{"id":3623,"date":"2018-04-07T09:00:16","date_gmt":"2018-04-07T07:00:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.milannight.com\/?p=3623"},"modified":"2018-04-07T09:00:16","modified_gmt":"2018-04-07T07:00:16","slug":"ritratti-ray-wilkins","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/milan-history\/ritratti\/ritratti-ray-wilkins\/","title":{"rendered":"Ritratti &#8211; Ray Wilkins"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il \u201cpin pin\u201d mediatico \u2013<\/strong> Fino a qualche tempo fa andava di moda parlare di \u201ctam tam\u201d mediatico. Oggi il passaggio di una notizia avviene attraverso le chat ed i telefoni trillano pi\u00f9 delle campanelle di \u201cjingle bells\u201d sotto Natale. Mercoled\u00ec 4 aprile 2018 circa a met\u00e0 del pomeriggio mi stavo preparando ad andare a vedere il derby quando il cellulare ha iniziato con il suo \u201cpin pin\u201d. Ho aperto la custodia e letto un paio di banner che anticipavano la questione: Ray non ce l\u2019ha fatta\u2026<br \/>\nLo sapevo, non era logico aspettarsi niente di diverso. Ma la notizia \u00e8 arrivata comunque come un colpo basso; senti il dolore ma quello che ti ammazza \u00e8 la scorrettezza, l\u2019ingiustizia. Non mi venite a dire che le morti sono tutte uguali, ce ne sono alcune che pesano pi\u00f9 di altre. Ci sono alcune persone la cui scomparsa viene vissuta come uno sgarbo che ci viene fatto dal destino. Ci sono persone che entrano nell\u2019immaginario collettivo e nella morte vengono eternate in un sempre che, pur non avendo una giustificazione sportiva, ha una spiegazione reperibile nei sentimenti positivi che hanno saputo suscitare anche fuori dal campo. Raymond Colin Wilkins era uno di questi, anzi\u00a0\u00c8 uno di questi. Gli inglesi hanno un detto secondo il quale il rugby \u00e8 uno sport da delinquenti giocato da signori ed il calcio \u00e8 uno sport da signori giocato da delinquenti. Allora Ray \u00e8 un mediano di apertura che ha saltato la lezione in cui spiegavano questo proverbio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Storia e leggenda \u2013 <\/strong>Hillingdon, 14 settembre 1956. Giovanili del Chelsea fino al 1973 quando esordisce in prima squadra come esterno sia a destra che a sinistra. Due anni dopo gli mettono la fascia di capitano al braccio e lo spostano in mezzo al campo fino al 1979, anno in cui si trasferisce al Manchester United. E questa \u00e8 storia. Ma c\u2019\u00e8 anche la leggenda di un ragazzo che dopo due anni dal suo esordio viene nominato capitano perch\u00e9 \u00e8 l\u2019epitome perfetta del calciatore inglese o di quello che dovrebbe essere un calciatore britannico di quell\u2019epoca: dinamico e tecnico, duro e corretto al tempo stesso. Il soprannome <em>Razor<\/em>, \u201cRasoio\u201d, se lo merita perch\u00e9, pur correndo molto, da centrocampista centrale \u00e8 in grado di tagliare il campo con passaggi precisissimi. E questa \u00e8 leggenda. Come lo \u00e8 il racconto che ricordo di avere letto sulla bibbia rossonera della mia giovinezza, il periodico \u201cForza Milan!\u201d: contrasto in mezzo al campo, Ray ci va gi\u00f9 duro come al solito, lui ed il suo avversario finiscono per terra. Ray si rialza, va a sincerarsi che l\u2019altro stia bene e, quando questo gli dice che \u00e8 tutto a posto, Rasoio si accascia al suolo e devono portarlo fuori in barella perch\u00e9 si \u00e8 mezzo rotto un piede. Sogno? Ricordo male? \u00c8 leggenda anche questa? Probabile, non abbiamo Youtube per verificarlo. Ma, come ben potete immaginare, quando arriva la notizia di Wilkins al Milan il popolo milanista ha un fremito.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3625\" aria-describedby=\"caption-attachment-3625\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-3625\" src=\"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/v2\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Ray-Wilkins-e-Mark-Hateley-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-3625\" class=\"wp-caption-text\">Come On Guys<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Grandi sogni di un piccolo Milan \u2013<\/strong>. \u00c8 il giugno del 1984 quando Giussy Farina regala ai rossoneri una campagna acquisti faraonica per i nostri standard. Giuliano Terraneo, affermato portiere proveniente dal Torino; Agostino Di Bartolomei, il capitano della Roma che Liedholm aveva portato alla finale di Coppa dei Campioni; Pietro Paolo Virdis ex grande promessa, mai mantenuta, del football italiano che era finito ai margini del grande calcio; Mark Hateley, un promettente ragazzone inglese dal gol facile. La ciliegina sulla torta \u00e8 proprio il Rasoio: capitano della nazionale inglese e centrocampista centrale del Manchester United che, pur non essendo pi\u00f9 quello di Matt Busby e non ancora quello di Alex Ferguson, \u00e8 comunque una delle grandi del calcio mondiale. Dopo due retrocessioni e qualche anno difficile la risposta rossonera ai campioni che arrivano in quegli anni in un campionato ricco di fascino e prestigio (Platini, Falcao, Socrates, Cerezo, Rummenigge e Maradona) \u00e8 il capitano della nazionale inglese. Che fai? Non sogni? Certo che sogniamo, siamo milanisti!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Milan degli imbattibili<\/strong> \u2013 No, non stiamo parlando di quello dei giocatori Invincibili che arriver\u00e0 qualche anno dopo. Gli imbattibili sono i tifosi del Milan. Eravamo splendidi! Un popolo incredibile che non esitava mai, nemmeno di fronte all\u2019evidenza. Il secondo anno di Serie B ha dell\u2019incredibile perch\u00e8 ogni partita casalinga \u00e8 un record di spettatori e di incasso, Serie A inclusa. Siamo un popolo con un\u2019identit\u00e0 precisa, il suo essere <em>casciavit<\/em>, una bandiera unica, il milanismo rappresentato da Gianni Rivera e Franco Baresi ed un fuoco interiore che non ha rivali al mondo. E sulla fiamma che arde nei cuori del nostro popolo il piccoletto inglese soffia forte. 73 partite e soli due gol uno dei quali passer\u00e0 alla storia per essere decisivo nella vittoria casalinga contro i gobbi di cui, a dispetto di quello che favoleggiano altri, siamo stati e saremo gli unici veri oppositori. Non ci sono divisioni artificiose o imposte dall\u2019alto ma l\u2019unica granitica fede in quei due colori e in chi li indossa con onore e lealt\u00e0. Termini cari a quel piccolo grande lottatore del centrocampo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Milan degli invincibili \u2013<\/strong> Tre stagioni di corsa (sempre meno) e geometria (sempre pi\u00f9) fino all\u2019arrivo del Milan berlusconiano. Incroci del destino, capricci della storia. Ray \u00e8 il \u201cmetronomo\u201d del centrocampo rossonero anche nel primo anno del regno Fininvest. Il Milan, ancora e sempre in anticipo sui tempi, \u00e8 gi\u00e0 messo 4-4-2 ed \u00e8 proprio il professor Rasoio che spiega a tutti come si gioca quel modulo che hanno inventato dalle sue parti. Allievi interessati sono alcuni \u201cragazzi\u201d che avranno modo di scrivere qualche pagina importante nella nostra storia: Baresi, Maldini, Costacurta, Tassoti, Evani, Filippo Galli, Massaro, Virdis. Assistente della cattedra \u00e8 Agostino Di Bartolomei, il preside \u00e8 Niel Liedholm. Non vale chiedersi come mai Arrigo Sacchi arriva e salta direttamente al ventesimo capitolo: come giocare 442 a zona al triplo della velocit\u00e0 degli altri e demolire gli avversari.<br \/>\nI tre docenti per\u00f2 non sono pi\u00f9 giovani e poco si integrano con lo stile Fininvest. Salutano tutti e tre dopo avere lasciato altrettanti insegnamenti fondamentali. Il primo \u00e8 un lascito tattico: come giocare il modulo che segner\u00e0 in maniera indelebile il decennio successivo. Il secondo \u00e8 umano: la correttezza e la lealt\u00e0 non sono un orecchino di brillanti o una fuoriserie con colori mimetici e non si possono comprare ma vanno studiate e ristudiate. Il terzo \u00e8 morale: il Milan \u00e8 il Milan, una cosa speciale che va rispettata fino in fondo. Anche se sei romano, svedese o di un sobborgo di Londra. Vanno via in silenzio, con la classe che li ha sempre contraddistinti, proprio mentre atterrano gli elicotteri all\u2019Arena.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3626\" aria-describedby=\"caption-attachment-3626\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-3626\" src=\"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/v2\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Franz-saluta-Ray-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-3626\" class=\"wp-caption-text\">Drogba e Terry hanno ringraziato il Milan per questo ricordo. Altri, no&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sotto la curva <\/strong>\u2013 L\u2019ultima partita Ray la gioca a San Siro contro il Barcellona durante il Mundialito del 1987. I compagni provano a portarlo sotto la curva per l\u2019ultimo saluto prima di andare al PSG (che non \u00e8 quello miliardario di oggi). Lo vogliono portare l\u00ec perch\u00e9 Ray con il tifo rossonero ha avuto un rapporto speciale e la curva lo sta acclamando. Dopo i gol rossoneri andava sotto lo spazio occupato da Fossa e Brigate urlando \u201c<em>come on<\/em>\u201d. E la sud lo ricambiava come in quegli anni ricambiava tutti i suoi protetti cio\u00e8 quelli che avevano voglia di sputare sangue e sudore per la maglia. Ma il professor Ray questa volta si rifiuta e scappa negli spogliatoi con una mano sul volto a nascondere le lacrime. Lui il suo lo ha fatto, i suoi insegnamenti li ha lasciati a chi di dovere e sa che il futuro della maglia \u00e8 in buone mani. E poi fuori stanno atterrando gli elicotteri\u2026<br \/>\nRay torner\u00e0 a San Siro dieci anni dopo nella partita di addio di Franco Baresi che lo vuole nella squadra delle all star mondiali perch\u00e9 lo ritiene degno di un simile onore. E poi mercoled\u00ec scorso dopo ventuno anni sempre accompagnato dal Franz che proprio sotto la Sud porta un mazzo di fiori e la maglia numero 8 del Rasoio. Perch\u00e9 lui mercoled\u00ec \u00e8 stato con noi \u00e8 ci ha regalato le ultime due prodezze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sarete davvero cos\u00ec ingenui da credere che uno come Icardi quei due gol li abbia sbagliati per caso?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Pier<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">PS: dietro quei continui \u201cpin\u201d di mercoled\u00ec scorso c\u2019erano tanti amici dai quaranta in su. Li abbraccio tutti, compreso Carlo che ha condiviso uno struggente tweet di un sito inglese nel quale un ex militare diventato senzatetto ha raccontato il suo incontro con Ray. \u201cMi ha guardato, si \u00e8 seduto accanto a me ed abbiamo parlato. Mentre stavamo parlando gli \u00e8 squillato il cellulare e lui ha risposto: \u201cScusa ma in questo momento sono occupato, ti richiamo\u201d. Poi mi ha dato 20 sterline e mi ha portato a bere un caff\u00e8. Gli ho detto: \u201cPosso pagarlo io? Voglio tornare a sentirmi un essere umano\u201d. Mi ha guardato ed ha capito. Mi ha fatto pagare. Oggi sono una persona diversa, mi sono rimesso a posto e lo devo anche a lui.\u201d<br \/>\nMagari non \u00e8 vero.<br \/>\nE magari Icardi quei gol li ha sbagliati da solo\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il \u201cpin pin\u201d mediatico \u2013 Fino a qualche tempo fa andava di moda parlare di \u201ctam tam\u201d mediatico. 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