{"id":29915,"date":"2023-07-26T06:50:46","date_gmt":"2023-07-26T04:50:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.milannight.com\/?p=29915"},"modified":"2026-09-09T17:22:17","modified_gmt":"2026-09-09T17:22:17","slug":"mark-ray-from-england","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/milan-history\/ritratti\/mark-ray-from-england\/","title":{"rendered":"Mark and Ray &#8211; From England"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Ray Wilkins<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nell\u2019estate del 1984 il Milan decide di continuare col filone \u201cbritannico\u201d, e dopo le esperienze di Joe Jordan e di Luther Blisset, il presidente Farina ingaggia gli inglesi Mark Hateley e Ray Wilkins: dei due l\u2019acquisto pi\u00f9 costoso \u00e8 proprio quello del centrocampista, pagato 2 miliardi e 350 milioni di vecchie lire. La leggenda dice che il presidente Farina \u00e8 volato a Manchester convinto di prendere Bryan Robson ma l\u2019allora tecnico dei Red Devils si oppose. E cos\u00ec nel proseguo dell\u2019incontro spunta fuori il nome di Ray Wilkins. Il presidente inglese \u00e8 convinto di aver fatto un affare e non avvisa il suo manager ma a firme fatte, il tecnico Atkinson va su tutte le furie peggio di aver ceduto Robson e si dice che l\u2019allenatore del team anglosassone abbia rotto la porta a calci in collera con il suo presidente per la cessione di Razor.<br \/>\nNel Milan, in quella estate 1984 si respira un\u2019aria nuova, e questo grazie soprattutto al ritorno sulla panchina rossonera di Nils Liedholm: dopo anni di buio c\u2019\u00e8 una gran voglia di ritornare a livelli consoni al blasone milanista.<br \/>\nOltre ai due inglesi, il vulcanico presidente Farina acquista Terraneo, Di Bartolomei e Virdis. Il Barone Liedholm decide di costruire un centrocampo di qualit\u00e0, e le chiavi del reparto vengono affidate al duo DiBa-Wilkins.<br \/>\n<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-29917 alignleft\" src=\"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/images.jpg\" alt=\"\" width=\"284\" height=\"177\" \/>L\u2019annata del Milan, visto il recente passato, \u00e8 pi\u00f9 che soddisfacente, se \u00e8 vero che i rossoneri riusciranno a riconquistare la partecipazione alle competizioni internazionali (Coppa Uefa) dopo diversi anni ed a raggiungere anche la finale di Coppa Italia dopo una lunghissima attesa, finale purtroppo persa contro la Samp del patron Mantovani.<br \/>\nWilkins non delude le attese in lui riposte, salta solo 2 partite ufficiali e mette a disposizione della squadra tutta la sua sagacia tattica.<br \/>\nUnico neo la scarsa capacit\u00e0 di incidere in termini di gol. Il primo gol con la maglia rossonera lo mette a segno nell\u2019estate 1985, alla sua seconda stagione in rossonero, in coppa Italia contro l\u2019Arezzo.<br \/>\nL\u2019annata parte bene il Milan \u00e8 stabilmente nelle prime posizioni per\u00f2 da novembre in poi inizia ad essere travagliata, soprattutto a seguito delle drammatiche vicende che portano, nel mese di dicembre, alla fuga del presidente Farina con il Milan sull\u2019orlo del fallimento.<br \/>\nI guai societari influenzano pesantemente il rendimento della squadra, ed il venir meno delle aspettative generate dalla positiva stagione precedente, porta un clima di contestazione dei tifosi che sar\u00e0 placato a febbraio solo dall\u2019annuncio dell\u2019acquisto della societ\u00e0 da parte di Silvio Berlusconi.<br \/>\nLa classe e la personalit\u00e0 permetteranno a Wilkins di restare a livelli \u00a0accettabili, e si conferma uno dei punti di riferimento della squadra (saranno 41 le presenze stagionali). In questa stagione i tifosi rossoneri conosceranno anche il modo di esultare di Ray dopo un gol: al gol estivo di Coppa Italia seguiranno due centri consecutivi in campionato alla 19ma e 20ma giornata, ed il pugno destro alzato verso i tifosi per incitarli all\u2019entusiasmo\u00a0divenne celebre. Nella stagione 1986\/87, la prima di Berlusconi presidente, la dirigenza decide di confermare sia il tecnico (Liedholm) che la coppia di stranieri (Hateley-Wilkins), ma il cammino balbettante del Milan spinge lentamente alcuni giocatori ai margini dell\u2019undici titolare.<br \/>\nRay Wilkins \u00e8 impiegato sempre di meno, ed alla fine della stagione con solo 24 presenze di cui 17 in campionato, la societ\u00e0 punta ad uno stravolgimento generale che porta alla nascita del Milan di Sacchi.<br \/>\nWilkins non rientra pi\u00f9 nei piani e conclude la sua avventura in rossonero.<br \/>\nIn totale saranno tre stagioni comunque positive, che faranno di Ray Wilkins uno dei calciatori pi\u00f9 apprezzati dal popolo milanista.<br \/>\nLa conferma di tutto questo \u00e8 data dall\u2019autentica ovazione che San Siro gli tributa nella serata di Millan-Barcellona che sancisce la conquista da parte dei rossoneri del Mundialito per club del 1987: un saluto che \u00e8 riservato solo ai grandi della nostra storia, e Ray Wilkins ha avuto solo il demerito di essere un Grande in un Milan ancora piccolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mark Hateley<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 il 28 ottobre 1984, il Milan \u00e8 appaiato all\u2019Inter al terzo posto della classifica, non vince la Stracittadina dall\u2019anno della Stella, arriva da due stagioni non consecutive in Serie B e il Presidente-agricoltore Giusy Farina affitta Milanello per banchetti di nozze nel tentativo di far quadrare i conti.<br \/>\nAltobelli prende palla e tenta di far ripartire l\u2019azione nerazzurra ma viene prontamente fermato da un intervento deciso di capitan Baresi che, dopo aver recuperato palla, serve Virdis, il quale, giunto sul fondo, serve a centro area un cross sul quale si avventa Mark Hateley. Lo stacco dell\u2019attaccante inglese \u00e8 rapido e imperioso, tanto da permettergli di anticipare Collovati, che qualche anno prima accetta il trasferimento all\u2019Inter per evitare la Serie B, e di insaccare alle spalle di Walter Zenga. 2 a 1, ha vinto il Milan!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>\u00abA come atrocit\u00e0, doppia T come terremoto e tragedia, I come ira di Dio, L come Lago di sangue, A come adesso vengo e ti sfascio le corna!\u00bb.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-29918 alignright\" src=\"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/v2\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/2850-300x300.webp\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/2850-300x300.webp 300w, https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/2850-1024x1024.webp 1024w, https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/2850-150x150.webp 150w, https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/2850-768x768.webp 768w, https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/2850.webp 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Attila, cos\u00ec fu ribattezzato dai tifosi Casciavit, sulla eco del recente successo di Abatantuono. Mark Hateley, classico centravanti britannico, che nell\u2019estate 1984 \u00e8 arrivato al Milan tra lo scetticismo generale, accompagnato da Ray Wilkins.<br \/>\nCon quel gol nel Derby aveva acceso le speranze del popolo rossonero che, mentre le altre squadre acquistano Maradona, Platini, Zico, Socrates, si \u00e8 visto recapitare un giovanotto inglese, molta spocchia, ben poca tecnica palla a terra.<br \/>\n<em><strong>\u00abMi ha sbalordito\u00bb<\/strong><\/em>, affermarono Franco Baresi e Mauro Tassotti, mentre Liedholm gongolante si assumeva i propri meriti: \u00ab<em><strong>Ha gi\u00e0 imparato molto in fatto di tecnica, anche se pu\u00f2 e deve fare ancora meglio. Il risultato, per\u00f2, \u00e8 sotto gli occhi di tutti\u00bb.<\/strong><\/em><br \/>\nPurtroppo fu solo una piccola grande illusione, che presto svanisce. Durante Torino-Milan la partita successiva a quel famoso derby, Attila s\u2019infortuna al menisco del ginocchio destro e, quando rientra, pur continuando a lottare per la squadra, non \u00e8 pi\u00f9 lo stesso. Sempre generoso e battagliero durante i novanta minuti, nei due anni successivi, per\u00f2, non \u00e8 pi\u00f9 in grado di ripetere le sue progressioni devastanti, n\u00e9 i gol epici come la rete che consegn\u00f2 quel Derby emozionante al Milan o il gol del 2 a 0 alla Lokomotiv Lipsia, in Coppa Uefa, dopo la quale si appese alla traversa in segno di esultanza per essere pi\u00f9 vicino ai tifosi.<br \/>\nAttila, grazie a quel 28 Ottobre, alla sua combattivit\u00e0 e a quel gesto romantico, fece breccia nel Cuore del popolo rossonero che gli perdona parecchi errori, sia sul campo che fuori, come l\u2019andare a sciare al Sestriere venti giorni dopo l\u2019operazione al menisco, oppure dichiarazioni come: \u00abUna volta a Milanello, Berlusconi ci confess\u00f2 uno ad uno. Io ero giovane, ma figlio di un calciatore e ne sapevo abbastanza per comprendere che quell\u2019uomo di football capiva poco. Voleva fare l\u2019allenatore, voleva fare tutto. Aveva deciso di sostituirmi con Van Basten e Gullit, cos\u00ec mi mise da parte ma non mi fece nemmeno andare alla Roma\u00bb.<br \/>\nDopo tre anni e 17 gol con la maglia del Milan, Mark Hateley, la penultima giornata di campionato, contro il Como, saluta la Curva con uno striscione: \u00abGrazie a tutti. I love You Milan. Mark Hateley\u00bb, al quale tutto il tifo milanista rispose con un applauso commovente perch\u00e9, pur non essendo un grandissimo, Attila, aveva sempre dimostrato attaccamento alla maglia e questo \u00e8 sufficiente per essere amati e ricordati.<br \/>\nMark Wayne Hateley sicuramente non \u00e8 stato il pi\u00f9 grande, forse non \u00e8 stato nemmeno un campione, ma per quel gol e per quella sua irruente generosit\u00e0 si merita di essere ricordato anche dai ragazzini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>W Milan<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #ff0000\"><em><strong>Harlock<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p>P.S.: con questo articolo finisco il racconto dei primi anni ottanta&#8230;nel tempo inizieremo quello della seconda met\u00e0 anni ottanta, quello che ci porter\u00e0 all&#8217;evento storico di Berlusconi.<br \/>\nDal prossimo articolo ritoniamo a parlare e scrivere di attualit\u00e0&#8230;qualcosina da dire c&#8217;\u00e8 l&#8217;ho anch&#8217;io.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ray Wilkins Nell\u2019estate del 1984 il Milan decide di continuare col filone \u201cbritannico\u201d, e dopo le esperienze di Joe Jordan 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