{"id":3365,"date":"2018-04-21T09:00:21","date_gmt":"2018-04-21T07:00:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.milannight.com\/?p=3365"},"modified":"2018-04-21T09:00:21","modified_gmt":"2018-04-21T07:00:21","slug":"ritratti-stefano-borgonovo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/milan-history\/ritratti\/ritratti-stefano-borgonovo\/","title":{"rendered":"Ritratti &#8211; Stefano Borgonovo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Continuiamo la creazione della categoria \u201cRitratti\u201d ripubblicando il ricordo di Stefano Borgonovo. Qualche giorno fa, per la precisione il 17 marzo, Stefano avrebbe compiuto il suo cinquantaquattresimo compleanno. Ne ripubblichiamo il ricordo uscito il giorno della sua scomparsa nel 2013.<br \/>\n<\/em><em>Buona lettura<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Eroe per un giorno<\/strong> &#8211; Nella partita di andata il Milan Campione d\u2019Europa ha fatto una fatica notevole vincendo solo 1 a 0 grazie ad un rigore di Van Basten. Due settimane dopo, l\u20198 aprile 1990, il teatro della partita di ritorno \u00e8 il vecchio Olympiastadion di Monaco e l\u2019avversario \u00e8 il Bayern campione di Germania. I tempi regolamentari finiscono 1 a 0 per i tedeschi e si va ai supplementari. Al centesimo minuto, su un campo pesantissimo in una sera umida da fare paura, una palla sporca va verso l\u2019area di rigore del Bayern. Un attaccante del Milan capisce che \u00e8 quella giusta, le va incontro deciso, si coordina e manda alle spalle di Aumann un pallonetto alto e morbido. Un lampo di classe purissima fatto alla velocit\u00e0 dell\u2019attaccante nato. Le parole non sono scelte a caso, saranno il titolo del libro scritto da quel centravanti venti anni dopo. Con quel gol difficilissimo Stefano Borgonovo porta il Milan alla finale di Vienna che poi vinceremo contro il Benfica. Il resto della sua carriera al Milan non brilla per numeri e prestazioni sfolgoranti ma quella sera il grosso del lavoro lo ha fatto lui, il ragazzo da Giussano, diventando uno dei nostri eroi per un giorno. E maestro per la vita.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4053\" aria-describedby=\"caption-attachment-4053\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-4053\" src=\"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/v2\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Borgonovo-milan-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4053\" class=\"wp-caption-text\">Ringraziamo anche questa volta gli amici di magliarossonera.it<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I numeri\u2026 \u2013<\/strong> Stefano arriva al Milan nella stagione 1989\/1990 quando la squadra \u00e8 gi\u00e0 campione d\u2019Italia e d\u2019Europa e si sta lanciando alla conquista del mondo. In attacco quella squadra ha Marco Van Baten, Ruud Gullit e Daniele Massaro, difficile ritagliarsi un posto specie se gi\u00e0 ad inizio stagione il ginocchio ti abbandona e ti costringe ad operarti. Stagione, peraltro, cominciata bene con una tripletta in amichevole con il Galatasaray ed un gol all\u2019esordio contro il Cesena. Non \u00e8 solo il ginocchio a rompersi ma anche il feeling con il Milan. Stefano, reduce da una stagione ottima a Firenze (quattordici gol lui, quindici per il suo fratello di calcio e spirituale Roberto Baggio), non si ambienta e gioca solo 13 partite in rossonero segnando solo due gol. Ritorna a Firenze, dove per\u00f2 non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il \u201cdivin codino\u201d, e poi va a Pescara, Udine, Brescia ed ancora Udine per chiudere la carriera a soli trentadue anni. Ci sono anche otto presenze nelle nazionali (Under 21, Under 23 e nazionale maggiore) con un gol ma i numeri sono bassi, non da grande bomber.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u2026 non sono tutto \u2013 <\/strong>Ma i numeri non sono tutto. Altrimenti non si spiega perch\u00e9 il giorno della sua morte piangono tutti. I fiorentini piangono un simbolo della loro storia calcistica, i comaschi il ragazzo delle loro giovanili. Con loro piangono i tifosi di Sambenedettese, Brescia, Udinese e Pescara tutte squadre che hanno avuto l\u2019onore di avere avuto Stefano tra le loro fila. I milanisti piangono il loro eroe per un giorno, il centravanti che li ha portati di peso alla finale di Vienna. Non \u00e8 un mistero, lo abbiamo raccontato parlando di Rijkaard, che quel Milan \u00e8 completamente scarico; senza Stefano oggi avremmo una Champions in meno. Trentatr\u00e9 anni dopo quella notte da eroe, Stefano ci ha lasciato e tutta l\u2019Italia sportiva ha pianto un eroe della vita. Nell\u2019Italia pallonara dei calcioscommesse, delle calciopoli, delle evasioni fiscali, dei presidenti cialtroni, dei giornalisti servi, delle beghe di cortile, dei crestati, pantagonnati e ipertatuati questo grande uomo, abbandonato da un corpo traditore, si staglia come un gigante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Attaccante nato<\/strong> &#8211; \u00c8 pi\u00f9 difficile fare quel gol cos\u00ec perfetto su quel campo cos\u00ec imperfetto oppure ritrovarsi vittima di quella malattia bastarda e lottare fino all\u2019ultimo giorno? Gi\u00e0, perch\u00e8 nonostante un morbo che ti toglie progressivamente tutte le capacit\u00e0 di movimento perfino quella di respirare da solo, Stefano ha trovato il modo di scrivere un libro, di andare, immobilizzato su una carrozzina, allo stadio a vedere diverse partite a scopo benefico e di mettere in piedi una fondazione per raccogliere fondi per combattere la SLA. Pensateci tutte le volte che vi viene un raffreddore.<br \/>\nStefano ha lasciato una moglie e quattro figli, i suoi quattro gol pi\u00f9 belli molto pi\u00f9 di quella perla che trentatre anni fa lo ha reso eroe milanista anche se solo per un giorno. Ma a noi lascia soprattutto un messaggio di una bellezza sensazionale nella sua drammaticit\u00e0, un messaggio da vero \u201ccasciavit\u201d: NON ARRENDETEVI MAI. Cos\u00ec ha fatto il ragazzo che amava il calcio e la vita, non si \u00e8 arreso nemmeno in una battaglia che sapeva di perdere. E cos\u00ec ha vinto la guerra diventando, da eroe per un giorno, un eroe per la vita. Stefano quello sapeva fare, attaccare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per ricordarlo in uno dei suoi momenti pi\u00f9 belli uso le parole del telecronista di quella sera quando quella palla un po\u2019 sbilenca \u00e8 andata verso Stefano: \u201cE\u2019 posizione regolare, il pallonetto, e c\u2019\u00e8 il gol, e c\u2019\u00e8 il gol di Borgonovo, esplode l\u2019entusiasmo del Milan!\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Piccola nota personale &#8211; <\/strong>Quando ho scritto questo pezzo mi sono sentito terribilmente inadeguato, non sapevo da dove cominciare e ho deciso di andare sul sito della sua fondazione. In alto campeggia la sua frase pi\u00f9 celebre: \u201cIo, se potessi, scenderei in campo adesso, su un prato o all\u2019oratorio. Perch\u00e9 io amo il calcio.\u201d Mi sono trovato ad asciugarmi le lacrime ed a pensare al significato di quella frase. Io, sicuramente, non sono adeguato a scrivere un pezzo su un eroe (non solo calcistico) ma sono un piccolo cacciavite e ho imparato la lezione in fretta. Non mi sono arreso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie Stefano, e non solo per quel gol.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Pier <\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Continuiamo la creazione della categoria \u201cRitratti\u201d ripubblicando il ricordo di Stefano Borgonovo. 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