{"id":39817,"date":"2026-05-06T07:30:54","date_gmt":"2026-05-06T06:30:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.milannight.com\/?p=39817"},"modified":"2026-05-06T07:30:54","modified_gmt":"2026-05-06T06:30:54","slug":"reggio-emilia-lalpha-e-lomega-del-milan-quando-le-vision-cambiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/post\/reggio-emilia-lalpha-e-lomega-del-milan-quando-le-vision-cambiano\/","title":{"rendered":"Reggio Emilia, l\u2019Alpha e l\u2019Omega del Milan quando le vision cambiano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u200bQuattro anni. Tanto \u00e8 bastato per trasformare il prato di Reggio Emilia da teatro del trionfo pi\u00f9 incredibile della storia recente rossonera a cimitero delle ambizioni milaniste.<br \/>\nQuattro anni fa si vinceva uno scudetto meraviglioso, strappato all\u2019Inter con una rimonta di cuore e polmoni; domenica, nello stesso stadio, abbiamo assistito a una prestazione indegna, un 2-0 incassato dal Sassuolo senza attenuanti, senza orgoglio e, quel che \u00e8 peggio, senza alcuna vergogna apparente. \u200bQuello del 2022 non era l&#8217;inizio di una nuova era, ma l&#8217;ultimo sussulto di una visione sportiva che oggi \u00e8 stata smantellata. La sconfitta emiliana non \u00e8 un semplice campanello d\u2019allarme: \u00e8 il sintomo evidente di un dramma sportivo che si sta delineando da settimane. Il Milan sta colando a picco e il traguardo minimo, la qualificazione in Champions League, unico reale obiettivo di questa propriet\u00e0, sta scivolando via giornata dopo giornata.<br \/>\nPoco dopo quel tricolore del 2022, Paolo Maldini tracci\u00f2 la rotta: \u201cOggi il Milan con una visione strategica di alto livello pu\u00f2 andare a competere con le pi\u00f9 grandi. Se scegliesse una visione di mantenimento, senza investimenti, rimarremo nel limbo tra le migliori sei-sette squadre in Italia\u201d. Maldini indicava il bivio. La propriet\u00e0 RedBird ha scelto la strada del &#8220;galleggiamento&#8221;, del risparmio elevato a divinit\u00e0 mentre la storia veniva calpestata. Maldini e Massara, rinnovati all&#8217;ultimo minuto e poi licenziati un anno dopo, avevano ragione. Oggi quel &#8220;limbo&#8221; \u00e8 diventato un inferno. \u200bDall&#8217;uscita di scena dell&#8217;anima tecnica, \u00e8 entrata in vigore la gestione di Giorgio Furlani. La narrazione ci parla di un CEO &#8220;bravissimo nei conti&#8221;, ma la realt\u00e0 urla l\u2019esatto contrario. Solo in questa stagione, tra Jashari, Nkunku ed Estupi\u00f1\u00e1n, sono stati bruciati oltre 90 milioni di euro. Tre flop sostanziali, con il francese che \u00e8 ormai un caso umano.<br \/>\nEppure, a gennaio il Milan era l\u00ec, a -1 dall\u2019Inter. Tare, arrivato a giugno e spesso delegittimato, aveva comunque messo Massimiliano Allegri in condizione di lottare. Serviva uno sforzo, un aiuto vero. Invece, la gestione dilettantistica ha toccato il culmine: la societ\u00e0 era pronta a spendere trenta milioni per Mateta, salvo accorgersi a trattativa avanzata che il giocatore era infortunato. Saltato lui, nessun piano B: ci si \u00e8 affidati solo a F\u00fcllkrug, gi\u00e0 in rosa ma ridotto a un\u2019ombra. \u200bBisognerebbe semplicemente mettere le persone giuste al proprio posto, rispettando le competenze. Chi si occupa di finanza non deve interferire con le scelte tecniche. Il fallimento di questa visione si riverbera sul campo. La partita contro il Sassuolo lo ha raccontato brutalmente: dopo appena 5 minuti, un approccio vergognoso ha spalancato le porte alla banda di Grosso. Una sequenza di errori inaccettabili da parte di Jashari, Tomori ed Estupi\u00f1\u00e1n ha regalato il gol a Berardi. Tomori, pilastro dello scudetto, oggi vive blackout cognitivi inammissibili. Ma \u00e8 apparso chiaro che anche in undici il Milan comunque avrebbe faticato. Se prendi gol al 5\u2019 del primo tempo e al 2\u2019 della ripresa, significa che sei rimasto negli spogliatoi con la testa prima che con le gambe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u200bMa perch\u00e9 \u00e8 successo? La risposta sta in un cortocircuito motivazionale. Finch\u00e9 c\u2019\u00e8 stato da giocare per lo scudetto, anche con poche speranze, il gruppo \u00e8 rimasto coeso e concentrato. Il Milan \u00e8 sempre stato una squadra che gioca soprattutto sulle motivazioni: la prima parte di stagione \u00e8 stata cos\u00ec, un gruppo compatto e cattivo che giocava male ma portava a casa i risultati. Dopo la gara con la Lazio, quando abbiamo perso ogni speranza di titolo, tutte le motivazioni sono andate a farsi benedire. Abbiamo continuato a giocare male, ma senza pi\u00f9 la ferocia per fare punti.<br \/>\n\u200bSiamo fragili, e questa fragilit\u00e0 viene dall&#8217;alto. In questi casi puoi mettere una pezza per un po&#8217;, ma non per sempre. Abbiamo una propriet\u00e0 e una dirigenza che si nascondono dietro l&#8217;allenatore e i giocatori, e queste cose nello spogliatoio si sentono. I calciatori percepiscono le tensioni tra Allegri, Tare e la Societ\u00e0; sanno che il futuro \u00e8 incerto e che nessuno ha blindato il progetto. Quando mancano certezze e chiarezza, la mente cede.<br \/>\n\u200bIn questo scenario di sbandamento generale, anche Massimiliano Allegri finisce sul banco degli imputati. Ho sempre sostenuto che con una rosa tecnicamente da ottavo posto il Mister stesse compiendo un autentico miracolo sportivo, ma i segnali emersi contro i neroverdi non possono passare inosservati: sono i segnali di un allenatore che sembra aver perso il polso della situazione. Allegri appare oggi un uomo rassegnato, svuotato di quella lucidit\u00e0 che lo ha sempre contraddistinto e schiacciato dal peso di una societ\u00e0 che lo ha lasciato solo, usandolo come unico parafulmine per nascondere i propri fallimenti.<br \/>\n\u200bIn questo momento Jashari non \u00e8 un giocatore su cui fare affidamento. Gli abbiamo concesso ogni attenuante, ma se hai le qualit\u00e0 per stare nel Milan le metti sul tavolo. Altrimenti devi giocare nel Bruges. Senza Modric, Jashari fa solo il passaggino facile, mai personalit\u00e0. Una fotocopia di De Ketelaere. Senza Modric di fianco, anche Rabiot e Fofana sono naufragati in una deriva tecnica senza precedenti.<br \/>\n\u200bOggi le possibilit\u00e0 di quarto posto sono ridotte al minimo. Mancare la Champions significherebbe ridimensionamento e cessioni. Eppure, questa gestione non sembra voler cambiare rotta; paradossalmente, la mancata qualificazione potrebbe essere vissuta quasi con sollievo dalla societ\u00e0: meno costi, meno pressione, meno necessit\u00e0 di investire. Un Milan rimpicciolito per far quadrare i fogli Excel di via Aldo Rossi.<br \/>\n\u200bMancano tre partite al termine di una stagione che aveva illuso pi\u00f9 di quanto fosse pronta a mantenere. Perdere ci sta, ma farsi &#8220;torellare&#8221; dal Sassuolo e non fare un tiro in porta fino al 94&#8242; \u00e8 inammissibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiedere scusa sarebbe il minimo. Il &#8220;limbo&#8221; predetto da Maldini \u00e8 qui, lo si vede, lo si percepisce, lo si tocca. E fa malissimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">W Milan<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><em><strong>Harlock<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u200bQuattro anni. 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