{"id":40435,"date":"2026-07-31T08:00:51","date_gmt":"2026-07-31T06:00:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.milannight.com\/?p=40435"},"modified":"2026-09-09T16:14:50","modified_gmt":"2026-09-09T16:14:50","slug":"il-capitano-ce-solo-il-capitano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/post\/redazionali\/il-capitano-ce-solo-il-capitano\/","title":{"rendered":"IL CAPITANO C&#8217;E&#8217; SOLO IL CAPITANO"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; arrivata la notizia che nessuno di noi avrebbe mai voluto sentire: il Capitano se n&#8217;\u00e8 andato. Ogni milanista avr\u00e0 il groppo in gola per un pezzo di cuore che se ne va troppo presto, lasciando un dolore immenso.<br \/>\nPer questo vi lasciamo solo qualche breve pensiero per un uomo, un simbolo che meglio di chiunque altro ci ha rappresentato e ci rappresenta. <em>(Post in continuo aggiornamento)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Franco per me \u00e8 il Milan e non lo dico come frase fatta. Ero un bambino al primo anno delle elementari proveniente da una famiglia atea calcisticamente e non sapevo che squadra tifare. Di certo i colori rossoneri mi piacevano, ma ci\u00f2 che mise un punto a tutto fu un giocatore che entr\u00f2 in scivolata con l&#8217;ovazione del pubblico. Aveva uno sguardo fiero, era sicuro, sembrava un comandante, colui a cui ti affidi sempre e comunque perch\u00e8 lui sapeva esattamente cosa fare. Da l\u00ec divenni milanista, incarnava esattamente lo &#8220;spirito dell&#8217;eroe&#8221;, del guerriero mai domo e da quel momento l&#8217;unico ruolo in cui ho desiderato giocare \u00e8 sempre stato quello di difensore centrale perch\u00e8 nulla era meglio di impersonificarsi in Franco Baresi. Per me se ne va un vero mito, un vero supereroe dell&#8217;infanzia e ve lo scrivo con gli occhi lucidi di chi perde qualcuno di molto importante. <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>(Seal)<\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Franco Baresi, il mio Capitano: il faro nella tempesta che mi ha insegnato cosa significa amare il Milan. \u200bCi sono calciatori che vincono trofei e ci sono uomini che diventano l&#8217;anima di una squadra. Per me, Franco Baresi \u00e8 stato e sar\u00e0 per sempre l&#8217;anima del mio Milan.<\/em><br \/>\n<em>Se oggi qualcuno mi chiede cosa sia davvero il Milan, io non rispondo pensando a un logo, a uno stadio moderno o a una coppa ricoperta d&#8217;argento. Io penso a Franco Baresi. Penso al mio Capitano di mille battaglie, che ho visto guidare la difesa con la fascia al braccio e la testa sempre alta, sia sotto le luci luccicanti della Coppa dei Campioni, sia sui campi spietati della cadetteria.<\/em><br \/>\n<em>\u200bPer me \u00e8 stato facile amarlo quando alzavamo i trofei pi\u00f9 prestigiosi del mondo, ma il mio legame con lui si \u00e8 saldato per sempre nei momenti pi\u00f9 difficili. Per me \u00e8 stato un vero e proprio supereroe in campo soprattutto quando il mondo sembrava girarsi dall&#8217;altra parte, quando non dominavamo in Italia o in Europa e la nostra storia sembrava scivolare nel buio. Non potr\u00f2 mai dimenticare quei pomeriggi polverosi di Serie B: l&#8217;ho visto correre a Campobasso, lottare a San Benedetto del Tronto, battagliare a Varese e a Cava de&#8217; Tirreni. In quegli anni bui, dove io e tantissimi altri tifosi ci sentivamo completamente dispersi e smarriti, Franco ci ha presi per mano. La sua luce \u00e8 stata il nostro faro.<\/em><br \/>\n<em>\u200bRicordo che era poco pi\u00f9 di un ragazzo, ma in campo ai miei occhi si muoveva gi\u00e0 come un gigante. Fin da quel giorno in cui il Barone Nils Liedholm lo ha fatto esordire in Serie A, quando non era ancora neanche maggiorenne, ha dimostrato una maturit\u00e0 fuori dal comune. La vita gli ha chiesto di diventare grande in fretta e lui ha risposto presente, caricandosi sulle spalle il peso di una maglia che \u00e8 diventata la sua seconda pelle.<\/em><br \/>\n<em>\u200bFranco ha vestito i nostri colori per vent\u2019anni, senza mai un rimpianto, senza mai uno sguardo indietro. E c&#8217;\u00e8 una sua frase che mi \u00e8 rimasta scolpita nell&#8217;anima come un mantra, detta con la semplicit\u00e0 e la dignit\u00e0 dei grandissimi: \u201cIl Milan \u00e8 la squadra che mi ha fatto diventare prima uomo e poi calciatore ed io resto qui. Se anche si deve affondare, si affonda insieme\u2026\u201d. \u200bE lui non \u00e8 affondato mai. Nemmeno quando la tempesta della Serie B ci ha travolti per due volte.<\/em><br \/>\n<em>Quegli anni d&#8217;inferno non lo hanno scalfito, anzi: hanno temprato ancora di pi\u00f9 il suo spirito. \u00c8 stato e \u00e8 rimasto un Casciavit nell\u2019animo: orgoglioso, umile, indistruttibile. Il suo \u00e8 stato un atto di fede puro, di quelli che nel calcio di oggi non esistono pi\u00f9. \u200bLa storia, alla fine, ha ripagato quel suo amore sviscerato con una pioggia di trionfi leggendari. Ma io so che la coppa pi\u00f9 grande che Franco ha alzato al cielo non \u00e8 stata di metallo prezioso: \u00e8 stata il rispetto eterno di chiunque ami questo gioco, persino dei nostri rivali.<\/em><br \/>\n<em>\u200bPer me \u00e8 stato il punto di riferimento che non tremava mai, la certezza a cui mi aggrappavo nei momenti di sofferenza, il coraggio quando intorno c&#8217;era solo buio. Descrivere uno come Franco Baresi per me \u00e8 un\u2019impresa quasi impossibile, perch\u00e9 i simboli non si descrivono: si vivono. \u200bOggi il campo si fa silenzioso, ma la sua luce rimane qui a illuminare la mia strada di tifoso. Grazie di tutto, mio eterno Capitano. W Milan <strong>(Harlock)<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Addio Capitano.\u00a0Uomo vero e porto sicuro in ogni tempesta.<\/em><br \/>\n<em>Sei stato in assoluto il giocatore che ho amato di pi\u00f9 nei miei sessant&#8217;anni da milanista: leader silenzioso e carismatico, giocatore immenso per tecnica, cuore e temperamento, esempio per compagni ed avversari. Simbolo pi\u00f9 di chiunque altro dell&#8217;essenza stessa di essere milanista, nella buona come nella cattiva sorte, due volte nella polvere, infinite volte sull&#8217;altare.<\/em><br \/>\n<em>Con te se ne va un Milan che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, e di cui non possiamo far altro che custodire gelosamente il ricordo, riposa in pace <strong><span style=\"color: #ff0000;\">(Max)<\/span><\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Per motivi anagrafici non ho avuto la fortuna di vivere il tempo di Rivera, ma ho fatto in tempo a vedere una sequenza di Capitani che non ha eguali al mondo. Franco e Paolo. Ma se Paolo era il cavaliere &#8220;arthuriano&#8221; senza macchia, figlio di nobilt\u00e0 e che sedeva nella tavola rotonda, Franco era un po come &#8220;Il calvo&#8221;, protagonista delle nostre favole da bambino. Il figlio del popolo che va ad uccidere il drago e salva il villaggio. Senza doti apparenti, ma con dentro di s\u00e9 tutto il coraggio, la forza, la determinazione, l&#8217;anima &#8220;casciavit&#8221; e l&#8217;astuzia del popolo. Non gli interessa cambiare il mondo, vuole solo uccidere il drago e salvare il villaggio. E&#8217; il popolo stesso. Ecco, questo era Franco per me. Il figlio del Milan, rappresentante del popolo del Milan e uccisore del drago per noi. Uno cos\u00ec lo puoi solo amare. Grazie di tutto Franco! Grazie Capitano! 6 tutti noi, 6 il Milan! <strong>(Peshku83)<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Mi sono avvicinato al calcio troppo tardi per poter ammirare in pieno tutta la sua carriera. Del Baresi milanista il ricordo che mi viene subito in mente \u00e8 il goal a Padova che apr\u00ec la stagione del quindicesimo scudetto. Quello che per\u00f2 di lui mi rimane scolpita nella memoria \u00e8 la sua avventura a USA &#8217;94. In soli 24 giorni dalla rottura del menisco, torn\u00f2 in campo per disputare una finale, con il caldo massacrante degli Stati Uniti dell&#8217;epoca; finale in cui praticamente da solo e senza un ginocchio, ferm\u00f2 l&#8217;attacco del Brasile che aveva come punta di diamante Romario. Di lui mi hanno sempre raccontato molti amici che hanno avuto la fortuna di vivere il periodo d&#8217;oro berlusconiano ma anche il periodo buio della serie B. La sua grandezza si rivive in un aneddoto che mi \u00e8 stato raccontato. Il calciatore che ha raccolto la sua eredit\u00e0 e Baresi dovevano girare uno spot pubblicitario. Baresi era in ritardo, allora il regista propose di iniziare le riprese senza di lui. Ferma opposizione del figlio di Cesare che rispose: &#8220;Senza IL capitano io non faccio niente&#8221;. Penso sia stato un punto di riferimento fondamentale prima di tutto per gli uomini e poi per i calciatori che hanno fatto grande la nostra squadra. Titanio puro in campo, nella vita purtroppo \u00e8 stato fragile, come tutte quelle persone che se ne vanno per un male bastardo come il suo. 6XSEMPRE CAPITANO! <strong><span style=\"color: #ff0000;\">(Deadoc3)<\/span><\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"color: #000000;\">Ciao, Franco. Tu 6 x sempre. Sei leggenda, sei passione, sei amore. Ti ho visto esordire a Verona il 23 Aprile 1978, Piscinin. Era la prima volta che tornavo al Bentegodi dopo il tremendo 20 Maggio 1973. Fu amore a prima vista. E la mia meravigliosa storia d&#8217;amore con te \u00e8 continuata, diventando, se possibile, sempre pi\u00f9 intensa. Si dice che ti accorgi di invecchiare, quando il tuo calciatore preferito \u00e8 pi\u00f9 giovane di te. Ecco, Franco, tu mi hai fatto provare questa sensazione. Ti ho voluto, anzi ti voglio, tanto bene. Ti immagino lass\u00f9, in cielo, a rincorrere un pallone con la maglia rossonera, la tua seconda pelle. Scusami, ma non riesco a proseguire, perch\u00e9 sono accecata dalle lacrime. Le leggende non muoiono mai. Tu vivi e vivrai per sempre, fino a che ci sar\u00e0 il Milan, perch\u00e9 tu sei il Milan. Il nostro cuore \u00e8 tuo, Franco. Che la Terra ti sia lieve, campione. <\/span><strong>(Chiara)<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Di Baresi ho visto la parte finale della sua carriera, un po\u2019 per l\u2019et\u00e0, un po\u2019 perch\u00e9 nei primi anni \u201890 delle pay-tv, delle partite in diretta e degli highlights disponibili on demand neanche (o quasi) l\u2019ombra. Le sue prime partite di cui ho memoria risalgono a USA \u201894. Nemmeno troppe, tra l\u2019altro, dal momento che contro la Norvegia ecco il crack del menisco. Ricordo per\u00f2 Italia-Brasile, arrivata due mesi dopo quel Barcellona-Milan saltato per squalifica. Probabilmente la singola prestazione difensiva migliore di tutti i tempi. Una partita a cui nemmeno il rigore sbagliato nella lotteria finale dagli 11 metri pu\u00f2 togliere qualcosa o scalfire la grandezza. Per me Baresi \u00e8 stato, un po\u2019 per questo, un po\u2019 per i racconti di mio nonno milanista, qualcosa di inarrivabile, intoccabile e insondabile. Come pu\u00f2 esserlo una divinit\u00e0 di cui avverti la presenza ma che non puoi mai essere in grado di conoscere davvero fino in fondo. Una divinit\u00e0 fatta uomo, che sapeva piangere e non aveva vergogna di farlo, come quel giorno del luglio 1994 tra le braccia di Sacchi o quella sera dell\u2019ottobre 1997, con l\u2019interminabile ultimo giro di campo tra le lacrime, sue e dei tifosi rossoneri. \u00c8 stato, \u00e8 e sar\u00e0 per sempre la pietra angolare su cui si fonda il milanismo, spuntata quasi per caso ottant\u2019anni dopo la fondazione del Club, la singola e unica persona in cui si incontrano i nostri valori: il sacrificio, il coraggio, la leadership, l\u2019umilt\u00e0, la capacit\u00e0 di soffrire, ma soprattutto la consapevolezza che \u00e8 attraverso la sofferenza e il sacrificio che si pu\u00f2 acquistare grandezza. Una grandezza che non equivale al vincere sempre, ma al poter sempre camminare a testa alta, con la consapevolezza e l\u2019orgoglio di aver fatto tutto e dato tutto. Che fosse per la maglia, per i compagni, per la famiglia. Franco Baresi \u00e8 per me un esempio di Capitano, Calciatore, Milanista, ma soprattutto Uomo. Viva il Capitano. <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>(Fabio)<\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Oggi non \u00e9 solo mancato un uomo, un marito, un padre.<\/em><br \/>\n<em>Non un giocatore di calcio, per quanto immenso.<\/em><br \/>\n<em>Non un capitano, per quanto risoluto e carismatico.<\/em><br \/>\n<em>Oggi sono venuti a mancare un modo, un sistema, un esempio.<\/em><br \/>\n<em>Oggi e venuto a mancare il calcio cosi come lo conosciamo perch\u00e9 esiste il calcio di Franco ed il calcio dopo Franco che, se mi permettete, \u00e9 purtroppo tutta un\u2019altra cosa.<\/em><br \/>\n<em>Addio Capitano \ud83d\ude25 <strong>(Axel)<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Franco, non te ne sei andato. Nel momento pi\u00f9 duro della nostra storia hai solo deciso di difendere i nostri colori da lass\u00f9. Libero, come sempre. Non hai mai avuto bisogno di tante parole, i fatti e i tuoi sguardi hanno creato il tuo Mito. 6 il pi\u00f9 grande che io abbia mai amato, 6 il mio capitano, 6 la maglia rossonera. Ciao. <span style=\"color: #ff0000;\"><strong>(Johnson)<\/strong><\/span><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; arrivata la notizia che nessuno di noi avrebbe mai voluto sentire: il Capitano se n&#8217;\u00e8 andato. 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