{"id":1439,"date":"2018-01-16T17:00:45","date_gmt":"2018-01-16T16:00:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.milannight.com\/?p=1439"},"modified":"2018-01-16T17:00:45","modified_gmt":"2018-01-16T16:00:45","slug":"ritratti-gennaro-ivan-gattuso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/milan-history\/ritratti\/ritratti-gennaro-ivan-gattuso\/","title":{"rendered":"Ritratti &#8211; Gennaro Ivan Gattuso"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019insostenibile difficolt\u00e0 dell\u2019essere milanisti \u2013 <\/strong>Che periodo, ragazzi! Essere milanisti oggi \u00e8 una battaglia continua. Contro la stampa, contro gli altri tifosi e contro buona parte di (sedicenti) tifosi rossoneri che in realt\u00e0 tutto tifano ma non il Milan ed anche contro le istituzioni in una diuturna difesa della maglia che spesso colpisce il sistema nervoso. A volte occorre evadere dalla realt\u00e0 ed ecco che mi \u00e8 venuto in mente di andare a spulciare nel nostro passato per evadere dalla nostra complessa realt\u00e0 andando alla ricerca di quel minimo comune denominatore milanista che dovrebbe tenerci tutti insieme. Partiamo\u2026 dall\u2019attualit\u00e0! Buffo a dirsi ma nella scelta del primo personaggio virato in rossonero da raccontare mi sono imbattuto, in un giorno di febbre, nel faccione rossonero seduto sulla panchina del Milan. Gi\u00e0 perch\u00e9, assai prima di essere il nostro allenatore, Ringhio \u00e8 uno dei nostri simboli a dispetto della giovane et\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lui chi \u00e8<\/strong> \u2013 Gennaro Ivan Gattuso nasce a Corigliano Calabro il 9 gennaio del 1978. Come abbiamo visto nel bellissimo filmato montato dal Milan con gli auguri di alcuni suoi ex compagni di squadra ha infatti compiuto da poco il quarantesimo compleanno anche se, come dice Marcos Caf\u00f9, sembrano cinquanta. Si trasferisce presto dalla Calabria e dal \u201990 al \u201997 si fa tutta la trafila nelle giovanili del Perugia dove vince due scudetti con la squadra primavera. Vincere \u00e8 un vocabolo che spesso si ritrova nella vita di Gennarino che porta a casa una messe di trofei. Prima di cominiare a parlare delle vittorie lo vediamo esordire con la maglia del Grifo in cadetteria ed in Serie A; per la precisione il 22 dicembre 1996 contro il Bologna, squadra che lo aveva rifiutato nel suo primo provino. A volte la vita\u2026<br \/>\nNel 1997 ecco la prima svolta della vita del giovane ragazzo calabrese. Scappa, non ci sono altre parole, dal ritiro del Perugia che si \u00e8 opposto al suo trasferimento a parametro zero con la maglia del Glasgow Rangers. Quella di Glasgow \u00e8 una tappa fondamentale nella vita del nostro attuale allenatore perch\u00e9 completa la propria formazione calcistica sotto Walter Smith (che il nostro eroe considera un secondo padre) e conosce quella che diventer\u00e0 sua moglie. Inutile dire che in quel tipo di campionato Ringhio ci sguazza e lascia un ottimo ricordo di s\u00e9. \u00a0Nel 1998 in Scozia arriva Dirk Advocaat che lo fa giocare difensore (ammazza, che genio\u2026); i due litigano e Gennaro fa nuovamente la valigia in direzione Salerno diventando il giocatore (allora) pi\u00f9 pagato della storia della Salernitana. Retrocedono, ma indovinate chi diventa l\u2019idolo della tifoseria locale?<\/p>\n<figure id=\"attachment_207\" aria-describedby=\"caption-attachment-207\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-207\" src=\"https:\/\/www.milannight.com\/v3\/v2\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/gattuso2-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-207\" class=\"wp-caption-text\">rompigli il culo,<br \/>Gattuso rompigli il culo<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Finalmente Milan \u2013<\/strong> Il team manager della squadra campana \u00e8 uno che con la maglia del Milan ha vinto lo scudetto della stella, Ruben Buriani. Professione de \u201cil pannocchia\u201d con la maglia rossonera? Correre, correre, correre e, se ce ne fosse ancora bisogno, correre. Forse il biondissimo ferrarese in quel ragazzo calabrese ci riconosce la sua capacit\u00e0 di mettere a servizio della squadra gambe e polmoni e lo caldeggia alla sua ex societ\u00e0. In via Turati non se lo fanno dire due volte e dopo poche partite \u00e8 gi\u00e0 amore incondizionato. Un amore fatto di tantissime vittorie perch\u00e9 con la nostra maglia il ragazzo di Corigliano si porta a casa 1 Coppa Italia, 2 Supercoppe Itaiane e 2 scudetti, 2 Champions League, 2 Supercoppe Uefa ed 1 Coppa del Mondo per club. Ma, soprattutto, un amore fatto di corsa e sacrificio per la squadra e per la maglia che, se ci pensate bene, \u00e8 sacrificio per i tifosi. \u201cRompigli il culo, Gattuso rompigli il culo\u201d \u00e8 il grido che prorompe dagli spalti tutte le volte che la squadra ha bisogno della sua carica e lui incita la folla. Lo abbiamo adorato; era, in quel Milan patinato di piedi buoni e bei ragazzi, uno di noi che entrava in campo e sputava sangue per la maglia. Non avesse vinto una mazza probabilmente oggi lo ameremmo lo stesso perch\u00e9 \u201cUno di noi, Gattuso uno di noi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tecnica \u2013<\/strong> \u201cIl mio pallone d\u2019oro \u00e8 rubare pi\u00f9 palloni possibile\u201d. Parole e musica del nostro attuale allenatore, parole che non sono state vuote dichiarazioni tipo: \u201cSaranno otto finali\u201d. No, Gennaro ha fatto della forza fisica e dello spirito di sacrificio la propria cifra identificativa. Poca tecnica di base, anche se nel corso degli anni il suo apporto qualitativo aumenta in maniera importante, ma la capacit\u00e0 di recuperare quantit\u00e0 industriali di palloni. Fino all\u2019arrivo di Ancelotti \u00e8 la sua dote pi\u00f9 importante, dopo \u201cringhio\u201d sar\u00e0 un marchio di fabbrica anche se realmente mai amato da Gennarino. La squadra di Ancelotti aveva un impianto offensivo mostruoso ma una propensione alla difesa, per cos\u00ec dire, complessa. Rivaldo, Sheva, Inzaghi, Pirlo, Seedorf, Rui Costa, Kak\u00e0 non passeranno alla storia per la loro capacit\u00e0 di difendere; certo, erano bravissimi a difendere \u201ccollettivamente\u201d, ad occupare le linee di passaggio ma il dinamismo non era certo la loro cifra. E qui entra in scena il nostro Rino che \u201cpaga la cauzione per tutti\u201d (cit. Federico Buffa) inserendosi alla perfezione nel sistema che ci porter\u00e0 a vincere tanto in Europa e nel mondo. Gli abbiamo perdonato quella mancanza di tecnica e tanto altro. Per esempio le mani al collo di Joe Jordan il quale non sar\u00e0 stato una gloria rossonera come Rino ma \u00e8 stato il simbolo di un Milan che era povero e sfigato ma ci credeva, un Milan \u201calla Gattuso\u201d. Gli abbiamo perdonato tanto perch\u00e9 era un po\u2019 come perdonare le nostre debolezze. Gli abbiamo perdonato tanto perch\u00e8 dopo il primo allenamento di Rivaldo Gennaro gli si \u00e8 avvicinato e ha detto: <em>&#8220;Tu continua a fare queste robe qui che a correre ci penso io&#8221; <\/em>e perch\u00e8 ha detto<em> &#8220;Quando vedo giocare Pirlo, quando lo vedo col pallone tra i piedi, mi chiedo se io posso essere considerato davvero un calciatore&#8221;<br \/>\n<\/em>Per concludere:<em>\u00a0\u200e&#8221;Non andrei mai alla juventus e all&#8217;inter: per l&#8217;amore che ho per questa societ\u00e0\u00a0e per questi colori. Non mi vogliono loro e non ci andrei io.&#8221;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A new hope &#8211; <em>\u201c<\/em><\/strong><em>Me ne sono andato perch\u00e9 non stavo bene in uno spogliatoio che un tempo era molto pi\u00f9 facile da gestire. Con il fatto di essermi ammalato agli occhi, non ho potuto essere sempre presente, ma la malattia mi ha fatto vedere le cose da un altro punto di vista. Gli ultimi due o tre mesi ho notato cose mai viste in 13 anni di Milan Quando c&#8217;era un allenamento alle 9,30, in molti arrivavano appena dieci minuti prima e nessuno diceva nulla. Io arrivavo con tre quarti d&#8217;ora d&#8217;anticipo, magari per fare esercizi, massaggi o solo per prendere un caff\u00e8 in tranquillit\u00e0, secondo una cultura frutto di anni d&#8217;esperienza. Oppure quando c&#8217;era il pranzo all&#8217;una, certi arrivavano anche con 15 minuti di ritardo. Insomma c&#8217;era mancanza di rispetto delle regole\u201d.<\/em> Lo abbiamo adorato anche per frasi come questa. Penultimo capitano di una stirpe forse perduta per sempre \u00e8 stato l\u2019ultimo a provare a dare delle regole ad un ambiente che si stava sfaldando. Abbiati se ne va dicendo le stesse cose. E\u2019il crepuscolo degli dei ma anche la speranza che si sia chiuso con lui un ciclo e che se ne apra uno simile sotto di lui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uso le parole di un altro per descrivere Gennaro Ivan Gattuso e quello che proviamo per lui: \u201c<em>Il suo cuore, il suo coraggio hanno contribuito a forgiare la leggenda del Milan. Di tipi cos\u00ec, in giro ne ho visti pochi<\/em>\u201d Ronaldo de Assis Moreira.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Rompigli il culo, Gattuso rompigli il culo\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Pier<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019insostenibile difficolt\u00e0 dell\u2019essere milanisti \u2013 Che periodo, ragazzi! Essere milanisti oggi \u00e8 una battaglia continua. 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