{"id":27171,"date":"2022-11-28T07:00:07","date_gmt":"2022-11-28T05:00:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.milannight.com\/?p=27171"},"modified":"2022-11-28T07:00:07","modified_gmt":"2022-11-28T05:00:07","slug":"angelo-colombo-la-littorina-della-brianza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/milan-history\/ritratti\/angelo-colombo-la-littorina-della-brianza\/","title":{"rendered":"Angelo Colombo &#8211; La littorina della Brianza"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Parlare dei campioni pu\u00f2 essere semplice ma allo stesso tempo difficile. Personalmente mi piace molto anche ricordare giocatori dai piedi meno nobili ma che hanno amato l anostra maglia fino al loro ultimo giorno della loro avventura rossonera. Oggi parliamo di un ragazzo dalla chioma bionda che ha fatto parte degli immortali. Squadra del mio cuore. Scopriamo assieme di chi si tratta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Spesso durante le partite o anche semplicemente leggendo il giornale, sentiamo parlare di \u201clavoro oscuro\u201d fatto da un calciatore. Una presenza che ai pi\u00f9 passa inosservata, ma che nell\u2019economia di una partita e di una squadra conta tantissimo. Quando il nostro pensiero corre ad una grande squadra che ha vinto tanto, ci ricordiamo del giocatore pi\u00f9 forte, della giocata ad effetto, del colpo che lascia a bocca aperta noi tifosi. A distanza di anni, delle squadre che hanno fatto la nostra storia ci ricordiamo di Nordhal, Liedholm, Cesare Maldini, Schiaffino, Rivera, Prati, fino a Baresi, Maldini, Donadoni, Van Basten, Gullit, Shevchenko, Nesta e tanti altri. Ma il calcio si gioca in 11, e ogni campione ha sempre avuto bisogno di altri 10 compagni affiatati, di chi compensa la mancanza di mezzi tecnici con un cuore grande enorme, che recupera il pallone e serve la stella, sperando in un numero che vale un trofeo. Questo \u00e8 il gregario, l\u2019uomo silenzioso che non si nota mai, ma che d\u00e0 tutto senza chiedere mai niente in cambio. C\u2019\u00e8 stato un calciatore che meglio di molti altri ha rappresentato questo concetto. \u00c8 stato soprannominato littorina della Brianza, come il noto treno che compie la tratta da Monza a Molteno. Angelo Colombo nasce in piena Brianza nell\u2019inverno del 1961.<br \/>\nTre stagioni in rossonero. Tre stagioni molto intense, la stessa intensit\u00e0 che ha sempre messo nelle 115 partite disputate con la maglia rossonera.<br \/>\nAnche se \u00e8 stato per poco tempo alla corte del diavolo, questo non gli ha impedito di diventare una delle stelle del nostro club, dal momento che \u00e8 stato un elemento insostituibile di quella che \u00e8 stata la squadra pi\u00f9 forte di tutti i tempi: il Milan di Arrigo Sacchi.<br \/>\nQuella squadra piena di giocatori di grande talento, senza la presenza e l\u2019apporto in campo di Angelo Colombo, non sarebbe mai stato quel team perfetto che per un triennio ha dominato in Europa e nel mondo. I compagni lo adorano perch\u00e9 i suoi polmoni sono sempre a disposizione della squadra per tutti i 90 minuti della partita, i tifosi lo amano e lo ricordano con affetto perch\u00e9 gli riconoscono un impegno ed una dedizione assoluta per la maglia che indossa, onorandola e rispettandola sempre. Colombo non \u00e8 solo \u201cquantit\u00e0\u201d; Colombo \u00e8 un centrocampista che riusciva ad unire le due cose, corsa e qualit\u00e0 tecniche di buonissimo livello, oltre ad essere un centrocampista dalle ottime capacit\u00e0 di inserimento e dalle buone doti realizzative.<br \/>\nIl fatto che fosse un giocatore completo l\u2019ha gi\u00e0 fatto vedere prima di arrivare al Milan.<br \/>\nDopo essere cresciuto nel Monza (prima nelle giovanili e poi in prima squadra dal 1979 al 1984), nella stagione 1984\/85 gioca in serie A, ad Avellino, quella stagione lo consacra definitivamente ad alto livello; sotto la guida di Angelillo, Colombo gioca dietro le punte Ramon Diaz, argentino, e Geronimo Barbadillo, peruviano.<br \/>\nIn quel ruolo si sente a suo agio e gioca tutte e 30 le partite e realizza ben 6 gol.<br \/>\nDurante quel campionato da lontano inizia ad osservarlo il Direttore Sportivo dell\u2019Udinese, un certo Ariedo Braida, che lo porta in Friuli nell\u2019estate del 1985. Questo incontr\u00f2 con il direttore friulano \u00e8 la svolta della sua carriera.<br \/>\nA Udine gioca due stagioni, anche se non riesce a mantenere le aspettative che i dirigenti friulani avevano posto in lui, dopo le belle stagioni giocate in Irpinia.<br \/>\n<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-27176 alignleft\" src=\"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/download-2.jpg\" alt=\"\" width=\"191\" height=\"264\" \/>Ma ormai \u201cl\u2019Angelo biondo\u201d ha fatto l\u2019incontro che gli ha cambiato la sua vita da calciatore.<br \/>\nInfatti, Ariedo Braida, passato nel frattempo al Milan, non fatica a portarlo a Milano per metterlo a disposizione del nuovo allenatore Arrigo Sacchi.<br \/>\nColombo arriva a Milanello tra l\u2019indifferenza generale, e tutti pensano che possa essere solo un buon rincalzo all\u2019undici titolare.<br \/>\nInfatti l\u2019inizio della sua avventura rossonera non \u00e8 dei pi\u00f9 semplici. Sacchi \u00e8 un tecnico emergente ed innovativo, molto attento ai particolari e per questo molto esigente con i suoi giocatori.<br \/>\nUno dei primi giorni del ritiro estivo il tecnico di Fusignano interrompe l\u2019allenamento per urlargli <strong>\u201c<em>caro Colombo, fare pressing non significa correre molto, ma significa correre bene<\/em>\u201d.<\/strong> Queste parole per il centrocampista brianzolo sono la svolta per il suo proseguo in rossonero. In quel giorno di ritiro estivo \u00e8 nata la littorina della Brianza. Colombo si cuce sulla pelle la maglia numero 4 e non la lascia pi\u00f9.<br \/>\nPer niente scoraggiato da quelle parole, Angelo lavora duramente fino a diventare un giocatore decisivo per le sorti rossonere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>\u00abPer vincere servono undici Colombo e non undici Maradona\u00bb. (A. Sacchi)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Colombo esordisce nel\u00a0 Milan in Coppa Italia (il 23 agosto 1987 contro il Bari), partita che segna il mio definitivo innamoramento per Van Basten, ma per essere lanciato da titolare dovr\u00e0 aspettare la terza giornata di campionato.<br \/>\nIl Milan, reduce dalla sconfitta interna contro la Fiorentina, va a Cesena, e Sacchi decide di far giocare Colombo al posto di Bortolazzi.<br \/>\nIl Milan gioca una buona partita ma non va oltre lo 0-0, ma al termine di quella gara il tecnico rossonero stupir\u00e0 tutti dichiarando <em>\u201coggi ho capito che il Milan vincer\u00e0 lo scudetto\u201d.<\/em><em><br \/>\n<\/em><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-27174 alignright\" src=\"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Serie_A_1987-88_-_Milan_vs_Pisa_-_Gol_di_Angelo_Colombo.jpg\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"251\" \/>Alla nona giornata del campionato 1987\/1988 contro il \u201csuo\u201d Avellino, segna il gol che sblocca la partita (fin\u00ec 3-0); alla 16ma giornata segn\u00f2 il gol decisivo (1-0) che permette al Milan di battere il Pisa.<br \/>\nMa il gol pi\u00f9 importante Colombo lo segna il 3 gennaio 1988 alla 13ma giornata. A Milano arriva il Napoli di Maradona capolista, e la gara si mette male, perch\u00e9 dopo dieci minuti i rossoneri sono sotto di un gol grazie ad un bellissimo gol di Careca imbeccato magistralmente da Maradona.<br \/>\nMa \u00e8 proprio Angelo Colombo a diventare protagonista e a segnare con un gran destro il gol del pareggio che d\u00e0 avvio alla strepitosa rimonta del Milan che travolge i partenopei per 4-1.<br \/>\nQuel giorno, probabilmente, la squadra ha la piena consapevolezza che pu\u00f2 veramente vincere lo scudetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>&#8220;Ci sono partite che sai di vincere prima di giocare. Non riesco a dimenticare il silenzio incredibile nel viaggio dall&#8217; albergo allo spogliatoio. Sapevamo che avremmo vinto&#8221;. (A. Colombo)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma al di l\u00e0 dei gol, l\u2019apporto della nostra littorina alla conquista di quel famoso tricolore \u00e8 enorme.<br \/>\nIl meccanismo rossonero \u00e8 praticamente perfetto, e lo diventa ancora di pi\u00f9 con l\u2019arrivo di Rijkaard nella stagione seguente. Nella stagione 1988\/89 comincia l\u2019epopea \u201ceuropea\u201d del Milan, e Colombo ne sar\u00e0 una colonna portante.<br \/>\nAl di l\u00e0 del campionato (30 presenze su 34 e 3 gol), Angelo gioca da titolare tutte e nove le partite che portano il Milan alla conquista della terza Coppa dei Campioni della sua storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>&#8220;La finale di Barcellona contro la Steaua, la prima Coppa Campioni: era l&#8217;approdo di due anni di lavoro. Anche in quel caso si sapeva gi\u00e0 chi avrebbe vinto, eravamo tutti sulla stessa frequenza. Eravamo la squadra pi\u00f9 forte del mondo? In quel momento non ce ne accorgevamo.\u201d (A. Colombo)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-27175 alignleft\" src=\"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/v2\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/GettyImages-656439042-300x174.webp\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"174\" srcset=\"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/GettyImages-656439042-300x174.webp 300w, https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/GettyImages-656439042-1024x594.webp 1024w, https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/GettyImages-656439042-768x446.webp 768w, https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/GettyImages-656439042-1536x891.webp 1536w, https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/GettyImages-656439042.webp 2048w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Quello della finale contro lo Steaua a Barcellona, \u00e8 ricordato da Colombo come <em><strong>\u201cil momento pi\u00f9 bello della mia esperienza in rossonero\u201d.<\/strong><\/em><br \/>\nMa la corsa di Colombo non si ferma mai. La stagione successiva (1989\/90) \u00e8 quella del bis in Coppa dei Campioni.<br \/>\nAncora una volta per \u201cla littorina\u201d \u00e8 un percorso completo: presente in tutte le partite di quella edizione di Coppa dei Campioni, e disputa proprio in finale contro il Benfica a Vienna la sua ultima partita con la maglia del Milan.<br \/>\nE\u2019 il 23 maggio 1990, e con la Coppa tra le mani Angelo Colombo saluta per sempre (da calciatore) il Milan.<br \/>\nOltre ai trofei ricordati in precedenza, il palmares con la maglia rossonera sar\u00e0 arricchito da una Supercoppa Italiana, una Supercoppa Europea ed una Coppa Intercontinentale.<br \/>\nNell\u2019estate del 1990, a 29 anni, lascia il Milan e va al Bari di Salvemini per sostituire un altro Angelo, Carbone, che nel frattempo prendeva il suo posto al Milan (con fortune un po\u2019 diverse).<br \/>\nQuesta \u00e8 la storia rossonera di Colombo, quello che arriva al Milan con i gradi di gregario e lo lascia da Campione d\u2019Europa, un ragazzo che dell\u2019essere scudiero fidato dei grandi campioni in un\u2018autentica arte. E tanti trionfi di quegli anni sono nati anche per la sua abnegazione e voglia di sacrificio messa a disposizione dei grandi campioni. Alla fine lui fa parte della squadra pi\u00f9 forte del secolo.<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\"><em><strong>FVCRN<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000\"><em><strong>Harlock<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parlare dei campioni pu\u00f2 essere semplice ma allo stesso tempo difficile. 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