{"id":25237,"date":"2022-06-06T16:00:09","date_gmt":"2022-06-06T14:00:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.milannight.com\/?p=25237"},"modified":"2022-06-06T16:00:09","modified_gmt":"2022-06-06T14:00:09","slug":"fernando-redondo-un-principe-triste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/milan-history\/ritratti\/fernando-redondo-un-principe-triste\/","title":{"rendered":"Fernando Redondo &#8211; Un principe triste"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">19 maggio 2000 allo stadio di Manchester, il mitico \u201cOld Trafford\u201d si gioca la partita di ritorno dei quarti di finale tra i padroni di Casa del Manchester United, campioni in carica, e il Real Madrid, che vince la partita per 3-2.<br \/>\nMa soffermiamoci sul terzo gol dei blancos, lo segna Raul a porta praticamente vuota, l\u2019assist lo ha fatto un giocatore che in venti metri ha scritto una pagina indelebile della storia del torneo e oserei dire del calcio. Una corsa lungo la fascia sinistra, un dribbling di tacco con cui si libera incredibilmente di due avversari, l\u2019assist per il compagno Raul che mette la palla in rete.<br \/>\nUn vero capolavoro!!!<br \/>\nUn colpo non da tutti, fatto nello stadio dei sogni, un colpo geniale dove ci sono tutti i requisiti del gran giocatore e il suo nome \u00e8: Fernando Redondo.<br \/>\nFernando Carlos Redondo Neri \u00e8 un fuoriclasse vero, un autentico campione, un concentrato di tecnica, classe, intelligenza tattica, eleganza e grande visione di gioco.<br \/>\nLe movenze non sono quelle di un giocatore veloce, ma Redondo fa viaggiare velocemente l\u2019intelligenza ed il pallone, e questo \u00e8 sufficiente per farne un \u201cvolante\u201d perfetto, quello che detta i tempi alla squadra.<br \/>\nGrande propriet\u00e0 di palleggio, capacit\u00e0 nello smarcarsi, di recuperare la palla e far ripartire velocemente l\u2019azione della squadra, il tutto sempre col petto in fuori e la testa alta.<br \/>\nProprio per questa sua eleganza in campo viene soprannominato il \u201cPrincipe\u201d, soprannome che si merit\u00f2 anche per un comportamento irreprensibile fuori dal campo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em><strong>\u201cChiesi a Galliani di non pagarmi lo stipendio fin quando non sarei tornato a giocare. A Milanello tutti mi chiedevano quando sarei tornato e io non sapevo cosa dire. Dovevo lasciare il centro sportivo: se tutto questo fosse successo a Madrid sarebbe stato diverso, perch\u00e9 avevo gi\u00e0 dato tanto per il club. Ma a Milano non ero in grado di giocare nemmeno un minuto. Era una cosa terribile.\u201d(F. Redondo<\/strong>)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E fu proprio per la sua professionalit\u00e0 dimostrata e attaccamento ai colori rossoneri, nel momento pi\u00f9 difficile della sua carriera che i tifosi milanisti si innamorarono di lui, quando \u201cpur di vestire per almeno una volta la maglia del Milan\u201d decise di togliersi per intero lo stipendio che il Milan gli garantiva (5 miliardi netti delle vecchie lire all\u2019anno) fino a quando non sarebbe guarito e tornato in campo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>\u201cE\u2019 il grande colpo che tanto cercavamo. Non \u00e8 stato facile, anche perch\u00e9 il presidente del Real ha tentennato fino all\u2019ultimo.\u201d (A. Galliani)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-25239 alignleft\" src=\"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/download-1.jpg\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"174\" \/>Arrivato al Milan nell\u2019estate del 2000, fresco di conquista dell\u2019ennesima Coppa dei Campioni con il Real Madrid e, soprattutto, con il premio di Miglior Giocatore di quella edizione di Coppa (1999\/2000).<br \/>\nRedondo \u00e8 nel momento migliore della sua carriera, e dopo un\u2019estenuante trattativa dice di s\u00ec al Milan che spende 35 miliardi per strapparlo al Real.<br \/>\nGli occhi di Braida si sono posati sul centrocampista argentino gi\u00e0 quando arriva in Europa nelle file del Tenerife.<br \/>\nSiamo nel 1990, e Fernando Redondo ha rinunciato ad andare ai Mondiali italiani del \u201990 perch\u00e9 deve andare all\u2019universit\u00e0 (studia economia e commercio).<br \/>\nDopo 5 stagioni nell\u2019Argentinos Jrs, comincia la sua avventura nella Liga spagnola, prima al caldo di Tenerife (4 stagioni) e poi nel Real Madrid.<br \/>\nE\u2019 nel grande Real della seconda met\u00e0 degli anni \u201990 che arriva la sua consacrazione. In sei stagioni da grande protagonista conquista 2 volte la Liga, 2 volte la Champions League (1998 e 2000) ed 1 volta la Coppa Intercontinentale (1998), ma soprattutto diventa un calciatore ammirato da tutti gli addetti ai lavori.<br \/>\nOltre a questo mette in mostra anche una personalit\u00e0 spiccatissima: per 5 anni non viene convocato dal CT argentino Passarella perch\u00e9 si rifiuta di tagliarsi i capelli.<br \/>\nQuesta fermezza gli coster\u00e0 la convocazione anche alla fase finale dei Mondiali del \u201998 in Francia, proprio nella stagione in cui \u00e8 il padrone assoluto del decoratissimo Real.<br \/>\nNonostante l\u2019esilio forzato del quinquennio, con la Seleccion mette insieme 48 presenze (e 3 gol) e fa in tempo a vincere una Coppa America ed una Confederation Cup.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>\u201cRicordo di aver fatto la preparazione estiva con Il Real Madrid, ma al Milan fu tutto diverso, gli allenamenti erano duri, con molti carichi e lavoro di forza, per orgoglio non ho mai detto nulla ma muscolarmente ero distrutto\u201d Quindi forzando una giocata mi rotto il crociato.\u201d (F. Redondo)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 2000, col petto pieno di medaglie, arriva finalmente al Milan.<br \/>\nMa l\u2019entusiasmo dura poco.<br \/>\nDopo pochi giorni di preparazione estiva, il ginocchio del Principe salta. Comincia un calvario di due stagioni e ben tre operazioni: una nell\u2019ottobre del 2000, una nel giugno del 2001 ed una nel gennaio del 2002 (ricostruzione del crociato anteriore, asportazione\u00a0 e pulizia del tendine rotuleo). Sembra un giocatore ormai perso, ma la sua forza di volont\u00e0 \u00e8 enorme.<br \/>\nVuole a tutti i costi giocare con la maglia del Milan, perch\u00e9 (dice lui) \u201c\u00e8 una cosa che sogno da sempre\u201d.<br \/>\nPassa molto del suo tempo in Belgio a curarsi dal professor Martens, e finalmente nell\u2019ottobre del 2002 corona il suo sogno.<br \/>\nIn occasione della partita amichevole organizzata per l\u2019addio di Boban, a Zagabria, debutta in rossonero e resta in campo per 40 minuti. E\u2019 una grande emozione per tutti.<br \/>\nOrmai \u00e8 pronto, e nel mese di dicembre avviene il debutto ufficiale: il 3 dicembre in coppa Italia contro l\u2019Ancona, e 4 giorni dopo (il 7 dicembre) in campionato contro la Roma.<br \/>\n<img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-25238 alignright\" src=\"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/v2\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Redondo-Milan-1024x798-1-300x234.webp\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"234\" srcset=\"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Redondo-Milan-1024x798-1-300x234.webp 300w, https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Redondo-Milan-1024x798-1-768x599.webp 768w, https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/Redondo-Milan-1024x798-1.webp 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>In quella fredda serata il Milan vince 1-0 con gol di Inzaghi, ma la cosa pi\u00f9 bella \u00e8 la standing ovation di San Siro all\u2019ingresso in campo di Fernando nella ripresa. Finalmente Redondo \u00e8 un giocatore a disposizione dell\u2019allenatore Ancelotti, ma le occasioni in cui viene impiegato non sono molte.<br \/>\nLa lunga inattivit\u00e0 e, soprattutto, l\u2019esplosione in cabina di regia del giovane Pirlo lo costringeranno spesso in panchina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>\u201cE\u2019 stato un grande piacere e un onore far parte della famiglia Milan. Ringrazio i tifosi per l\u2019affetto che mi hanno sempre manifestato.\u201d (F. Redondo)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fernando saluta i tifosi del Milan il 16 maggio 2004, nella partita che tutti ricordano per essere l\u2019ultima di un altro grande numero 10 passato anche per il Milan, Roberto Baggio. L\u2019argentino lo fa alla sua maniera in disparte e con discrezione lasciando il palcoscenico al divin codino, festeggiando la vittoria dell\u2019unico scudetto del Milan di Ancelotti.<br \/>\nNelle due stagioni di vera attivit\u00e0, Redondo collezioner\u00e0 in totale 33 presenze: 16 in campionato, 11 in coppa Italia e 6 in Champions League.<br \/>\nSaranno sufficienti, tuttavia, a contribuire ad alcune delle vittorie pi\u00f9 belle del ciclo ancelottiano: uno scudetto, una Champions League, una Supercoppa Europea ed una Coppa Italia il palmares rossonero del Principe.<br \/>\nPurtroppo abbiamo avuto poche occasioni per ammirare da vicino le grandi qualit\u00e0 tecniche di Redondo, e della sua esperienza milanista resta un grande rimpianto per quello che poteva essere ma non \u00e8 stato.<br \/>\nMa resta anche il grande orgoglio di averlo visto giocare con la nostra maglia, la grande ammirazione per una professionalit\u00e0 che ha pochi eguali nel mondo del calcio-business e che ha trafitto i nostri cuori e la grande lezione di vita di chi non si arrende di fronte alla sorte che sembra averti voltato le spalle per sempre.<\/p>\n<p>FVCRN<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000\"><em><strong>Harlock<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>19 maggio 2000 allo stadio di Manchester, il mitico \u201cOld Trafford\u201d si gioca la partita di ritorno dei quarti di 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