{"id":38298,"date":"2026-01-10T07:00:55","date_gmt":"2026-01-10T06:00:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.milannight.com\/?p=38298"},"modified":"2026-01-10T07:00:55","modified_gmt":"2026-01-10T06:00:55","slug":"juventus-milan-la-vittoria-che-cambio-tutto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/milan-history\/ricordi-rossoneri\/juventus-milan-la-vittoria-che-cambio-tutto\/","title":{"rendered":"Juventus-Milan: La vittoria che cambi\u00f2 tutto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">La settimana che va dal 3 al 10 gennaio 1988 la vivo in apnea, come mai prima di allora. La vittoria schiacciante contro il Napoli di Maradona, dominata e strameritata, mi proietta in una dimensione sconosciuta. Mi impossesso della gioia, dell\u2019euforia e di un senso di idolatria pura per il mio nuovo eroe: Ruud Gullit, il gigante trecciuto che riempie il campo in attesa che il &#8220;Cigno&#8221; Van Basten riprenda a volare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In quei giorni la Gazzetta dello Sport \u00e8 l&#8217;unico pane quotidiano, insieme al mensile Forza Milan che per\u00f2, per sua natura, non pu\u00f2 soddisfare la mia fame di notizie fresche. L&#8217;attesa cresce a dismisura per la sfida successiva: la trasferta a Torino contro la Juventus, una classica del calcio italiano che, per noi milanisti, ha sempre il sapore della trasferta proibitiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non vinciamo al Comunale dal lontano 1970, un&#8217;era geologica fa, quando i rossoneri si imposero per 2-0 con reti di Prati e Villa. In pratica, non sono ancora nato. In quello stadio, nei miei ricordi di tredicenne, ho visto solo sconfitte brucianti o, nel migliore dei casi, qualche pareggio sofferto. La Juventus rappresenta il &#8220;potere forte&#8221;, la squadra da battere, e la trasferta a Torino \u00e8 sempre un esame di maturit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma questa volta \u00e8 diverso. Dentro di me lo sento. Voglio di pi\u00f9: voglio la vittoria per continuare a sognare l\u2019incredibile, per dare un senso a quel Milan di Sacchi che sta rivoluzionando il calcio italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quella domenica pomeriggio, alle 14:30, mi chiudo in camera. Un rituale sacro. Accendo la radio, cerco e sintonizzo le frequenze per ascoltare\u00a0Tutto il calcio minuto per minuto. La voce che sento \u00e8 quella inconfondibile del compianto Enrico Ameri, che descrive con pathos le azioni dallo stadio. L\u2019attesa sale, l\u2019ansia pure, ma la fiducia \u00e8 totale. I miei ragazzi sono carichi, si sente nell&#8217;aria che qualcosa di grande sta per accadere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sacchi schiera l\u2019undici &#8220;classico&#8221;, quello che recito a memoria come una poesia, un mantra che mi infonde sicurezza: Giovanni Galli, Tassotti, Maldini, Colombo, Filippo Galli, Capitan Baresi, Donadoni, Ancelotti, Virdis, Gullit, Evani. Dall&#8217;uno all&#8217;undici, in rigoroso ordine numerico. Una formazione che entra nella leggenda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oltre all&#8217;eccitazione per avere la possibilit\u00e0 di vivere finalmente un Juventus-Milan da &#8220;protagonista&#8221;, seppur a distanza, sale anche una strana paura, quasi reverenziale. La Juventus rappresenta un&#8217;istituzione, un simbolo di potere e superiorit\u00e0 che, anche se ho solo 13 anni, inizio a intuire. La radio parla di migliaia di tifosi rossoneri al seguito della squadra, un vero e proprio esodo. L&#8217;entusiasmo \u00e8 acceso, come il mio. C&#8217;\u00e8 una passione che sta ricominciando a bollire sotto la cenere dopo anni di traversie, di serie B e di situazioni poco piacevoli. Il Milan \u00e8 tornato a far parlare di s\u00e9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il primo tempo \u00e8 un po&#8217; sofferto. I ragazzi sembrano bloccati, forse intimoriti dal palcoscenico e dall&#8217;avversario blasonato. Il gioco \u00e8 armonioso, bello da vedere, ma non sono spavaldi come una settimana prima al cospetto di Re Diego. E, per assurdo, \u00e8 la Juventus ad andare vicina al gol con Ian Rush, il centravanti gallese. Dopo un insolito errore di Baresi, un gigante che raramente sbaglia, Rush si presenta davanti a Galli. Il portiere toscano \u00e8 bravissimo a ipnotizzare l&#8217;attaccante bianconero con un&#8217;uscita coraggiosa. Non vi dico che sospiro di sollievo faccio, un nodo in gola che si scioglie all&#8217;improvviso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella ripresa, per\u00f2, torna in campo il &#8220;mio&#8221; Milan, quello che ho conosciuto una settimana prima. Bello, spigliato, che gioca a memoria, e il radiocronista fa fatica a commentare le azioni rossonere dalla velocit\u00e0 con cui si susseguono. Il Milan \u00e8 letteralmente trasformato. Tassotti pennella un cross pregevole dalla destra, un invito a nozze per la testa di Gullit: Tacconi si supera con un colpo di reni incredibile. Il Tulipano si ferma, ammirato, e applaude il portiere avversario, un gesto da vero signore del calcio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ascoltare la radio mi costringe a un esercizio di immaginazione che oggi, con la televisione e lo streaming ovunque, non siamo pi\u00f9 abituati a fare. Immagino le azioni, i volti, il boato del pubblico. Il pressing del Milan diventa finalmente asfissiante, collezioniamo calci d\u2019angolo a ripetizione. Su uno di questi, ancora il &#8220;Tasso&#8221; al cross: Ruud \u00e8 padrone dell\u2019area, salta pi\u00f9 in alto di tutti e stavolta non perdona. Il Milan \u00e8 in vantaggio!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Al gol di Gullit esplodo di gioia. La mia mente \u00e8 in un fermento immaginario impazzito. Lo sguardo corre veloce al mio poster in camera, che raffigura il gol di Hateley nel famoso derby di tre anni prima. Immagino il gol di Gullit esattamente cos\u00ec, con la stessa potenza e la stessa prepotenza. E con l&#8217;immaginazione non vado molto lontano, perch\u00e9 il simbolo rossonero sovrasta il povero Favero, che non ha nemmeno il tempo di saltare per contrastare Ruud. Dopo la prestazione monstre contro il Napoli, la Gullitmania \u00e8 ufficialmente iniziata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per\u00f2, inaspettatamente, proprio dopo il gol, affiora la paura di vincere. \u00c8 una sensazione strana, quasi un blocco psicologico. Il Milan si ferma, forse i ragazzi sentono che quello pu\u00f2 essere un momento storico, la svolta della stagione. Sentono la pressione. Al contrario, la Juve, che non ha pi\u00f9 nulla da perdere, si getta in avanti con tutto il suo orgoglio. Prima Cabrini sfiora il pareggio con un tiro velenoso, poi Baresi salva sulla linea un colpo di testa di Bonini a portiere battuto. \u00c8 l&#8217;apice della sofferenza. Al novantesimo, e dintorni, nuovamente Ian Rush si trova solo davanti a Giovanni Galli. Il portiere rossonero si oppone con successo, con una parata che vale un gol. Finisce cos\u00ec. Dopo quasi 18 anni, il Milan batte la Juve a domicilio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una sensazione che non ho mai provato prima, se non in parte nel 1985, quando battiamo la Juventus a San Siro in quella famosa partita vinta per 3-2 che racconter\u00f2 un\u2019altra volta. Ma uscire da Torino con i due punti, in casa degli Agnelli, \u00e8 qualcosa di incredibilmente godurioso. Ho la netta sensazione che la squadra stia trasformando i nostri sogni in realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Finita la partita, mi distendo sul letto. Devo riprendere fiato ed energie perch\u00e9 l&#8217;ho vissuta intensamente, quasi fossi in campo con loro. La mia mente non si ferma, continuo a immaginare i colpi di testa di Gullit, la faccia di Tacconi quando deve raccogliere il pallone in fondo alla rete. Proprio lui, quello che pi\u00f9 o meno un anno prima ci prendeva in giro dicendo che gli elicotteri ci servivano per scappare dalla vergogna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Provo a immaginare la curva piena di bandiere rossonere, un sogno che diventa realt\u00e0. Recuperate le energie, \u00e8 ora di dare un volto alle mie fantasie: \u00e8 ora di guardare Novantesimo Minuto. Spero che la sintesi della partita non sia oscurata da Napoli-Fiorentina, finita 4-0 per i partenopei, e poi finire con Domenica Sprint.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma soprattutto, il giorno dopo, posso finalmente cercare i miei compagni di scuola bianconeri e guardarli dritti negli occhi. \u00c8 il momento del riscatto, per anni di prese in giro subite in silenzio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quelli a cui servono gli elicotteri per scappare sono proprio loro, perch\u00e9 il Diavolo \u00e8 tornato, e sta segnando in maniera indelebile la mia adolescenza e quella di tutti i tifosi milanisti della mia generazione.<\/p>\n<p><em><strong>W Milan<\/strong><\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000\"><em><strong>Harlock<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La settimana che va dal 3 al 10 gennaio 1988 la vivo in apnea, come mai prima di allora. 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