{"id":29435,"date":"2023-07-12T07:00:31","date_gmt":"2023-07-12T05:00:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.milannight.com\/?p=29435"},"modified":"2026-09-09T17:22:22","modified_gmt":"2026-09-09T17:22:22","slug":"jordan-blissett-the-shark-and-miss-it","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/milan-history\/ritratti\/jordan-blissett-the-shark-and-miss-it\/","title":{"rendered":"Jordan &amp; Blissett \u2013 The Shark and Miss It"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Come scritto nel mio ultimo articolo, nella pausa estiva ritorno a fare quello che mi piace di pi\u00f9, ovvero raccontare la storia del Milan. Quindi per questi miei appuntamenti estivi, sotto l\u2019ombrellone, cercher\u00f2 di ripercorrere gli anni del Piccolo Diavolo lasciando l\u2019attualit\u00e0 del Calcio mercato agli amici della redazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quindi continuo il viaggio che avevo iniziato qualche tempo fa raccontando<a href=\"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/ricordi-rossoneri\/i-primi-anni-ottanta\/\"> i primi anni ottanta rossoneri<\/a> (vi lascio il link di chi volesse recuperare il mio articolo). Prima di raccontare la stagione 85\/86, un\u2019annata particolare iniziata bene e conclusa con un cambio dirigenziale che segner\u00e0 un\u2019epoca, vediamo alcuni protagonisti dei primi anni del piccolo diavolo: Joe Jordan e Luther Blissett.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Molti hanno sentito il nome di Jordan riecheggiare distrattamente nella storia del nostro club, come il nome di un giocatore che per un paio di stagioni ha semplicemente vestito la casacca rossonera. Per molti, compreso io, invece \u00e8 stato un autentico idolo, il mio primo poster appeso in camera sopra il letto. L\u2019uomo che molti tifosi hanno amato sin dal primo giorno ed in lui hanno riposto le speranze di riscossa di un popolo ferito dalla prima retrocessione in serie B e non per meriti sportivi.<br \/>\nIl 3 agosto 1981 Joe Jordan\u00a0arriva all\u2019aeroporto di Linate, accolto da un migliaio di tifosi e da uno sventolio di bandiere rossonere, sciarpe e di incoraggiamento. Il giocatore scozzese sembra commosso e sorpreso per l\u2019accoglienza calorosa.\u00a0I tifosi gli mostrano uno striscione: \u201cWelcome, Big Joe\u201d.<br \/>\nL\u2018entusiasmo milanista diventa estasi, grazie al gol nel derby \u201cestivo\u201d di coppa Italia il 6 settembre del 1981. Le due squadre milanesi sono inserite, assieme a Spal e Verona, nello stesso girone, e proprio nell\u2019ultima gara il derby \u00e8 importante per definire il passaggio del turno.<br \/>\n<img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-29437 alignleft\" src=\"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/v2\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/images-300x164.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"164\" srcset=\"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/images-300x164.jpg 300w, https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/images.jpg 304w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Quando al 49\u2019 Jordan porta in vantaggio (2-1) il Milan con una incornata prepotente, l\u2019esultanza dei tifosi rossoneri fece letteralmente tremare San Siro: da troppo tempo il tifo milanista stava aspettando la riscossa nei confronti dei supponenti cugini nerazzurri anche se bisogner\u00e0 aspettare ancora un po\u2019 per la rivalsa definitiva. La rete di Bergomi all\u201989\u2019 spegne i sogni rossoneri di qualificazione, ma quella sera il bomber scozzese, con la sua esultanza \u201cterrificante\u201d, \u00e8 diventato l\u2019idolo della tifoseria rossonera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u201cNon mi aspettavo un Jordan cos\u00ec forte, si \u00e8 rivelato un acquisto azzeccato. Pu\u00f2 essere il goleador della serie A\u201d. (G. Rivera)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nessuno quella sera avrebbe potuto immaginare che dopo quell\u2019inizio promettente la stagione del Milan si sarebbe trasformata, in un autentica agonia. Jordan in allenamento \u00e8 uno che non si lamenta mai, si allena con estrema seriet\u00e0 e applicazione, cercando di seguire i dettami che Mister Radice. Ma quella squadra paleser\u00e0 dei grossi limiti in attacco, praticamente \u00e8 incapace di fare gol. Alla fine della stagione saranno solo 21 i gol segnati in tutto il campionato. Jordan \u00e8 incapace e forse anche impossibilitato a dare il suo contributo, chiudendo la stagione con un bottino di appena 2 gol in 22 gare disputate.\u00a0In questa tristezza generale per\u00f2 il centravanti rossonero sta per riuscire nell\u2019impresa pi\u00f9 grande: segnare all\u2019ultima giornata uno dei gol che potevano valere una incredibile ed inaspettata salvezza. Il Milan \u00e8 sotto di due gol dopo il primo tempo a Cesena, \u00e8 proprio lo Squalo a dare inizio alla clamorosa rimonta da 0-2 a 3-2, gli altri gol sono di \u201cCiccio\u201d Romano e di \u201cDustin\u201d Antonelli con una incredibile cavalcata, che stava per permettere ai rossoneri di salvarsi dalla seconda B ai danni del Genoa. Un \u201cregalo\u201d del portiere napoletano Castellini nel finale, spalanca le porte al pareggio dei rossobl\u00f9 ed alle lacrime milaniste, tra cui le mie. Non mi addentro nei dettagli di quel pomeriggio perch\u00e9 meriterebbe un articolo a parte e non \u00e8 detto che non prenda il coraggio e un giorno lo racconto. Quattro giorni prima di quel maledetto 16 Maggio, il Milan si aggiudica la Mitropa Cup ed \u00e8 proprio Jordan a segnare al 77\u2019 minuto della gara decisiva contro il Vitkovice il gol che permette ai rossoneri di alzare il trofeo. Personalmente \u00e8 un trofeo a cui ci tengo molto e che non ho mai ripudiato, anzi lo ricordo con molto affetto.<br \/>\nIl risveglio nel finale di stagione, convince la societ\u00e0 rossonera, nel frattempo c\u2019\u00e8 stato il passaggio da Morazzoni a Farina, a confermare Jordan anche per il successivo campionato di serie B (1982\/83). Il tecnico Ilario Castagner, decide di affiancare al giovane Serena i \u201cvecchi\u201d Jordan e Damiani per risalire subito nella massima serie, ed i fatti gli danno ragione. Un Jordan rinfrancato dall\u2019entusiasmo del nuovo Mister e dalle nuove idee tattiche, d\u00e0 il suo decisivo contributo alla causa, mettendo a segno 10 reti in campionato e 4 in Coppa Italia e assieme ad Aldo Serena \u00e8 il miglior marcatore stagionale dei rossoneri. Joe non temeva il gioco duro della cadetteria, anzi forse gli ricordava il tipico gioco inglese e riesce ad esprimersi meglio che in Serie A, forse perch\u00e9 era pi\u00f9 fisica e meno tecnica.<br \/>\nE la sera della sua ultima partita in rossonero a San Siro i tifosi lo omaggiano di un lungo applauso, e come inizi\u00f2 la storia d\u2019amore con i tifosi del Milan in quel lontano derby del 1981 non poteva che finire con un derby e precisamente nel derby del Mundialito \u201983, questa volta il Milan vince 2-1 con una doppietta del giovane Aldo Serena.<br \/>\nIl nuovo Milan che si ripresentava in serie A anche per merito suo, decide che il \u201cvecchio Joe\u201d non rientra pi\u00f9 nei piani tecnici della societ\u00e0, e cos\u00ec dopo appena due stagioni con 66 partite ufficiali e 20 gol si concluse l\u2019avventura di Joe Jordan in rossonero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cShark kicks again for us\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>&#8220;Io Blissett me lo vidi arrivare all&#8217;improvviso senza sapere che sarebbe arrivato.\u00a0Avrei voluto tenere Serena,\u00a0perch\u00e9 l&#8217;anno precedente avevamo fatto tanti goal e avendo una squadra che arrivava 20 volte sul fondo mi serviva un giocatore cos\u00ec.\u00a0Invece Farina non lo volle riscattare dall&#8217;Inter e arriv\u00f2 Blissett&#8221;. (I. Castagner<strong>)<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-29438 alignright\" src=\"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/images-1.jpg\" alt=\"\" width=\"284\" height=\"177\" \/>Il colpo di mercato in quella lontana estate del 1983 lo esegue l\u2019allora Presidente Giussy Farina, quando, per festeggiare il secondo ritorno in serie A, decise di ingaggiare Luther Blissett come erede dello \u201csqualo\u201d scozzese Joe Jordan.<br \/>\nIl centravanti inglese \u00e8 un attaccante con un discreto score, perch\u00e9 segna la bellezza di 95 reti in 245 presenze. Per\u00f2 i tifosi inglesi abituati ad andare al Vicarage Road, lo stadio del Watford, non amano moltissimo Blissett, tanto da che gli hanno coniato il soprannome \u201cmiss it\u201c.<br \/>\nIn quegli anni c\u2019\u00e8 voglia di novit\u00e0, e fame di ritornare a calcare palcoscenici pi\u00f9 prestigiosi dopo aver frequentato i campi di periferia in serie B e aver vissuto anni difficili. L\u2019arrivo del centravanti inglese \u00e8 accompagnato da dichiarazioni importanti da parte del bomber e anche al quanto avventate rileggendole a posteriori, ma tanta era la voglia di ricominciare che nessuno ci diede importanza. Alla Gazzetta dello Sport rilascia una intervista in esclusiva e il giorno dopo la rosea gli dedica la prima pagina con una delle sue dichiarazioni: <em>\u201cMilan, senti Blissett: Far\u00f2 pi\u00f9 gol di Platini!\u201d<\/em>.<br \/>\nMa l&#8217;impatto con il calcio italiano, molto pi\u00f9 tecnico e tattico di quello inglese dell&#8217;epoca, dice ben altro, ovvero di un giocatore che appare da subito\u00a0un pesce fuor d&#8217;acqua con la maglia rossonera sulle spalle.\u00a0Questo appare evidente fin dalle prime gare d\u2019agosto di Coppa Italia, in cui il giocatore inglese non riesce mai ad andare a segno.<br \/>\nLuther, si presenta al pubblico di San Siro segnando all\u2019esordio casalingo nel successo per 4-2 contro il Verona.<br \/>\nAlla fine i suoi gol sono solo sei, di cui 5 in campionato, ma soprattutto \u00e8 elevato il numero di occasioni gol fallite dal calciatore inglese, alcune anche in maniera incomprensibile e aggiungerei comica.<br \/>\nIl pubblico rossonero lo attende a lungo, cerca d\u2019incoraggiarlo in ogni occasione e perdonandogli anche l\u2019imperdonabile. In fondo Luther fa molta tenerezza.<br \/>\nMa un bel giorno la pazienza finisce anche per i casciavit, perch\u00e9 si pu\u00f2 sopportare o perdonare quasi tutto, ma un attaccante milanista che nel derby con l\u2019Inter non riesce a segnare da pochi metri quando in porta non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 neanche il portiere \u00e8 difficile da sopportare.<br \/>\nMi ricordo ancora le immagini dalla mitica trasmissione di novantesimo minuto, mio immancabile appuntamento domenicale, che immortala Castagner che manda a quel paese in pubblico il giocatore britannico, dopo l\u2019occasione da gol sciupata dal giocatore inglese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>&#8220;Blissett\u00a0non si ambient\u00f2 mai. L&#8217;immagine che ho di lui \u00e8 quella di\u00a0un giocatore affacciato alla finestra che guardava verso i campi di gioco con area triste. Si sentiva come un uccellino in gabbia,\u00a0non vedeva l&#8217;ora di tornare a casa&#8221;. (I. Castagner)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>\u00a0<\/em>A parte gli aneddoti sarcastici la risposta alla difficolt\u00e0 di Blissett c\u2019\u00e8 la fornisce il buon Ilario da Vittorio Veneto e nonostante l\u2019affetto iniziale del pubblico, Lutero non \u00e8 mai riuscito ad ambientarsi. Il carattere, il clima milanese, la lingua, infatti non si ricorda di lui neanche una parola detta in italiano, fatto sta che per un anno intero, insieme alla moglie Veronica, sembra un pesce fuor d\u2019acqua nella realt\u00e0 italiana sociale e pallonara.<br \/>\nL\u2019unico momento in cui il centravanti inglese riesce a sciogliere la tensione \u00e8 alla fine del campionato, quando ormai in odore di essere rimandato in patria, ebbe un moto di orgoglio segnando due reti consecutive nelle ultime tre giornate.<br \/>\nProbabilmente il merito \u00e8 stato del carattere paterno di Italo Galbiati che da qualche settimana ha sostituito Ilario Castagner, cacciato dal presidente Farina perch\u00e9 reo di aver gi\u00e0 firmato per la stagione seguente con l\u2019Inter.<br \/>\nE cos\u00ec dopo una sola stagione, 39 gare ufficiali termina l\u2019avventura di Lutero con la nostra maglia. Il Milan chiude con\u00a0un deludente 8\u00b0 posto finale, fuori dalle Coppe europee,\u00a0e a fine anno il Milan decide di rispedirlo a casa.<br \/>\nGli attaccanti che arrivano dopo di lui non lo fanno rimpiangere per niente, anche perch\u00e9 \u00e8 difficile fare peggio, ma tutto sommato gli abbiamo voluto bene.<br \/>\nE pazienza per i tanti goal sbagliati, che facevano disperare non poco i tifosi rossoneri, ma quegli errori in fondo lo hanno consegnato alla leggenda rossonera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong> W Milan<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000\"><em><strong>Harlock<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come scritto nel mio ultimo articolo, nella pausa estiva ritorno a fare quello che mi piace di pi\u00f9, ovvero raccontare 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