{"id":1932,"date":"2018-02-03T17:00:28","date_gmt":"2018-02-03T16:00:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.milannight.com\/?p=1932"},"modified":"2018-02-03T17:00:28","modified_gmt":"2018-02-03T16:00:28","slug":"ritratti-nils-erik-liedholm","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/milan-history\/ritratti\/ritratti-nils-erik-liedholm\/","title":{"rendered":"Ritratti &#8211; Nils Erik Liedholm"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ancora Donadoni \u2013 <\/strong>Adagiato sulle colline del Monferrato, in mezzo ai prodigiosi vigneti della zona sorge il paese di Cuccaro. Se ci arrivate e proseguite verso sud immersi nel verde ad un certo punto vi imbattete in una tenuta agricola. Fermatevi. Non \u00e8 solo un posto dove fanno del vino buono (in zona, pi\u00f9 o meno, non ti sbagli mai) ma \u00e8 anche uno dei luoghi sacri del milanismo. L\u00ec, dal 1973, ha vissuto Nils Erik Liedholm; se ne facciamo una questione classe e finezza di piedi e cervello nella storia del calcio allo stesso livello ne possiamo contare al massimo un paio. Sempre l\u00ec, dal 2011, viene assegnato il <em>Premio Liedholm \u2013 campione sul campo, signore nella vita<\/em> ad uno sportivo che si sia particolarmente distinto non solo per i risultati raggiunti, ma per quei valori di lealt\u00e0, correttezza, signorilit\u00e0, trasparenza ed eleganza che tanto hanno contraddistinto la vita e la carriera sportiva del grande Nils (fonte: wikipedia). In giuria ci sono giornalisti importanti, Carlo il figlio di Nils, Baresi, Antognoni e Rivera. Premiato nel 2015 per il bellissimo gesto a favore della Famiglia Anquilletti che abbiamo visto settimana scorsa \u00e8 stato Roberto Donadoni che condivide l\u2019albo d\u2019oro con Vincenzo Montella, Michel Paltini, Vicente Del Bosque, Claudio Ranieri, Carlo Ancelotti e Paolo Maldini. Ne prendo quattro a caso anche in serie B e ci vinco un paio di Champions League<br \/>\nCuccaro Monferrato \u00e8 gemellata con Valdemarsvik.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Viaggio nel tempo<\/strong> \u2013 Affacciato alla finestra della cucina di fronte allo spettacolo del verde della costa svedese il biondo centrocampista della nazionale svedese riflette sulle parole di suo padre che gli sta chiedendo se \u00e8 sicuro di fare quel passo cos\u00ec importante. Il Milan, squadra prestigiosa anche se un po\u2019 in declino, gli ha offerto la possibilit\u00e0 di andare a giocare in Italia per un progetto ambizioso. Terzi nella stagione precedente, i rossoneri rinforzeranno la squadra con lui ed il suo amico Gunnar Gren. Poi, a proposito di amici, andr\u00e0 a raggiungere un altro Gunnar quel Nordhal con il quale ha condiviso quella esperienza meravigliosa che li ha portati all\u2019oro olimpico nel 1948. Rischiano di lasciare il segno in uno dei campionati pi\u00f9 importanti d\u2019Europa. \u00c8 deciso, partir\u00e0. \u201cTranquillo pap\u00e0. Un anno, massimo due poi torno\u201d. Dodici stagioni dopo, a trentotto anni suonati, appender\u00e0 direttamente le scarpe al chiodo diventando il quinto giocatore pi\u00f9 anziano a scendere in campo per il Milan ed il secondo giocatore straniero per presenze con la nostra maglia dopo Clarence Seedorf: trecentonovantaquattro. Condite, visto che c\u2019era, con ottantanove gol. A quel punto c\u2019\u00e8 troppa Italia nella vita di quel (non pi\u00f9) ragazzo svedese compresa la moglie contessa, scelta assai coerente per uno soprannominato \u201cil Barone\u201d. Di tornare non se ne parla nemmeno e allora tanto vale darsi alla carriera di allenatore visto che si tratta di fare quello che faceva in campo stando seduto in panchina. Tra Milan, Verona, Varese, Monza, Fiorentina e Roma allener\u00e0 per circa mille partite. Mille. Non torner\u00e0 in Svezia nemmeno dopo la sua morte, 5 novembre 2007, perch\u00e9 viene sepolto a Torino, la citt\u00e0 della moglie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1933\" src=\"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/v2\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/liedholm-e-Rivera-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Mille \u2013 <\/strong>Liddas, lo svedese provvisorio in Italia, \u00e8 uno degli stranieri che lascia un segno indelebile nel calcio italiano. Dopo Herbert Kilpin che lo \u201ccanonizza\u201d dandogli le regole usate dagli inglesi \u00e8 il Barone che importa il modulo a zona con la difesa in linea. Arrigo Sacchi, quando arriva in rossonero, trova gente che capisce quello che dice perch\u00e9 Nils ha gi\u00e0 spiegato a tutti come si gioca in linea. Gi\u00e0, per chi non lo sapesse Liedholm \u00e8 il primo allenatore del Milan di Silvio Berlusconi; allena nell\u2019anno del passaggio di propriet\u00e0 e nella stagione successiva anche se per sole venticinque partite sostituito per la fine della stagione da Fabio Capello. Mille partite pi\u00f9 quelle da giocatore, una vita intera passata a dispensare calcio di grande classe e perle di saggezza.<br \/>\nNils nasce con un computer al posto del cervello che, avendo la fortuna di dare gli ordini a due piedi fatati, mette ordine nel calcio del Milan del dopoguerra. \u201cLa volta che a San Siro scoppi\u00f2 un grande applauso perch\u00e9 finalmente, dopo anni, avevo sbagliato un passaggio\u201d; questa la raccontava lui perch\u00e9 non rientrava nei tabellini ma mio nonno giurava e spergiurava di averlo visto dal vivo cos\u00ec come tutti quelli della sua generazione. Quindi \u00e8 vera come quell\u2019altra famosa: \u201cLa volta che a San Siro scoppi\u00f2 un grande applauso perch\u00e9 finalmente, dopo anni, aveva sbagliato un passaggio\u201d. Per i pi\u00f9 giovani stiamo parlando di Andrea Pirlo ma alto un metro e ottantacinque; per uno cos\u00ec oggi vanno via tra i 150 ed i 160 milioni di euro. Facile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Eredit\u00e0 calcistica \u2013<\/strong> Ricapitoliamo: giocatore splendido, capitano del Milan, allenatore innovativo, viticoltore, commentatore arguto. Il suo personaggio non \u00e8 comprimibile in un post, soprattutto se a scriverlo \u00e8 un \u201cmanovale\u201d del milanismo che ha il solo merito di andare a cercare notizie su una delle colonne del nostro passato. Che fare quindi? Innanzi tutto si elencano i numeri che saranno anche freddi ma tendono a dire la verit\u00e0. 2 campionati svedesi, 4 campionati italiani (Milan), 2 coppe latine (Milan), 1 oro olimpico. Perde una finale di Coppa dei Campioni per colpa del Real Madrid di Gento, Di Stefano e Puskas ed una finale di Campionato del Mondo contro il Brasile di Pel\u00e8 (entrambe con la fascia da capitano) ma \u00e8 evidente che il livello \u00e8 quello. Lascia la fascia a Cesare Maldini che a sua volta la consegner\u00e0 a Gianni Rivera. Anche i numeri da allenatore sono importanti: 1 campionato di Serie B, 2 campionati di Serie A (uno con la Roma ed uno con il Milan e 3 coppe Italia (Roma) alle quali bisogna aggiungere la finale di Coppa dei Campioni persa ai rigori contro il Liverpool. Tanto, tantissimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Eredit\u00e0 culturale \u2013 <\/strong>Ma non puoi esaurire un personaggio cos\u00ec con i suoi trofei. Non puoi farlo nemmeno elencando le cose che ha lasciato al calcio italiano come la difesa a zona. Quindi? Curiosamente \u00e8 proprio lui a venirci in soccorso attraverso le frasi che ha regalato ai cronisti nel corso della carriera. Un filosofo prestato al mondo del pallone con un senso dell\u2019ironia che nel calcio di oggi farebbe la gioia delle televisioni di tutto il mondo. Fate Mourinho ma con la classe di un Pari d\u2019Inghilterra.<br \/>\n\u201cIl possesso di palla \u00e8 fondamentale: se tieni il pallone per 90 minuti, sei sicuro che l\u2019avversario non segner\u00e0 mai un gol\u201d.<br \/>\n\u201cGli schemi sono belli in allenamento: senza avversari riescono tutti\u201d<br \/>\n\u201cSi gioca meglio in dieci contro undici\u201d.<br \/>\n\u201cLa partita perfetta \u00e8 quella che finisce 0-0\u201d.<br \/>\nQueste le sentiamo anche oggi a trenta o quaranta anni di distanza.<br \/>\nNon era solo un saggio maestro di calcio ma anche un comunicatore eccezionale sempre sul filo della provocazione.<br \/>\n\u201cStai bene? Allora ce la fai a salire le scale della tribuna\u2026\u201d<br \/>\n\u201cGalderisi si lamenta perch\u00e9 non gioca? Non deve preoccuparsi, lo considero un fuoriclasse, ma a volte anche i migliori devono sedere in panchina. Guardate Nuciari: da 4 anni \u00e8 il miglior portiere italiano, eppure non gioca mai!\u201d.<br \/>\nVetriolo puro come quello dispensato ad uno dei suoi presidenti, Felice Colombo, al quale aveva chiesto un contratto miliardario dopo la conquista della stella. Il presidente rossonero, indignato, sbrait\u00f2 il proprio diniego asserendo che un miliardo non lo avrebbe dato nemmeno a suo fratello. Il Barone lo guard\u00f2 e, senza perdere il proprio <em>aplomb<\/em>, prese la porta. Si ferm\u00f2 sulla soglia e disse con quel suo inconfondibile accento svedese: \u201cHa ragione. Ho conosciuto suo fratello e nemmeno io gli darei un miliardo\u2026\u201d. Pare che sia leggenda anche questa ma lo era anche quella dei passaggi sbagliati\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Finale \u2013<\/strong> Per la chiusura ci affidiamo ad uno dei suoi tantissimi allievi, Giovanni Trapattoni. Citiamo testualmente ringraziando Wikipedia: \u201cLiedholm \u00e8 stato il primo dei miei maestri, e anche il primo Campione che ho incontrato. Lo scriva cos\u00ec, con la c maiuscola. Per noi calciatori giovani era un pap\u00e0 e uno psicologo. Ti insegnava l&#8217;educazione e il modo di stare in campo. Noi gli insegnavamo l&#8217;italiano. Tutto inutile: non ha mai imparato la pronuncia. L&#8217;ultima volta che l&#8217;ho visto, alla festa per i suoi ottant&#8217;anni, dove c&#8217;erano anche Berlusconi e Maldini, si esprimeva con gli stessi suoni gutturali nordici del 1958, l&#8217;anno del mio esordio nel Milan.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Pier<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ancora Donadoni \u2013 Adagiato sulle colline del Monferrato, in mezzo ai prodigiosi vigneti della zona sorge il paese di Cuccaro. 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