{"id":3108,"date":"2018-03-22T08:50:05","date_gmt":"2018-03-22T07:50:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.milannight.com\/?p=3108"},"modified":"2018-03-22T08:50:05","modified_gmt":"2018-03-22T07:50:05","slug":"ritratti-mark-hateley","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/milan-history\/ritratti\/ritratti-mark-hateley\/","title":{"rendered":"Ritratti &#8211; Mark Hateley"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>La rubrica \u201cRitratti\u201d ha riscosso un discreto successo segno certo della rinata passione dei tifosi rossoneri per il proprio passato. Per questo motivo abbiamo deciso di pubblicare nuovamente alcuni post gi\u00e0 usciti in passato su milannight per averli tutti raggruppati sotto la medesima categoria. Dopo l\u2019omaggio a Cesare Maldini ed il ricordo di Chicco Evani \u00e8 la volta di un ragazzone inglese che, a differenza dei precedenti, non ha raccolto decine di trofei o fatto cose eccezionali con la maglia rossonera ma, in un certo senso ha segnato un\u2019epoca.<br \/>\n<\/em><em>Buona lettura.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cominciamo dalla fine<\/strong> &#8211; La palla che esce dal piede destro di Pietro Paolo Virdis ha una parabola alta, arcuata e morbida. Vola verso l\u2019area di rigore dell\u2019Inter dove la stanno aspettando in due. Fulvio \u201cGiuda\u201d Collovati, il pi\u00f9 forte \u201cstopper\u201d (cos\u00ec si chiamavano i difensori centrali prima dell\u2019avvento della zona in questo paese) dell\u2019epoca e Mark Wayne Hateley. Professione: centravanti del Milan. \u00c8 il 28 ottobre 1984 sono le 15,50 e quel pallone compie il suo viaggio verso il dischetto del rigore sotto la Fossa dei Leoni. Io sono li in mezzo, proprio dietro la porta dell\u2019Inter.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un pizzico di storia &#8211; <\/strong>Il Milan non vince un Derby dal 1979, l\u2019anno della stella, e nel frattempo ci siamo anche fatti due viaggi in serie B. Essere milanista in quegli anni aveva un significato diverso da oggi. Sono anni in cui andare a scuola, al bar ed al lavoro significa essere preso, sportivamente parlando, a \u201clegnate\u201d da gobbi, intertristi e qualunque \u201cbarlafuss\u201d abbia visto anche una sola puntata de \u201cLa domenica Sportiva\u201d. Ogni anno \u201cci proviamo\u201d (passando anche per Luther Blisset) mentre dalle altre parti arrivano Rumenigge, Platini, Falcao, Zico e Socrates, fuoriclasse che hanno fatto e faranno la storia del calcio. In quella stagione per\u00f2 abbiamo una formazione dignitosa. Possiamo contare su un giocatore di livello europeo come Ray \u201crasoio\u201d Wilkins ed \u00e8 arrivato dall\u2019Inghilterra un ragazzone di 23 anni originario di una citt\u00e0 chiamata Wallasey. \u00c8 figlio di un calciatore, attaccante pure lui, e si \u00e8 messo in luce nel Coventry City e nel Portsmouth con 131 presenze e 47 gol all\u2019attivo. Nessuna delle due squadre \u00e8 il Liverpool o il Manchester United e sarebbe lecito storcere il naso ma la nostra bibbia di allora, il periodico \u201cForza Milan!\u201d, ce lo dipinge come una promessa e quindi\u2026<\/p>\n<figure id=\"attachment_3109\" aria-describedby=\"caption-attachment-3109\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-3109\" src=\"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/v2\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/attila-flagello-di-dio-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-3109\" class=\"wp-caption-text\">Pregasi notare la bandiera dei &#8220;sbabbari&#8221;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il predestinato?<\/strong> &#8211; Inizia il campionato e il ragazzo \u00e8 gi\u00e0 diventato \u201cAttila\u201d. Non ha i piedi raffinati ma compensa con una forza fisica devastante e non c\u2019\u00e8 verso di fermarlo sia che stacchi di testa sia che parta palla al piede puntando la porta. Ne esce un esordio di quelli che riempiono il cuore di un popolo che sta cercando una guida dopo i tempi bui. L\u2019assonanza con il nome del capo degli Unni rende praticamente automatico il soprannome anche perch\u00e9 due anni prima del suo arrivo Diego Abatantuono, che \u00e8 gi\u00e0 stato Donato <em>il Ras della Fossa<\/em> in \u201cEccezziunale veramente\u201d diventando un riferimento per il popolo rossonero, ha impersonato il capo dei barbari nel film \u201cAttila Flagello di Dio\u201d. Il film non \u00e8 un capolavoro e la critica del tempo lo stronca con forza ma per noi \u00e8 un film di culto perch\u00e9 \u201cDieco\u201d se ne va in giro con i suoi \u201csbabbari\u201d al seguito di un vessillo rossonero. Tra i suoi seguaci ci sono Maurino di Francesco e Franz Di Cioccio, altri fratelli rossoneri, insieme ad una ragazza istriana che diventer\u00e0 la signora Cecchi Gori. Se siete stati adolescenti in quel periodo di Rita Rusic avete sicuramente un buon ricordo. Il risultato al botteghino \u00e8 un flop ma ci sono alcune scene che diventano un vero e proprio tormentone: A come atrocit\u00e0, doppia T come terremoto e traccedia, I com\u2019iradiddio, L come laco di sancue, A come adesso vengo su e ti spacco le corna. E se non ve lo ricordate, rompiamo un\u2019amicizia. A proposito di ricordi, torniamo al nostro Mark. Inizia il campionato 1984\/1985 ed \u00e8 subito Attila: sei partite, quattro gol (tutti decisivi) pi\u00f9 uno in Coppa Italia. E si sta avvicinando il derby.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La partita &#8211;<\/strong> Quando arriva la stracittadina di andata forse \u00e8 la prima della <em>milanodabere<\/em>; bella gente in tribuna, un sacco di buoni giocatori da entrambe le parti, quel ragazzone che si \u00e8 guadagnato il titolo del capo degli Unni in cos\u00ec poco tempo e, anche da parte rossonera, un sacco di aspettative. Da tanto, troppo tempo riposte nel cassetto. Forse quel giorno quando entra in campo un po\u2019 Mark lo sa che quello \u00e8 il suo destino. Il gol dello 0-1 lo segna Altobelli (e come ti sbagli\u2026) mentre il pareggio dei nostri lo realizza quell\u2019anima grande e fragile di Agostino Di Bartolomei. \u201cAgo\u201d in campo ne ha vinte tante ma fuori si \u00e8 arreso a quella stronza della depressione. Lei ha vinto la battaglia ma il ragazzo triste di Roma \u00e8 entrato nel cuore dei milanesi. La guerra l\u2019ha vinta lui. Quando la palla di Virdis vola verso il dischetto del rigore (ed il destino) siamo quindi sull\u20191-1. Ad aspettare la sfera, dicevamo, il primo grande giuda della storia rossonera. Fulvio Collovati avrebbe dovuto essere una delle nostre bandiere, era il capitano designato, ma si \u00e8 \u201cvenduto\u201d ai topi del Naviglio. Inammissibile! La palla va verso di lui che \u00e8 pronto al rinvio. Ma succede qualcosa. Anzi succede qualcuno.<br \/>\nNel gergo sportivo americano si usa il termine <em>posterizzare<\/em> per indicare un gesto sportivo che passer\u00e0 alla storia finendo in un cartellone pubblicitario o un poster. Ecco, succede che alle 15,50 di quella mite domenica di ottobre Attila <em>posterizza <\/em>quello che per noi era il Grande Traditore. Non si appoggia su di lui, quasi non lo tocca. Semplicemente gli salta sopra staccandolo di almeno quaranta centimetri, gira il collo con una frustata da centravanti vero e mette la palla alle spalle del capo di tutti i ratti del Naviglio, Walter Zenga. Dietro il portiere dell\u2019Inter un popolo intero impazzisce di gioia e si riscatta. Fino al prossimo derby \u00e8 \u201ccacciaviti\u201d 1 \u2013 \u201cbauscia\u201d 0.<br \/>\nMuti!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli effetti di un gol &#8211;<\/strong> Parliamo di una settimana da padroni e del sacrosanto diritto di sfotterli! Ah, come me la sono goduta quella settimana! Il giorno dopo quando mi ha restituito il compito in classe di matematica la professoressa, juventina, mi ha detto: \u201cIo non riderei dopo avere preso un due\u2026\u201d. In quel momento anche io ho segnato il mio piccolo gol da re degli Unni trovando il coraggio di sfidare una donna che fino a quel momento aveva terrorizzato la classe con i suoi voti e la sua fama: \u201cLei, per sua sfortuna, non \u00e8 milanista e ieri non era allo stadio. Io, si\u2026\u201d.<br \/>\nAlle 15,50 del 28 ottobre 1984 un fotografo ha preso in uno scatto solo la palla, Attila sospeso nel cielo come gli angeli ed il Grande Giuda quaranta centimetri pi\u00f9 in basso. Quello \u00e8 stato per la mia generazione il manifesto programmatico dell\u2019essere rossoneri: qualunque cosa facciate, voi siete quaranta centimetri pi\u00f9 in basso!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quello che realmente conta<\/strong> &#8211; Pochi giorni dopo ovviamente Mark si fracassa un ginocchio. Non sar\u00e0 mai pi\u00f9 lo stesso, non riuscir\u00e0 mai pi\u00f9 ad essere Attila. Tre stagioni al Milan, compresa la prima della storia berlusconiana, ma gli infortuni hanno fatto di lui un giocatore \u201cnormale\u201d per il campionato italiano. Al nuovo progetto rossonero servono giocatori integri fisicamente ed il suo ruolo di spacca difese viene preso da un ragazzo del Suriname con i baffi e le treccine. Dopo di noi va al Monaco (dove vince un titolo) ed ai Glasgow Rangers dove fa la parte pi\u00f9 rilevante della sua carriera. 165 partite, 87 reti e 8 trofei (5 scudetti, 3 coppe di lega e 2 coppe di Scozia); una carriera importante ma non da capo degli Unni. In realt\u00e0 non importa quello che avrebbe potuto essere. Innanzi tutto perch\u00e9 non abbiamo realmente mai avuto il tempo di rimpiangerlo impegnati come eravamo a contare i trofei che abbiamo vinto dopo di lui. Perch\u00e9 quando ha giocato la sua ultima partita con la nostra maglia a San Siro, penultima giornata del campionato 1986-87 contro il Como, \u00e8 andato sotto la curva sud tenendo nelle mani un lenzuolo sul quale era riportato un suo personale ringraziamento a tutti i tifosi: &#8220;Grazie a tutti. I love you Milan. Mark Hateley&#8221;. Perch\u00e9 il suo apporto va ben oltre le sessantasei partite ed i diciassette gol anzi i sedici gol pi\u00f9 uno; perch\u00e9 alle 15,50 di quella domenica ci ha fatto volare con lui quaranta centimetri sopra quelli l\u00e0 ridandoci l\u2019orgoglio. Quel poster, da qualche parte, ce l\u2019ho ancora\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie, Attila!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Pier\u00a0 <\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La rubrica \u201cRitratti\u201d ha riscosso un discreto successo segno certo della rinata passione dei tifosi rossoneri per il proprio passato. 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