{"id":38869,"date":"2026-03-19T08:30:21","date_gmt":"2026-03-19T07:30:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.milannight.com\/?p=38869"},"modified":"2026-03-19T08:30:21","modified_gmt":"2026-03-19T07:30:21","slug":"il-barone-rossonero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/milan-history\/ritratti\/il-barone-rossonero\/","title":{"rendered":"Il Barone Rossonero"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Quando si parla di Liedholm, stiamo parlando di un vero \u201cpezzo di Milan\u201d, di un monumento che ha rappresentato qualcosa di indelebile per la storia della nostra societ\u00e0.<br \/>\nIl fatto di aver vinto cinque degli scudetti del Milan (quattro da giocatore ed uno da allenatore) \u00e8 solo uno dei suoi primati.<br \/>\nIl Barone \u00e8 stato il perno del mitico Gre-No-Li, il famoso trio svedese che trascin\u00f2 alla vittoria di 4 scudetti il Milan tra la fine degli anni Quaranta ed i primi anni Cinquanta.<br \/>\nE\u2019 stato il primo di una meravigliosa stirpe di Capitani che ha fatto la storia del Milan dal dopoguerra in poi: Nils Liedholm, Cesare Maldini, Gianni Rivera, Franco Baresi e Paolo Maldini.<\/p>\n<p>Il primo di cinque giocatori monumento, due dei quali (Baresi e Paolo Maldini) sono stati lanciati in serie A proprio da Liddas. E\u2019 l\u2019allenatore che riusc\u00ec a regalare al Milan lo scudetto pi\u00f9 desiderato e prestigioso, quello della Stella, riuscendo a mantenere la promessa fatta al suo collaboratore tecnico, Nereo Rocco, che pi\u00f9 di ogni altro ci teneva a quel trionfo e che purtroppo non riusc\u00ec a godersi quel momento in quanto il destino se l\u2019ho por\u00f2 via qualche mese prima.<br \/>\nNel maggio del 1979 alzando lo sguardo al cielo dir\u00e0 \u201cCaro Par\u00f2n, te l\u2019avevo detto che ci avremmo pensato noi\u2026\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 stato, e rester\u00e0 per sempre, il primo allenatore del presidente pi\u00f9 vincente della storia del Milan, Silvio Berlusconi.<br \/>\nCol nuovo patron rossonero non fu molto fortunato\u00a0 a livello di risultati, ma \u00e8 innegabile che il Milan berlusconiano abbia beneficiato dei suoi insegnamenti tattici, tanti sostengono che abbia gettato le basi per quel Milan vicente.<\/p>\n<p>Liedholm \u00e8 stato uno dei pochi personaggi della storia del calcio a non subire, in quasi sessant\u2019anni di carriera, un solo coro contro o un insulto: amato dai tifosi milanisti, rispettato da tifosi, giocatori e tecnici delle squadre avversarie.<br \/>\nDa calciatore era elegante e corretto al tempo stesso, nonostante fosse, anche, un instancabile corridore: pensate che nelle 359 presenze ufficiali in serie A con la maglia del Milan non \u00e8 stato mai ammonito.<\/p>\n<p>Da allenatore ebbe sempre uno stile ed un aplomb tipicamente scandinavo, un garbo innato, un\u2019umanit\u00e0, una lealt\u00e0, un\u2019eleganza che non lo abbandon\u00f2 mai, anche nelle circostanze pi\u00f9 impensabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A chi gli chiedeva quale fosse stata la sua miglior partita, rispondeva \u201cQuella in cui marcavo Alfredo Di Stefano\u201d, ed a chi gli faceva notare che in quella partita \u201cl\u2019argentino aveva segnato tre gol\u201d lui rispose \u201cs\u00ec, ma ha toccato solo tre palloni\u201d! \u00a0Ed ancora quando disse \u201cabbiamo preso quel jocatore perch\u00e9 sa fare tutto: jocare a destra, a sinistra, al centro, stare in panchina o in tribuna\u201d.<\/p>\n<p>Al Milan gioca per 12 stagioni consecutive, diventando il Capitano che trascin\u00f2 il Milan alla conquista di quattro scudetti, due Coppe Latine ed una finale di Coppa dei Campioni (persa ai supplementari contro il Real Madrid nel 1958).<br \/>\nCentrocampista di classe purissima, dotato di una grandissima precisione nei passaggi, tanto che divenne celebre l\u2019aneddoto secondo cui \u201cUna volta San Siro mi tribut\u00f2 un applauso lungo cinque minuti: avevo sbagliato un passaggio dopo anni. La mia prima stecca alla Scala del calcio\u201d.<br \/>\nTra i suoi ricordi pi\u00f9 belli, da ricordare che disputa, da capitano,\u00a0 la Finalissima della Coppa del Mondo con la maglia della Svezia contro il Brasile, segnando tra l\u2019altro il gol del provvisorio 1-0 (vincer\u00e0 il Brasile 5-2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La carriera da allenatore cominci\u00f2 poco dopo che ha smesso di giocare e lo fece proprio alla guida del suo Milan, squadra che allena in tre riprese (dal \u201863 al \u201966, dal \u201977 al \u201979, dal \u201984 al \u201987) e con cui riesce a conquistare uno scudetto. Altrettanto belle le avventure da tecnico con la Roma (dal \u201973 al \u201977, dal \u201979 al\u201984, dal \u201987 al \u201989 ed infine nel \u201997), squadra con cui conquista uno scudetto (1982\/83) ed una finale di Coppa Campioni persa ai rigori col Liverpool.<\/p>\n<p>Nelle sue squadre port\u00f2 sempre qualcosa di nuovo e di rivoluzionario: col Milan riuscir\u00e0 a vincere un campionato giocando senza punte, sfruttando il tourbillon sulla tre quarti di giocatori di qualit\u00e0 che si inserivano in zona gol grazie al movimento instancabile di Chiodi; con la Roma speriment\u00f2 con successo il sistema di gioco che lo rese famoso, la \u201czona lenta a ragnatela\u201d sul modello di quella zona difensiva tipicamente sudamericana.<br \/>\nCi si difendeva tenendo la posizione e non pi\u00f9 l\u2019uomo fisso, la chiusura degli spazi ed una ragnatela di passaggi (\u201cse tieni il pallone per 90 minuti, sei sicuro che l\u2019avversario non segner\u00e0 mai un gol\u201d).<\/p>\n<p>Ebbe il coraggio di lanciare in serie A dei giovani promettenti che sarebbero diventati dei campioni (Antognoni, Baresi, Maldini, Giannini e Peruzzi su tutti), cos\u00ec come fu molto abile a far rendere al massimo dei giocatori che erano gi\u00e0 avanti con gli anni e che sembravano sul viale del tramonto.<\/p>\n<p>Oltre alle competenze, fu un personaggio straordinario ed unico che riusc\u00ec, col suo garbo ed il suo fine senso dell\u2019umorismo, a gestire abilmente tutti i gruppi di calciatori che ha allenato e che ne conservano un grande ricordo.<\/p>\n<p>Questo era Liedholm, l\u2019uomo del calcio che vanta il maggior numero di tentativi di imitazioni, senza che nessuna sia mai riuscito ad avvicinarsi.<br \/>\nA pensarci bene c\u2019\u00e8 qualcuno che nei modi e nello stile lo ricorda abbastanza, e cio\u00e8 Carletto Ancelotti, guarda caso uno degli allievi prediletti del grande Barone Liddas!<\/p>\n<p><em><strong>W Milan<\/strong><\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><em><strong>Harlock<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si parla di Liedholm, stiamo parlando di un vero \u201cpezzo di Milan\u201d, di un monumento che ha rappresentato qualcosa 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