{"id":2689,"date":"2018-03-02T08:50:34","date_gmt":"2018-03-02T07:50:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.milannight.com\/?p=2689"},"modified":"2026-09-09T16:20:56","modified_gmt":"2026-09-09T16:20:56","slug":"ritratti-alberico-evani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/milan-history\/ritratti\/ritratti-alberico-evani\/","title":{"rendered":"Ritratti &#8211; Alberico Evani"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>One night in Tokio &#8211;<\/strong> Per centodiciannove minuti la palla si \u00e8 rifiutata di entrare in porta. Nonostante il Milan di Sacchi fosse la squadra pi\u00f9 forte d\u2019Europa. Nonostante il suo gioco spettacolare. Nonostante la sua tendenza a tritare gli avversari. Centodiciannove minuti nei quali una sconosciuta squadra di colombiani resiste al prodigioso Milan che ha dominato la coppa dei Campioni conclusasi a maggio con il trionfo sulla Steaua Bucarest. Sono, in gran parte, nazionali colombiani guidati da un portiere fortissimo ed un po\u2019 matto che risponde al nome di Ren<span data-original-name=\"Ren\u00e9 Higuita\">\u00e9<\/span> Higuita (uno che gioca il suo ruolo con una trentina d\u2019anni d\u2019anticipo) ma quella resistenza non ha nessuna spiegazione. Per soprammercato sono centodiciannove minuti vissuti nella notte italiana (la partita si gioca in Giappone) afflitti, e non ci viene in mente altra parola, dall\u2019ascolto delle trombette con cui i giapponesi pensano di allietare gli spettatori di tutto il mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Piccola nota a margine \u2013<\/strong> Per i pi\u00f9 giovani: la Coppa Intercontinentale negli anni \u201880 subisce una trasformazione. La classica formula \u201candata in casa di una e ritorno a casa dell\u2019altra\u201d costringeva le squadre europee a trasferte \u201cselvagge\u201d dove, se andava bene, ti rompevano tibia e perone e, se andava male, ti facevi un paio di notti di galera come era accaduto al nostro Nestor Combin nel 1969. Soprattutto a causa di queste \u201cbattaglie\u201d le squadre europee iniziano a snobbare la competizione che perde progressivamente fascino fino a quando la Toyota, con notevole fiuto degli affari, rileva i diritti commerciali della competizione e la trasferisce a Tokio in partita secca. I trofei sono due: la Coppa Intercontinentale e la Toyota Cup.<br \/>\nOk, torniamo a quella notte a Tokio. Immaginate i giapponesi ad inizio del decennio; da bravi \u201csoldatini\u201d eseguono l\u2019ordine e riempiono lo stadio per l\u2019evento ma \u00e8 come andare all\u2019opera: tutti zitti a vedere cosa accade. \u00c8 abbastanza evidente che come spettacolo non sia molto \u201ccommerciale\u201d e quindi i furbi del marketing fanno uscire dagli altoparlanti dello stadio un fastidiosissimo, ed ininterrotto, suono di trombette. Un supplizio. Fate cos\u00ec, Google, Youtube, Milan Medellin; scegliete una sintesi, possibilmente corta, e fate attenzione al suono delle trombette. Le \u201cvuvuzelas\u201d a confronto sono musica degli angeli. Al quindicesimo la met\u00e0 degli spettatori ha tolto il volume, qualcuno ha mostrato segni di epilessia altri hanno provato a sbranare il cuscino per fare dei tappi per le orecchie con l\u2019imbottitura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Bubu\u2026 settete!<\/strong> &#8211; Dopo centodiciassette minuti di trombette, lotta con il sonno e resistenza in attesa dei calci di rigore, dove i colombiani vogliono palesemente mandarci contando sulle capacit\u00e0 del loro portiere-capitano-stella-mattatore, Marco Van Basten inventa uno stop a seguire ed un difensore colombiano lo stende appena prima dell\u2019area di rigore. Punizione, botta di adrenalina e tutti seduti sulla punta del divano. In campo ci sono Donadoni, Van Basten e Simone quindi ti aspetti che la punizione la batta uno di questi ma sulla palla, insieme a Donadoni, ci va Alberigo Evani per tutti \u201cBubu\u201d, come l\u2019orsetto amico di Yoghi. Chicco, altro soprannome di Alberigo, non \u00e8 nuovo a punizioni vincenti. Con il suo sinistro ha messo il sigillo nella gara di ritorno della Supercoppa Europea di pochi mesi prima contro il Barcellona. All\u2019andata, in Catalogna, era finita 1 \u2013 1 e quindi sarebbe bastato il pareggio ma Evani chiude i conti con una sassata dal limite dell\u2019area.\u00a0Nonostante il precedente importante quella notte non mi sarei mai aspettato che calciasse lui. Passano due minuti tra liti sulla distanza, piazzamento della barriera, pagliacciate varie e suono incessante di trombette. Bubu parte e, con un sinistro appena sfiorato dalla barriera di colombiani in verde, e la mette vicino al palo mentre Higuita guarda.<br \/>\nIl Milan \u00e8 campione del Mondo, campione di tutto. Arrigo Sacchi, con il suo buffo impermeabile che sembra pi\u00f9 largo di tre taglie, corre in mezzo al campo perch\u00e9 sa che in pochi secondi il Nacion\u00e0l non pu\u00f2 reagire. Il Milan degli olandesi, del \u201cmonumento\u201d Franco Baresi, dei fuoriclasse \u00e8 campione del mondo grazie a quello con il soprannome dell\u2019orsetto amico di Yoghi. Roba da matti.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2690\" aria-describedby=\"caption-attachment-2690\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-2690\" src=\"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/v2\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/chicco-evani-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2690\" class=\"wp-caption-text\">Di quelli come lui, purtroppo, hanno buttato via lo stampo&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Biografia di un campione &#8211;<\/strong> Quello \u00e8 il suo gol pi\u00f9 significativo ma Alberigo Evani, in arte Bubu, non \u00e8 un eroe per un giorno. Massese, classe 1963 e mancino vero \u00e8 un prodotto delle giovanili del Milan. Nasce come terzino sinistro ma, quando sul pianeta Milan sbarca quel marziano di Paolo Maldini, Chicco trasloca con disinvoltura, prima sulla linea di met\u00e0 campo dove da ad Arrigo Sacchi un apporto di corsa e piedi buoni che non ha pari e poi addirittura in mezzo al campo con Capello. Quando si pensa al \u201cdodicesimo uomo\u201d viene, giustamente, messo in rilievo il ruolo di Daniele Massaro ma su un livello molto simile andrebbe messo questo ragazzo polivalente che nel Milan ha giocato tredici anni, disputando 393 partite e segnando 19 gol. La bacheca dei trofei \u00e8 ricchissima e conta, oltre ad una coppa Italia vinta con la Sampdoria, 2 campionati di Serie B, 3 di Serie A, 3 Supercoppe Italiane, 1 Mitropa Cup, 2 Coppe Campioni, 2 Supercoppa Uefa e 2 Coppe Intercontinentali. Fa parte di quella generazione di fenomeni che Silvio Berlusconi trova quando compra il Milan: Alberigo Evani, Mauro Tassotti, Paolo Maldini, Franco Baresi, Filippo Galli e Demetrio Albertini. Possiamo affermare, senza tema di essere smentiti, che una mano negli anni successivi questi ragazzi l\u2019hanno data\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dopo il Milan \u2013<\/strong> Dopo la maglia rossonera indossa quella della Samp dove disputa quattro stagioni e, ormai a fine carriera, quelle di Reggiana e Carrarese per una stagione ciascuna. \u00c8 ora di appendere le scarpe al chiodo e mettere in bacheca tutti i trionfi rossoneri ai quali pu\u00f2 aggiungere una Coppa Italia con la Sampdoria ed una medaglia d\u2019argento ai mondiali americani del \u201994. Ma uno con quella intelligenza tattica e versatilit\u00e0 fa fatica a non stare su un campo da pallone ed insegue la sua ennesima trasformazione. Diventa allenatore, uno dei tanti ex rossoneri in quella veste, dapprima delle giovanili del Milan (campione d\u2019Italia con gli Allievi Nazionali, giusto per mettere una tacca in pi\u00f9) e poi nelle file della FIGC. Fa tutta la trafila nelle Under (18, 19 e 20) e diventa uno degli assistenti di Giampiero Ventura sulla panchina della nazionale maggiore. Attualmente \u00e8 allenatore \u201cad interim\u201d della nazionale Under 21 in attesa che Di Biagio finisca il suo incarico pro tempore nella nazionale maggiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una colonna della nostra storia \u2013<\/strong> Massese, nasce il primo gennaio 1963. Dalla sua terra eredita la durezza del carattere dello splendido marmo che sta nel suo sottosuolo mentre dalla famiglia di estrazione operaia eredita quell\u2019etica del lavoro che gli permette di diventare una delle colonne della nostra storia. Non \u00e8 strapotente come Maldini (ma fermarlo \u00e8 operazione assai complessa), non ha la classe di Donadoni (ma sulla sinistra va via che \u00e8 un piacere e mette dei cross che paiono usciti da un manuale di balistica) o la visione di gioco di Ancelotti (ma riesce a giocare bene anche a centrocampo). In compenso sa fare tutto o quasi su un campo da pallone e per fermarlo servono i cavalli di frisia ed il filo spinato. \u00c8 uno di quelli che, una volta fatta la squadra con dei campioni, vai dal tuo direttore sportivo e dici: \u201cOra mi serve uno come Evani\u201d. O hai la fortuna di trovarlo in casa oppure lo paghi a peso d\u2019oro perch\u00e9 chi ce l\u2019ha quel tipo di giocatore se lo tiene. Bello stretto anche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alberico! non alberigo \u2013<\/strong> No, non \u00e8 uno sbaglio. Il suo nome \u00e8 scritto con la C. Lo ha sempre sopportato, di malagrazia, perch\u00e9 tutti lo chiamavano cos\u00ec. Leggiamo dalla sua pagina facebook grazie agli amici di magliarossonera.it: \u201cIl mio nome \u00e8 Alberico con la c di Como, non la g di Genova.\u00a0Detesto essere chiamato Bubu. Scusate ma dovevo dirvelo. \u00c8 un nomignolo che usate con affetto, per questo ho sempre taciuto, ma in realt\u00e0 m\u2019infastidisce. Quando qualcuno mi chiama cos\u00ec m\u2019incupisco, non lo vedo proprio di buon occhio. Mi piace Chicco, me lo sento mio, mi appartiene.\u201d\u00a0Ma lo ha detto solo a fine carriera in perfetta armonia con il suo carattere che lui stesso definisce cos\u00ec: Se una cosa mi d\u00e0 fastidio si vede subito. Se sono felice no, non lo lascio trasparire. Insomma sono \u201cmontato\u201d al contrario.\u00a0Probabilmente dalla mia bocca sono usciti pi\u00f9 \u201cvaffanculo\u201d che \u201cti voglio bene\u201d \u2026 Dal mio cuore no!!!&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si fa a non volergli bene????<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Pier\u00a0 <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>One night in Tokio &#8211; Per centodiciannove minuti la palla si \u00e8 rifiutata di entrare in porta. 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