{"id":16181,"date":"2020-04-02T08:29:10","date_gmt":"2020-04-02T07:29:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.milannight.com\/?p=16181"},"modified":"2020-04-02T08:29:10","modified_gmt":"2020-04-02T07:29:10","slug":"le-vite-di-vitali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/milan-history\/ritratti\/le-vite-di-vitali\/","title":{"rendered":"Le vite di Vitali"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-16182\" src=\"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/v2\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/unnamed-300x238.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"238\" srcset=\"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/unnamed-300x238.jpg 300w, https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/unnamed.jpg 396w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Quello di doversi reinventare una volta conclusa la carriera sportiva non \u00e8 certo un problema con cui i grandi giocatori dovranno mai confrontarsi. Sono pochi i casi di fenomeni finiti sul lastrico una volta conclusi gli opulenti anni passati a correre dietro un pallone, storie che tra l\u2019altro, nella maggioranza dei casi, appartengono a epoche remote, quando gli stipendi erano meno generosi e le occasioni di profitto, dalle pubblicit\u00e0 alle sponsorizzazioni varie, non erano numerose n\u00e9 remunerative. \u00c8 il caso ad esempio di Manoel Francisco dos Santos, Garrincha, una delle pi\u00f9 grandi ali della storia del gioco. Impossibile da rincorrere sul prato verde per avversari di qualsiasi nazionalit\u00e0, per l\u2019alcolismo e la depressione era invece sin troppo lento. Con una vita personale e professionale devastata da vizi e fragilit\u00e0, arriv\u00f2 persino a militare tra le fila del Sacrofano, a Torvaianica, per la miseria di 80mila lire a partita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per sbarcare il lunario Dario H\u00fcbner ha invece acquistato un bar in una frazione dimenticata da Dio nella campagna cremonese, a Passarera, luogo scelto strategicamente in quanto a due passi da Crema, citt\u00e0 della moglie. A un certo punto della propria carriera, con sul tavolo offerte anche dalla Premier League inglese, Tatanka decise di rimanere in Italia, trasferendosi a Piacenza proprio perch\u00e9 destinazione pi\u00f9 vicina al paese della moglie, da cui lei, evidentemente, non voleva allontanarsi pi\u00f9 di tanto. Scelta, questa dell\u2019ex cannoniere della A (che al pari di Beppe Signori pu\u00f2 vantare anche una fugace quanto indimenticata apparizione estiva con la maglia del Milan), che avrebbe poi ispirato i versi di Calcutta, \u201cio certe volte dovrei fare come Dario H\u00fcbner, e non lasciarti a casa mai a consumare le unghie\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Meno fortunato \u00e8 stato invece Fabio Macellari, la cui intervista di pochi mesi fa ha fatto il giro del web. Come l\u2019alcool aveva rovinato Garrincha, la droga ha eroso il talento &#8211; poco, non ce ne voglia &#8211; dell\u2019ex terzino di Inter, Cagliari e Bologna, che proprio durante le due avventure rossobl\u00f9 ha visto i demoni raggiungerlo come avevano fatto in precedenza con il suo illustre collega. Tre anni fa per vivere tagliava la legna nel piacentino e cantava in un gruppo rock i capolavori di Led Zeppelin e Deep Purple, oggi si \u00e8 dato invece alla panetteria. Si potrebbe continuare ancora per qualche ora, abbandonando le storie pi\u00f9 difficili e drammatiche per parlare di Stendardo, rude centrale difensivo con l\u2019espressione arcigna \u00e0 la Romanzo Criminale che oggi \u00e8 invece un principe del foro. Di racconti ce ne sarebbero a iosa, basta la pazienza per scovarli. L\u2019interesse di sicuro c\u2019\u00e8. Non tanto per voyeurismo, ma per quella genuina curiosit\u00e0 che ci fa chiedere dove siano ora quelle persone che abbiamo amato e odiato per anni, ogni domenica e mercoled\u00ec, che fossero protagonisti indiscussi delle nostre tv o degli anonimi nomi che scorrevano sul tabellino del Televideo. Un po\u2019 come quando ci chiediamo dove sia finito il repellente compagno di banco delle medie, inorridendo al pensiero che abbia addirittura potuto figliare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-16186\" src=\"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/images.jpeg\" alt=\"\" width=\"188\" height=\"268\" \/>Uno dei Carneadi rossoneri della mia infanzia \u00e8 stato Vitali Kutuzov, attaccante bielorusso classe 1980. La sua storia extra calcistica \u00e8 forse anche pi\u00f9 interessante della carriera italiana (e non solo) che lo ha visto protagonista. Scoprimmo la sua esistenza nel 2001, quando il Milan dell\u2019Imperatore Fatih Terim vol\u00f2 fino a Borisov per giocare una partita dell\u2019allora Coppa Uefa. Nel cuore dell\u2019ex repubblica sovietica il Milan vinse per 2 a 0 grazie alle reti di Shevchenko e Javi Moreno. Leggenda vuole che durante l\u2019intervallo, forse galvanizzato dagli affari che videro il Milan pescare bene nell\u2019ex URSS (oltre a Sheva in quegli anni arriv\u00f2 a Milano anche il suo ex compagno alla Dinamo, il georgiano Kakhaber Kaladze), Adriano Galliani and\u00f2 dal presidente della societ\u00e0 bielorussa proprio per chiedergli il cartellino di Kutuzov. L\u2019affare and\u00f2 in porto in quattro e quattr\u2019otto per quattro miliardi di lire, e la Gazzetta, gi\u00e0 allora poco incline alle esagerazioni giornalistiche, gli diede il benvenuto in sordina: \u201cEcco Kutuzov. Lo manda Sheva\u201d, incurante che non avessero mai giocato insieme e che Kiev distasse da Borisov la bellezza di 575 km. e sette ore e mezza di viaggio tra le desolate campagne dell\u2019Europa orientale, magari a bordo di una Lada. L\u2019avventura in rossonero dell\u2019attaccante bielorusso fu rapida e incolore. Maglia Rossonera parla di sole quattro presenze ufficiali e nessuna rete. Nel 2002 venne girato in prestito allo Sporting Lisbona (dove far\u00e0 la conoscenza di un giovanissimo Cristiano Ronaldo), e dopo quell\u2019estate non pass\u00f2 pi\u00f9 per Carnago.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=5PhPmVEu3q4\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=5PhPmVEu3q4<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le esperienze calcistiche del centrocampista nato a Pinsk sono sovrapponibili a quelle di milioni di altri giocatori. Un\u2019esperienza in prestito all\u2019estero (lo Sporting, per l\u2019appunto), poi il ritorno in Italia, con l\u2019anno all\u2019Avellino. Nel 2004 il suo definitivo addio al Milan, con il passaggio alla Sampdoria, dove si ritagli\u00f2 un ruolo da coprotagonista nei primi anni dopo il ritorno in A (quelli della coppia gol Flachi e Bazzani, per intenderci, e anche su questi due ci sarebbe molto da scrivere). Nella stagione del trionfo di Atene Kutuzov gioc\u00f2 invece a Parma, collezionando sette misere presenze. L\u2019anno successivo venne girato in prestito al Pisa, quello dopo ancora torn\u00f2 in Emilia e ai sette match disputati di due stagioni prima ne aggiunse altri quattro, senza per\u00f2 segnare nemmeno una rete. La rinascita arriv\u00f2 a Bari, dove Conte prima e Ventura poi riuscirono a valorizzarlo a pieno. Memorabile, per Vitali, il 23 agosto 2009, quando in quello che doveva essere il suo stadio, San Siro, segn\u00f2 all\u2019Inter che avrebbe poi vinto il Triplete il gol del definitivo 1-1 (per Caressa invece segn\u00f2 un certo Boris Kutuzov). Soli sei giorni dopo avremmo vissuto la mattanza del Derby dello 0-4 &#8211; quello delle ciabatte di Seedorf e dell\u2019espulsione di Gattuso -, soli tre mesi prima, il 23 maggio 2009, si disput\u00f2 invece Salernitana-Bari 3-2, match che sarebbe costato a Kutuzov una squalifica di 3 anni e 6 mesi per calcioscommesse. Il verdetto della giustizia sportiva arriv\u00f2 nel 2013, ma gi\u00e0 dal 2012 il bielorusso era svincolato e senza una squadra, con il tabellino delle presenze in A fermo a 99 e quello delle reti a 9, a n\u2019anticchia dalla tripla e dalla doppia cifra. A smacchiare la sua reputazione, certo col sapore della beffa, nel 2016 arriv\u00f2 l\u2019assoluzione del processo penale \u201cper non aver commesso il fatto\u201d, ma il danno, ormai, era gi\u00e0 stato fatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-16187\" src=\"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/v2\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/12509781_1702208259992905_2993946098438951855_n-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/12509781_1702208259992905_2993946098438951855_n-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/12509781_1702208259992905_2993946098438951855_n.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/>Cosa fare ora? In che modo investire le proprie energie, i propri talenti, il proprio tempo, la propria passione dopo tante delusioni, sberle e tradimenti, con il velo del disincanto arrivato ormai a coprire tutto ci\u00f2 che per Kutuzov valesse qualcosa? \u201cPer andare avanti devi tornare indietro\u201d. Per gli appassionati della saga fantasy \u201cA song of ice and fire\u201d, da cui \u00e8 stata tratta la fortunata serie tv \u201cGame of thrones\u201d, questa frase non dovrebbe essere inedita. \u00c8 quella che si ripete Daenerys Targaryen quando si trova a Meereen, in difficolt\u00e0, senza sapere esattamente cosa fare o come farlo, solo ci\u00f2 che voleva ottenere: il trono di spade. Per andare avanti, Vitali decise di tornare indietro, alla sua passione dell\u2019infanzia: l\u2019hockey. Per un paio di stagioni milit\u00f2 prima tra le fila dei Diavoli Rossoneri (toh, che coincidenza) e poi dell\u2019U.H.C. Barlaf\u00fcs. Ruolo: portiere. Anche questa sua seconda vita sportiva \u00e8 per\u00f2 oggi alle sue spalle. Davanti, la terza, scoperta qualche settimana fa, durante la conferenza stampa post partita di Lazio-Inter 2-1. \u201cBuonasera mister\u201d, saluta qualcuno seduto a pochi metri da un incazzatissimo Antonio Conte. \u00c8 proprio Vitali Kutuzov, oggi giornalista per una testata del suo Paese. \u201cVitali, che ci fai qui? Come stai?\u201d, ha risposto sorridendo Conte, dimenticandosi per qualche minuto della cocente sconfitta appena patita dai suoi ragazzi. \u201c\u00c8 stato un mio giocatore a Bari\u201d, ha poi ricordato l\u2019allenatore salentino ai sicuramente distratti reporter in sala stampa. \u201cTe lo ricordi il nostro 4-2-4?\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un saluto, poi una foto a fine conferenza per ritrovarsi dopo tanti anni, ognuno dopo aver percorso la propria strada. Forse pi\u00f9 banale quella di Conte, o perlomeno pi\u00f9 dentro le righe di quella che \u00e8 la classica avventura di un calciatore. Si gioca, poi si allena. O al limite ci si reinventa procuratori o dirigenti, o mal che vada opinionisti. Vitali Kutuzov da Pinsk ha invece voluto seguire se stesso, almeno finora. Di certo ha fatto ci\u00f2 che sentiva fosse giusto fare, che fosse seguire una propria passione o mettersi ancora in gioco provando qualcosa di nuovo. Questo almeno fino alla prossima vita da vivere.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Fab<\/strong><\/span><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quello di doversi reinventare una volta conclusa la carriera sportiva non \u00e8 certo un problema con cui i grandi giocatori [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":16185,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-16181","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ritratti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16181","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16181"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16181\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16185"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16181"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16181"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16181"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}