013 Loro sono forti, noi di pi\u00f9. L\u2019altro allenatore del Milan, Cesare Maldini, sistema le marcature; Trapattoni prende la gomma e cancella Eusebio dal campo; Dino Sani disegna calcio e Gianni Rivera\u2026 beh, \u00e8 Gianni Rivera. \u00c8 suo il tiro respinto dal portiere che Altafini ribatte in rete come suo \u00e8 l\u2019assist per il 2 a 1 di Jose. Il \u201cconiglio\u201d, trasformato dalla sfuriata di Rocco, trascina la squadra e segna le reti numero tredici e quattordici della sua Coppa dei Campioni. Serviranno cinquanta anni ed un Ronaldo, Cristiano, per fare di meglio con diciassette marcature. Roba da fenomeni.<br \/>\nTorniamo al nostro bomber. Quella stagione Jose segna trentuno gol, \u00e8 la sua seconda stagione pi\u00f9 prolifica e permette al capitano Cesare Maldini di sollevare, primo italiano, la Coppa dei Campioni. Per\u00f2, proprio in quella stagione inizia il suo secondo tempo. Il rapporto con il Milan si guasta ed il presidente Riva tarda a rinnovargli il contratto. Mazola si innervosisce, il suo procuratore anche. Gi\u00e0, perch\u00e9 primo tra tutti Altafini ha il procuratore. A lui il contorno del calcio interessa poco e si fa rappresentare da suo zio. Nella stagione \u201864\/\u201965 il patatrac. Il Milan viene affidato a Nils Liedholm e vola nonostante Altafini segni pochissimo. Riva tentenna e Jose scappa in Brasile. Viani gongola e non c\u2019\u00e8 Rocco a proteggerlo. Linea dura fino a quando il ragazzo si fa prendere dalla \u201cnustalgia\u201d del panettone e, proprio sotto Natale, spedisce una cartolina di auguri al presidente. Viani si incazza ma lo fanno rientrare e lo reintegrano in rosa. \u00c8 un disastro. Il Milan si pianta e, nonostante i nove punti di vantaggio, perde lo scudetto. Indovinate a chi va la colpa?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Core \u2018ngrato<\/strong> \u2013 Viene messo sul mercato dopo duecentoquarantacinque partite e centosessantuno reti. Meglio di lui solo Nordhal (221), Shevcenko (175) e Rivera (164). \u00c8 uno dei cinquanta migliori di sempre nella storia del Milan e probabilmente uno dei cinque migliori centravanti della nostra storia costellata di fenomenali numeri \u201c9\u201d. Con la valigia piena di vestiti e rammarico Jose prende la strada di Napoli ma, rubando le parole a Evita Per\u00f2n, \u201cdon\u2019t cry for me Argentina\u201d. Mazola \u00e8 pieno di vita e risorse. E di vite se ne fa almeno altre tre. La prima come stella del Napoli (altri 97 gol in 234 partite) in coppia con Omar Sivori; \u201cFacciamo un patto: \u201cOmar, tu sei il re della citt\u00e0 e io sono contento, basta che mi fai fare due gol a partita\u201d. Ha funzionato ma anche questa finisce cos\u00ec e cos\u00ec quando saluta tutti per andare a Torino nonostante i trentaquattro anni. Vita numero quattro: non potendo pi\u00f9 fare una stagione intera da titolare si inventa il ruolo di primo cambio e regala alla gobba trentasette gol il centodiciannove scampoli di partita e due scudetti di cui uno in volata sul \u201csuo\u201d Napoli che gli vale, oltre al titolo di campione d\u2019Italia, anche quello di <em>core \u2018ngrato<\/em> cinquanta anni prima di Gonzalo Higuain. Vita numero cinque: commentatore televisivo, voce di videogiochi, speaker radiofonico e doppiatore di cartoni animati. E siccome non vogliamo farci mancare nulla c\u2019\u00e8 anche la vita numero sei, quella privata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Scandalo rosa, scandalo azzurro<\/strong> \u2013 Nella squadra che vince la Coppa dei Campioni nel maggio del \u201963 i compagni di reparto di Jose sono Mora e Pivatelli, il loro sostituto \u00e8 Paolo Barison, detto il Bisonte per la sua forza fisica. Paolo oltre a quella ed un buon fiuto per il gol ha anche una moglie bellissima, Annamaria Galli. Gi\u00e0 sapete\u2026 Jose va a Napoli, caldeggia l\u2019ingaggio di Barison e scoppia lo scandalo in un paese che proprio in quegli anni sta affrontando il lacerante confronto sul divorzio. I due convoleranno a nozze ma solo dopo la morte dei rispettivi ex coniugi che nel caso del Bisonte avviene nel 1979 in un incidente stradale sull\u2019Autostrada dei Fiori. Sarebbe finita se non fosse che ci sarebbe da affrontare il tema della nazionale o, meglio, delle nazionali. Perch\u00e9 Mazola diventa campione del mondo con il Brasile di Pel\u00e8 e Garrincha mentre Altafini, essendo \u201coriundo\u201d, viene chiamato a furor di popolo a difendere i colori azzurri nel mondiale del 1962. In una spedizione che, partita con mille speranze, torn\u00f2 dal Sud America con una eliminazione brutta ed ingloriosa che varr\u00e0 la chiusura definitiva agli oriundi nella storia del nostro calcio.<br \/>\nMa una cosa facile, Jose? Una\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Pier<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il quarto d\u2019ora granata \u2013 Nelle nostre peregrinazioni alla ricerca delle storie dei grandi milanisti del passato abbiamo gi\u00e0 incontrato, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":4499,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[74],"class_list":["post-4497","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ritratti","tag-pier"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4497","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4497"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4497\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4499"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4497"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4497"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4497"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}