{"id":40118,"date":"2026-06-23T07:00:26","date_gmt":"2026-06-23T05:00:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.milannight.com\/?p=40118"},"modified":"2026-06-23T07:00:26","modified_gmt":"2026-06-23T05:00:26","slug":"storie-di-calciomercato-roberto-baggio-in-rossonero-il-capolavoro-mancato-del-posto-giusto-nel-momento-sbagliato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/milan-history\/ricordi-rossoneri\/storie-di-calciomercato-roberto-baggio-in-rossonero-il-capolavoro-mancato-del-posto-giusto-nel-momento-sbagliato\/","title":{"rendered":"Storie di Calciomercato: Roberto Baggio in rossonero, il capolavoro mancato del &#8220;posto giusto nel momento sbagliato&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>\u200b\u201cNel 1990 lo avevamo quasi preso, ma l\u2019avvocato Agnelli chiese a Berlusconi di lasciare alla Juventus almeno il giocatore, visto che in quegli anni il Milan aveva raccolto un gran numero di trofei. Poi, qualche anno dopo, siamo riusciti a comprarlo\u201d.<\/strong><\/em><br \/>\nQuesta \u00e8 una delle grandi verit\u00e0 del calciomercato italiano, un aneddoto iconico che Adriano Galliani ama raccontare ogni volta che si riavvolge il nastro della memoria e si pronuncia un nome che fa battere il cuore a chiunque ami il calcio: Roberto Baggio.<\/p>\n<p>\u200bDietro questa confessione nostalgica si nasconde uno dei pi\u00f9 grandi &#8220;sliding doors&#8221; della storia del Milan. Il calcio, esattamente come la vita di tutti i giorni, \u00e8 una complessa questione di tempismo. Bisogna avere la fortuna e la coincidenza astrale di trovarsi nel posto giusto, ma soprattutto nel momento giusto. Una regola aurea che, purtroppo, non si applica alla perfezione quando le strade del Divin Codino e del Diavolo finiscono finalmente per incrociarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u200bPer assistere alla fumata bianca bisogna aspettare l&#8217;estate del 1995. Roberto Baggio \u00e8, senza discussione alcuna, uno dei top player assoluti del calcio mondiale. Solo due anni prima, nel 1993, ha sollevato al cielo il Pallone d\u2019oro e ha trascinato la Juventus a suon di gol e giocate celestiali. Eppure, a Torino l&#8217;aria si \u00e8 fatta improvvisamente pesante. L&#8217;avvento di Marcello Lippi sulla panchina bianconera e la fragorosa esplosione del giovane Alessandro Del Piero incrinano definitivamente il feeling tra il numero 10 e la dirigenza juventina. Baggio non \u00e8 pi\u00f9 intoccabile, la Vecchia Signora \u00e8 pronta a sacrificarlo.<\/p>\n<p>\u200bI dirigenti rossoneri, sempre attentissimi alle opportunit\u00e0 d&#8217;oro che offre il mercato, fiutano l&#8217;affare del decennio. Capiscono che quello \u00e8 il momento esatto per inserirsi, per sferrare l&#8217;attacco decisivo e regalare al popolo milanista quel genio che era sfuggito cinque anni prima. Segue una trafila classica del giornalismo estivo: smentite di rito, indiscrezioni sussurrate a mezzo stampa, clamori mediatici. Poi, il 6 luglio 1995, arriva l&#8217;ufficialit\u00e0. Roberto Baggio passa al Milan per una cifra vicina ai 20 miliardi di lire, firmando un contratto da 2 miliardi delle vecchie lire all\u2019anno. Sulla carta, \u00e8 un matrimonio da sogno, l&#8217;unione tra la squadra pi\u00f9 gloriosa del decennio e il calciatore pi\u00f9 poetico d&#8217;Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u200b\u200bLa realt\u00e0 del campo, per\u00f2, restituisce un&#8217;istantanea diversa, venata da una sottile malinconia. L&#8217;avventura di Baggio in rossonero lascia fin da subito un sapore di incompiuto, il retrogusto amaro di un qualcosa che avrebbe potuto essere leggendario e che invece si limita a essere &#8220;soltanto&#8221; normale. Il fantasista arriva a Milano in una fase delicata: il ciclo degli Invincibili di Fabio Capello sta vivendo una transizione profonda, l&#8217;intensit\u00e0 sta calando e gli ingranaggi non sono pi\u00f9 fluidi come un tempo.<br \/>\n\u200bNonostante le difficolt\u00e0 strutturali, il primo anno si chiude con la conquista dello Scudetto. \u00c8 il titolo numero quindici della storia milanista, ma Baggio non riesce mai a sentirsi pienamente integrato nel cuore del progetto tecnico. Un po&#8217; per via di una serie di contrattempi fisici che ne frenano la continuit\u00e0, un po&#8217; per l&#8217;immensa concorrenza interna in un reparto offensivo stellare, il talento di Caldogno fatica a trovare la sua centralit\u00e0 assoluta. Spesso parte dalla panchina, spesso viene sostituito, faticando a esprimere quella leadership tecnica che lo ha reso unico al mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u200bSe il primo anno \u00e8 complicato, il secondo capitolo si rivela persino peggiore. All&#8217;inizio della stagione 1996\/97, il nuovo mister \u00d3scar Tab\u00e1rez prova a cambiare le carte in tavola. Il tecnico uruguaiano decide di metterlo al centro del suo progetto tattico, consegnandogli le chiavi della squadra. L&#8217;illusione, tuttavia, dura pochissimo. I risultati non arrivano, la panchina salta e la societ\u00e0 richiama di corsa Arrigo Sacchi.<br \/>\n\u200b\u00c8 l&#8217;inizio della fine dell&#8217;esperienza rossonera di Baggio. Il ritorno del tecnico di Fusignano fa riemergere istantaneamente i vecchi dissapori, le incomprensioni tattiche e le ruggini mai smaltite della spedizione mondiale di USA &#8217;94. Il rapporto tra il rigido dogmatismo di Sacchi e la libert\u00e0 creativa di Baggio \u00e8 da sempre conflittuale, e a Milanello si consuma l&#8217;atto finale. Il minutaggio del fantasista crolla, l&#8217;entusiasmo si azzera e, dopo due sole stagioni e un totale di 67 presenze e 19 reti, l&#8217;avventura si chiude mestamente. Il Divin Codino saluta Milano per andare a rinascere a Bologna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u200b\u200bLa parabola di Roberto Baggio al Milan resta cos\u00ec l&#8217;emblema di un campione immenso che, nonostante un bagaglio tecnico e umano sconfinato, non incontra mai l&#8217;ambiente e il contesto ideali per poter risplendere al massimo delle sue potenzialit\u00e0. Ed \u00e8 qui che torna a galla, prepotente, il rimpianto legato a quell&#8217;aneddoto del 1990 raccontato da Galliani.<br \/>\n\u200bCosa sarebbe successo se l&#8217;Avvocato Agnelli non avesse chiesto quel favore a Berlusconi? Se Baggio fosse sbarcato a Milano nell&#8217;estate del 1990, nel pieno della sua giovinezza atletica e nel cuore pulsante del Milan degli olandesi e di Sacchi, la storia del calcio avrebbe preso una piega diversa. Con ogni probabilit\u00e0, oggi racconteremmo un&#8217;epopea straripante, fatta di bacheche ancora pi\u00f9 piene, di gol fantascientifici inseriti in una macchina teatrale perfetta, capace di segnare un&#8217;era. Ma il calcio non si fa con i &#8220;se&#8221;. Resta la bellezza visiva di aver visto, anche solo per un breve frammento di storia, la maglia numero 18 del Milan sulle spalle del calciatore pi\u00f9 puro che l&#8217;Italia abbia mai cresciuto.<\/p>\n<p><em><strong>W Milan<\/strong><\/em><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\"><em><strong>Harlock<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u200b\u201cNel 1990 lo avevamo quasi preso, ma l\u2019avvocato Agnelli chiese a Berlusconi di lasciare alla Juventus almeno il giocatore, visto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":40119,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"footnotes":""},"categories":[82],"tags":[],"class_list":["post-40118","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ricordi-rossoneri"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40118","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40118"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40118\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40119"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40118"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40118"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40118"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}